Stati Uniti: è crisi sui fondi pensione anche per il gigante dell’economia

Fondi pensione sempre più rischiosi e il carico economico della disoccupazione giovanile. Come l’incremento dell’aspettativa di vita ferisce il sistema pensionistico degli Stati Uniti.

Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha sottolineato orgogliosamente che il tasso di disoccupazione nel paese è sceso al 5,4%, ritornando ad avvicinarsi ai livelli precedenti alla crisi economica del 2008-2009. Tuttavia, l’incremento dell’aspettativa di vita, unito alla crisi finanziaria del 2001, ha causato molti danni ai fondi pensione USA.

Il grafico riportato qui sotto mostra la percentuale di lavoratori rapportato alla ’popolazione civile non istituzionalizzata’, ovvero tutti coloro che hanno più di 16 anni, non sono in prigione e non fanno parte dell’esercito. Il grafico si divide per fascia d’età e raffigura i cambiamento nel tempo.

Possiamo subito notare tre cose:

  1. a partire dal 2008 il tasso di occupazione nell’età compresa tra i 16 e i 19 anni ha subito un crollo;
  2. i tassi di occupazione nelle fasce comprese tra i 20 e i 24 anni e i 25 e i 54 anni hanno subito una inflessione nel 2001 da cui non si sono ancora riprese;
  3. l’unico gruppo che ha visto un aumento del tasso di occupazione è quello che parte dai 55 in su.

Una combinazione micidiale: l’aumento dell’aspettativa di vita e la disoccupazione giovanile.
Nel 1950, l’aspettativa di vita media negli Stati Uniti era di circa 65 anni. Da allora questo valore si è alzato a circa 79 anni, grazie alle innovazioni tecnologiche e al miglioramento della qualità della vita. Mentre una volta la pensione a cui accedevi intorno ai 60 anni doveva bastare per poco tempo, all’incirca 5 anni, oggi un pensionato americano deve potersi sostenere per quasi 20 anni sui suoi fondi pensionistici.

Il sessantenne che prima avrebbe cominciato a fare le sue considerazioni per la pensione, adesso si deve porre altre problematiche.

Da un lato si presume che i suoi genitori abbiano intorno agli 80 anni e gravino finanziariamente su di lui e che questi possa trovarsi a dover pagare la costosissima l’assistenza sanitaria per gli anziani genitori.
Dall’altro lato i figli di età compresa tra i 25 e i 40 anni, dopo due crisi economiche consecutive, sono molto più dipendenti dal punto di vista economico dai loro genitori.

La possibilità di andare in pensione, tanto meno di ritirarsi presto, sono poche e rischiose.

Stati Uniti: la crisi dei fondi pensionistici
A partire dalla crisi economica del 2001, i fondi pensionistici negli Stati Uniti hanno subito delle importanti variazioni. Le compagnie e aziende, di fronte ai costi elevati necessari per fornire pensioni a tutti i loro impiegati, hanno optato per i cosiddetti piani 401(k).

A differenza delle pensioni tradizionali protette dalla legge federale ERISA, i piani 401(k) non sono protetti da alcuna legge e danno la responsabilità (e il rischio) all’impiegato di occuparsi della propria pensione e quindi di fare investimenti.

Inoltre, a partire dal 2008, la Federal Reserve Bank ha messo in atto la ZIRP per rispondere al basso tasso di crescita negli USA, che mantiene il tasso annuo nominale al 0%. Quindi la possibilità di investire a basso rischio con i fondi pensione ha ricevuto un duro colpo.

Come riporta il grafico qui sotto, hanno avuto un enorme ascesa gli IRA, ovvero piani pensionistici individuali che prevedono tagli fiscali e vantaggi sui propri fondi pensionistici.

Tuttavia le crisi finanziarie e le oscillazioni del mercato hanno messo a dura prova gli IRA. A partire dal 2010, il 75% di questi fondi contenevano meno di 30,000 dollari. Come abbiamo già detto questi soldi devono bastare sono solo per la persona che va in pensione ma anche per i suoi genitori, che vivono sempre più a lungo, e i suoi figli, che non riescono a trovare lavoro e ad essere indipendenti.

Si tratta ovviamente di un sistema insostenibile e rimane il dubbio se il governo degli Stati Uniti possa essere in grado, al momento opportuno, di trovare il denaro necessario per pagare la previdenza sociale.

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