Obama: “Trump minaccia democrazia”

L’ex presidente Obama ha dichiarato che le azioni di Trump stanno mettendo sempre più in pericolo la democrazia americana

Obama: “Trump minaccia democrazia”

Donald Trump? Una minaccia per la democrazia americana. Ne è convinto l’ex numero uno della Casa Bianca Barack Obama, che è tornato a parlare in quello che, a detta di molti, è leggibile come uno dei momenti più duri della storia politica statunitense moderna.

Obama ha fatto riferimento al suo successore parlando di una “grave e imminente minaccia alla democrazia americana e alla giustizia razziale”. Il riferimento all’elemento razziale punta chiaramente alla vicenda John Lewis, storico deputato della Georgia che si è battuto una vita per rivendicare i diritti delle minoranze.

Lewis è morto lo scorso mercoledì, e a dargli l’estremo saluto al funerale c’erano gli ex-presidenti George W Bush, Bill Clinton e Barack Obama. Nessuna traccia invece di Donald Trump, circostanza che a Obama non è certo sfuggita. Chiare infatti le sue parole, specie quelle relative al confronto tra le sfide portate avanti da Lewis in passato e lo scenario statunitense attuale:

“John è stato il miglior discepolo di Martin Luther King. Il mentore di molti giovani, compreso me. Ho un grande debito verso di lui e la sua potente visione di libertà. Mentre noi siamo qui quelli al potere stanno tentando di scoraggiare le persone dal votare, prendendo di mira le minoranze con leggi restrittive attaccando il diritto di voto con precisione chirurgica”.

Obama: “Trump minaccia democrazia”

La campagna tra Trump e il candidato democratico Joe Biden è stata in gran parte oscurata dalla pandemia di coronavirus, che ha ucciso oltre 150.000 americani.

L’attuale numero uno della Casa Bianca, già impantanato in una crisi nera, si trova ora ad affrontare quello che per il momento appare come il più feroce attacco pubblico di Obama all’indirizzo dell’attuale esecutivo.

A rendere particolarmente d’impatto le parole di Obama è di certo stato il tema relativo al pregiudizio razziale, centrale durante la sua amministrazione e parte cruciale delle esperienze personali dell’ex-presidente.

Ecco perché in molti hanno letto il discorso di Obama per Lewis come un urgente annuncio fatto con i toni di un attivista.

Da ricollegare ovviamente anche la morte di George Floyd, a seguito della quale Obama si è mostrato il più deciso sostenitore del cosiddetto risveglio razziale, “racial awakening”.

Nel frattempo da parte di Trump - che non si è presentato ai funerali dell’ex deputato della Georgia - restano solo i commenti di qualche tempo fa all’indirizzo di Lewis, che il tycoon identificò come “una persona che parla, parla, parla, ma non compie mai nessuna azione.”

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