BTP sopra la pari, rendimenti netti che sembrano certi ma potrebbero non esserlo. Spread a 79 punti, crediti fiscali che scadono. Qualcosa non torna.
Quando si acquista un BTP a prezzi superiori a 100, il rendimento netto mostrato nei comparatori potrebbe raccontare solo una parte della storia: quella che fa sentire l’investitore al sicuro, ma che nasconde una clausola silenziosa capace di ridurre il guadagno reale in modo sostanziale.
Se il credito d’imposta generato dall’acquisto sopra la pari non viene compensato entro cinque anni da nuovi guadagni su altri strumenti finanziari, quella voce contabile semplicemente svanisce, trasformando un rendimento apparentemente attraente in un ritorno effettivo ben più magro.
E in un contesto in cui lo spread BTP-Bund ha toccato 79 punti base il 12 maggio 2026, con i rendimenti dei titoli decennali italiani saliti al 3,87%, la tentazione di entrare sul mercato secondario a prezzi ancora compressi potrebbe portare alcuni investitori a trascurare proprio questo meccanismo, pagando un costo invisibile che nessun foglio informativo segnala abbastanza chiaramente. [...]
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