La grande industria della censura: cosa svelano i #CtilFiles

Roberto Vivaldelli

3 Dicembre 2023 - 06:49

Su X esplode lo scandalo dei Ctil Files ma i grandi media ignorano la notizia. Come funziona la grande industria della censura e chi c’è dietro.

La grande industria della censura: cosa svelano i #CtilFiles

Un piano segreto di alcuni apparati degli Stati Uniti e del Regno Unito in combutta con alcune organizzazioni non governative internazionali per mettere in atto una capillare campagna di censura in risposta alla Brexit e all’elezione di Donald Trump. È ciò che emerge dai #CtilFiles recentemente diffusi da Michael Shellenberger, Alexandra Gutentag e dal giornalista dei Twitter Files, Matt Taibbi.

Grazie a una nuova mole di documenti inediti messi a disposizione da un whisteblower - materiale che secondo gli autori dell’inchiesta supera i Twitter Files e i Facebook Files per portata e importanza - emerge un quadro a tinte fosche, nelle quali viene minuziosamente descritta l’attività di un gruppo che si prefigge di contrastare la disinformazione online chiamato Cyber Threat Intelligence League, o Ctil.

Trattasi, almeno ufficialmente, di un progetto nato da un gruppo di analisti e veterani della difesa e dell’intelligence, le cui tattiche - alquanto discutibili - sono state poi emulate da vari attori, compreso il Dipartimento di Sicurezza Nazionale (Dhs). “I documenti - sottolineano gli autori dell’indagine - descrivono tutto, dalla genesi dei moderni programmi di censura digitale al ruolo dei militari e delle agenzie di intelligence, dalle partnership con le organizzazioni della società civile ai media mainstream, fino all’uso di account sock puppet e altre tecniche aggressive” utilizzate per reprimere il dissenso.

Quella clamorosa rivelazione su Barack Obama

Il whisteblower citato sostiene che una leader della Ctl, una ex analista dell’intelligence britannica, era “nella stanza” della Casa Bianca di Obama nel 2017 quando ha ricevuto le istruzioni per creare un progetto di contro-disinformazione affinché non si ripetesse ciò che era accaduto nel 2016 con l’elezione di Donald Trump e la Brexit. Si parla di un vero e proprio “Complesso industriale della censura”, una rete di oltre 100 agenzie governative e organizzazioni non governative che lavorano in sinergia per fare pressioni sulle piattaforme dei social media affinché mettano a tacere le voci che si oppongono al pensiero unico.

Secondo l’inchiesta, la Cybersecurity and Information Security Agency (Cisa) del Dipartimento della Sicurezza Interna degli Stati Uniti è stata il centro di quest’operazione mastodontica di censura capillare, con la National Science Foundation che finanzia lo sviluppo di strumenti di censura e disinformazione e altre agenzie governative federali che svolgono un ruolo di supporto. Si va ben oltre la censura, tuttavia: il Cyber Threat Intelligence League, secondo i #CtilFiles, opera per indirizzare la narrazione in maniera che possa favorire il complesso industrial-militare e i grandi potentati angloamericani. “Questi documenti - spiegano - ci sono pervenuti tramite un informatore molto credibile. Siamo stati in grado di verificare in modo indipendente la loro legittimità attraverso un ampio controllo incrociato delle informazioni con le fonti pubblicamente disponibili. Il whisteblower ha dichiarato di essere stato reclutato per partecipare al Ctil attraverso incontri mensili sulla sicurezza informatica organizzati dal Dhs” sottolineano i tre autori.

Da chi è formato la Cyber Threat Intelligence League

Grandi media come Bloomberg e il Washington Post hanno descritto la Ctil League tentando di farla passare come un semplice gruppo di esperti nel campo della sicurezza informatica. I suoi soci fondatori sono un ex funzionario dell’intelligence israeliana, Ohad Zaidenberg; un security manager di Microsoft, Nate Warfield; e il capo delle operazioni di sicurezza di Def Con, una convention di hacker, Marc Rogers. Ora l’organizzazione conta 1400 membri provenienti da 76 Paesi nel mondo. Come spiega il giornalista Matt Taibbi, l’elemento cruciale della Ctil League e dei #CtilFiles, “è che mostrano in modo molto dettagliato e cruento un lato dell’universo dell’antidisinformazione finora per lo più nascosto al pubblico”.

Mentre i Twitter Files “sono stati importanti per confermare il coinvolgimento del governo in attività come la censura - spiega Taibbi - questi file mostrano come i membri siano stati istruiti su una vasta gamma di tattiche offensive, tra cui l’uso di telefoni usa e getta e la creazione di identità false e account sock puppet per infiltrarsi in gruppi politici nazionali”. I membri di questo gruppo “hanno usato tecniche di spionaggio in patria e hanno parlato apertamente dei cittadini americani come il nemico, nel senso militare del termine”. E questo pare sia solo l’inizio di uno scandalo destinato ad ampliarsi.

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