Per quasi due anni, i fondi hedge quantitativi specializzati in azioni hanno vissuto un periodo favorevole, con una prima metà del 2025 particolarmente positiva. Tuttavia, l’estate ha portato una svolta inattesa: giugno e soprattutto luglio hanno segnato perdite diffuse, dovute a un fenomeno che gli esperti chiamano «garbage rally» e che attribuiscono all’azione di trader retail giornalieri.
Secondo gli analisti, questa situazione ha pochi precedenti: le precedenti rally meme erano spinte da investitori retail con orizzonti di medio periodo, mentre le perdite nei fondi quantistici duravano solo pochi giorni e colpivano sia le posizioni long che quelle short. Oggi, invece, si assiste a settimane di piccole ma persistenti perdite, concentrate solo sul lato short, ossia sulle scommesse al ribasso.
A confermarlo, dati di Bloomberg riportano che il paniere dei titoli più shortati di Goldman Sachs è cresciuto a ritmi quasi da record, mentre l’indicatore di trading speculativo ha raggiunto i massimi da oltre tre anni.
Nel dettaglio, il termine «garbage» ha un significato tecnico nei modelli di investimento dei fondi quantistici. Si tratta di azioni di aziende con bassa redditività, scarsa crescita e gestione inefficiente: i cosiddetti titoli “junk”. I modelli quantitativi tendono a shortare questi titoli e a investire in aziende solide. Fondi come AQR Capital Management impiegano strategie chiamate “Quality minus Junk”, mentre altri seguono il noto set di fattori Fama-French, che includono parametri di profitto e investimento.
A partire da giugno, e con maggiore intensità in luglio, questi titoli “junk” hanno iniziato a salire in modo anomalo, causando perdite proprio ai fondi che li stavano shortando. Le dinamiche di acquisto — concentrate nelle ore diurne e seguite da vendite notturne — indicano che siano stati i day trader a guidare questo rally, e non gli investitori retail tradizionali.
Il fenomeno appare confinato al mercato azionario statunitense, e non si è accompagnato ai consueti segnali virali sui social media, come era accaduto nei precedenti rally guidati dai retail. Questo solleva l’ipotesi che o il comportamento dei trader retail sia cambiato, oppure che la spiegazione comunemente accettata sia sbagliata.
Qualunque sia la causa, lo scenario più probabile è che questo «garbage rally» perda slancio e i prezzi dei titoli junk tornino a calare. In tal caso, i fondi quantitativi potrebbero recuperare le perdite, mentre a rimetterci saranno i piccoli investitori rimasti intrappolati in posizioni costose.
Non si esclude però un’escalation: si osservano già segnali di deleveraging – ossia riduzione delle posizioni – da parte di alcuni fondi, che hanno chiuso short e venduto long, con effetti negativi su altri fondi e rischio di contagio, come accaduto nella crisi dei fondi quantistici dell’agosto 2007, innescata dalla chiusura del fondo Global Alpha di Goldman Sachs.
Oggi il rischio sistemico appare contenuto: i mercati non sono volatili, le performance su base biennale restano buone e il problema riguarda un solo fattore – quello della qualità – e solo azioni statunitensi. Ma più il «rally della spazzatura» persiste senza una spiegazione chiara, più aumenta il rischio di impatti negativi sull’intero mercato.
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