Verso la «cashless society»: il caso NatWest e i rischi della lotta al contante

Enrica Perucchietti

10 Agosto 2023 - 08:00

L’istituto bancario NatWest ha annunciato l’imposizione di nuovi limiti ai depositi di contanti: un massimo di 3.000 sterline al giorno e di 24.000 sterline in un periodo di 12 mesi.

Verso la «cashless society»: il caso NatWest e i rischi della lotta al contante

Non bastava il caso della controversa chiusura del conto di Nigel Farage per le sue idee politiche, che ha portato a galla il fenomeno del «debanking», della chiusura dei conti bancari per pregiudizio ideologico.

Il prossimo mese, NatWest, una delle principali banche inglesi che gestisce ben 22 milioni di conti correnti, prenderà una decisione che alimenta seri dubbi e preoccupazioni riguardo all’abolizione del denaro contante e il progressivo slittamento verso una «cashless society», una società senza contante.

L’istituto bancario ha infatti annunciato l’imposizione di nuovi limiti ai depositi di contanti, suscitando interrogativi sulla direzione verso cui si sta spingendo il sistema finanziario.

La notizia riguardante l’imposizione di limiti sui depositi in contanti non può essere sottovalutata, poiché potrebbe rappresentare il primo passo verso la totale eliminazione del denaro contante. I limiti imposti dalla banca riguardano un massimo di 3.000 sterline al giorno e di 24.000 sterline in un periodo di 12 mesi per i depositi di contanti. Questi limiti appariscono inadeguati e addirittura ridicoli in un contesto economico in cui il limite per l’obbligo di aprire una partita IVA è fissato a 85.000 sterline all’anno di fatturato.

L’impatto sulle piccole e medie imprese

L’aspetto più preoccupante di questa decisione è il suo impatto sulle piccole attività e sugli imprenditori. Con questi limiti draconiani, molte piccole imprese rischiano di essere gravemente penalizzate, poiché saranno costrette ad affrontare vincoli finanziari significativi.

Questo potrebbe ostacolare la crescita economica, impedire l’espansione di nuove attività e persino causare la chiusura di molte aziende. È innegabile che il tessuto economico britannico sia in gran parte composto da piccole e medie imprese, e l’adozione di limiti così stretti sui depositi di contanti sembra trascurare completamente questa realtà.

La spiegazione di NatWest

La giustificazione fornita da NatWest per queste nuove restrizioni è la necessità di proteggere i propri clienti dalla criminalità finanziaria e dalle frodi. Tuttavia, sorge spontanea una domanda: se l’obiettivo è la sicurezza finanziaria, perché imporre limiti ai depositi? Perché non concentrarsi invece sulla creazione di sistemi di sicurezza più efficaci, sull’educazione finanziaria dei clienti e sulla collaborazione con le autorità competenti per individuare e affrontare le attività illegali?

È inquietante notare che NatWest sembra stia spingendo attivamente verso un sistema «cashless», cioè privo di contante.

Questo spostamento verso la digitalizzazione forzata potrebbe avere implicazioni negative per un ampio spettro della popolazione.

Non tutti i cittadini britannici, infatti, sono completamente a loro agio con le transazioni digitali, e molti potrebbero trovarsi in una posizione svantaggiata se il contante venisse completamente eliminato. Inoltre, il fatto che NatWest sia ancora in parte di proprietà statale (il governo detiene quasi il 40% della banca) rende la sua spinta verso il «cashless» ancora più problematica. Si potrebbe interpretare come una direttiva governativa non ufficialmente dichiarata, minando la libertà di scelta dei cittadini.

È sorprendente che, di fronte a queste preoccupazioni legittime, l’autorità di regolamentazione finanziaria britannica, la Financial Conduct Authority (FCA), non abbia ancora agito in risposta a queste misure.

Questo atteggiamento inerte da parte del governo solleva ulteriori domande sulla sua volontà di tutelare gli interessi dei cittadini e delle imprese. La mancanza di intervento da parte delle autorità aumenta i sospetti riguardo a possibili spinte ulteriori verso l’abolizione totale del contante.

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