L’ufficiale della Us Air Force che ha chiesto l’impeachment di Trump è stato arrestato durante la protesta e poi rilasciato, ma perché e cosa rischia adesso?
Jason Watson, ufficiale dell’Us Air Force, ha fatto notizia in tutto il mondo protestando contro il governo di Donald Trump. Le sue immagini, in divisa sugli scalini del Campidoglio con il cartello che chiede l’impeachment del tycoon, sono rapidamente diventate virali, rafforzando il dissenso che il militare aveva ampiamente espresso nella conferenza stampa. Una protesta decisa, che però mal si concilia con la carica ricoperta da Watson, ma anche con le regole sulle manifestazioni. Una storia che rischia facilmente di essere strumentalizzata in entrambi i sensi. Per qualcuno è facile accusare il militare e mettere così a tacere anche le sue critiche alla Casa Bianca, per altri è altrettanto comodo gridare alla censura e alla repressione. Proviamo a capire cosa sta succedendo.
Ufficiale dell’Air Force chiede l’impeachment di Trump
L’ufficiale Jason Watson, dell’Air Force statunitense, non permette alla sua professione di condizionare le sue idee politiche e questo è sotto gli occhi di tutti. Pur appartenendo alla Forza aerea USA non ha esitato a protestare contro i comportamenti del presidente americano che ritiene scorretti e da cui, comunque, non si sente rappresentato. Non una libera manifestazione di dissenso, ma una vera e propria protesta davanti al Campidoglio, in cui Watson ha ampiamente criticato l’operato del tycoon e chiesto l’impeachment di Trump e del vicepresidente Vance. Tra i principali motivi di contestazione la guerra con l’Iran e la gestione del conflitto in Medio Oriente, non soltanto a livello di sostanza ma anche di gestione procedurale.
Watson lamenta infatti la mancata autorizzazione preventiva del Congresso e non è certo l’unico. Molte decisioni prese dal tycoon nel suo secondo mandato stanno segnando dei punti di rottura nel diritto internazionale, che dovrebbe valere sempre, e nella ripartizione dei poteri negli Stati Uniti ai sensi della Costituzione. D’altra parte, almeno nei rapporti interni, la Casa Bianca riesce sempre ad appellarsi a qualche clausola e giocare sulle tempistiche per evitare la crisi immediata. Ciò non significa che le violazioni non ci siano, ma sono da accertare, con processi più lunghi e complessi. In ogni caso, secondo l’ufficiale Watson sia il presidente che il vicepresidente degli Stati Uniti dovrebbero essere rimossi e messi sotto stato d’accusa, contribuendo ad aumentare il record del tycoon. È ovvio che non si tratta di critiche facili da accettare, lo scossone mediatico è forte quando a tenere i cartelli è proprio un ufficiale in uniforme, quasi a ribadire i valori che rappresenta e la Costituzione su cui ha giurato. Non si può però negare che l’appartenenza alla Forza armata comporti regole ben precise, soprattutto quanto a decoro e rispetto delle istituzioni.
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Arresto e indagini, cosa rischia l’ufficiale Watson ora?
Quando l’ufficiale Watson è stato arrestato e la protesta è finita molti hanno temuto in un’operazione di censura, ma non è possibile ignorare che secondo la legge statunitense la manifestazione sarebbe dovuta finire molto prima. La polizia di Washington che ha eseguito l’arresto ha spiegato infatti che i cittadini non possono manifestare sui gradini della Camera dei rappresentanti senza essere accompagnati da un membro del Congresso. Di fatto, quindi, Watson avrebbe dovuto lasciare la sede dopo che il deputato democratico del Texas Al Green è andato via, ma è rimasto a ribadire la propria posizione. La US Capitol Police ha giustificato l’arresto con le accuse di ostruzione e intralcio, sostenendo appunto che il militare non abbia seguito l’ordine di lasciare il luogo di protesta.
A prescindere dalle circostanze, comunque, è stato rilasciato dopo poche ore e un funzionario del tribunale di Washington ha comunicato che non procederà penalmente né contro il militare né riguardo alla manifestazione organizzata dal gruppo Removal Coalition. Resta però l’indagine interna dell’Air Force, che secondo l’ufficio del segretario dell’Aeronautica Troy Meink “procederà senza impedimenti”. E gli esiti in questo caso sono variabili, perché al netto della libertà d’espressione i militari sono tenuti al decoro e al rispetto delle istituzioni.
L’Uniform code of military justice vieta espressamente l’uso di parole sprezzanti nei confronti di leader civili come il presidente e il vicepresidente, senza contare che l’Us Air Force è tenuta come ogni Forza armata ad avere una natura apartitica e neutrale, necessaria alla democrazia. Il militare, che resta un cittadino, ha diritto ad avere le proprie idee e a manifestarle ma non quando rappresenta l’intera Forza armata, a maggior ragione indossando l’uniforme. Ecco perché l’ufficiale Watson rischia delle sanzioni disciplinari che non hanno nulla a che vedere con la questione politica (teoricamente, si va dal rimprovero alla detenzione a seconda della gravità). Si sarebbero invece aperte riflessioni più spinose in caso di proseguimento dell’indagine penale, ma il capitolo sembra esser stato chiuso senza disagi particolari.