Questo Paese europeo ha deciso di eliminare i contanti

Laura Pellegrini

15 Marzo 2026 - 15:22

A partire dal 2030 alcuni Paesi europei potrebbero dire addio ai contanti: il piano cashless mira a modernizzare l’economia e ridurre l’informalità.

Questo Paese europeo ha deciso di eliminare i contanti

I pagamenti digitali fanno ormai parte delle azioni quotidiane di ognuno di noi: sempre più diffusi e preferiti rispetto al contante, stanno rapidamente prendendo piede in Italia e in tutta Europa. Flessibilità, comodità e tracciabilità sono i vantaggi principali dei pagamenti cashless, che potrebbero presto diventare l’unico metodo di pagamento in alcune zone del Vecchio Continente.

Il primo ministro dell’Albania, Edi Rama, ha annunciato un piano decisamente ambizioso per eliminare definitivamente il denaro contante nel Paese, in favore dei pagamenti digitali con carte e smartphone. In questo modo l’economia potrebbe modernizzarsi allo stesso passo degli altri Paesi europei ed emergerebbero più facilmente le attività illegali.

La sfida è aperta, ma le difficoltà non mancano: l’ambizioso progetto potrebbe portare l’Albania a diventare uno dei primi Paesi al mondo completamente cashless entro il 2030. Ma è reale ipotizzare l’eliminazione definitiva del contante nel Paese?

Addio ai contanti: in Albania si pagherà solo cashless

Quando entriamo in un negozio, soggiorniamo in una struttura recettiva o prendiamo un taxi, spesso preferiamo pagare con modalità cashless: carta di credito e smartphone sono sempre a portata di mano, mentre i contanti non sono sempre presenti nelle nostre tasche. Per andare incontro alle nuove abitudini dei consumatori, ma soprattutto per far emergere l’economia sommersa e modernizzare il Paese, in Albania potremmo presto pagare solo con lo smartphone.

Il Paese ha avviato un piano molto ambizioso che punta a eliminare progressivamente il denaro contante entro il 2030, attraverso una serie di misure e obblighi per i commercianti che potrebbero permettere di raggiungere l’obiettivo nei tempi prestabiliti. Il programma «Cashless Albania 2030» ha come obiettivo quello di ridurre drasticamente l’uso del contante e raggiungere oltre il 60% di pagamenti digitali entro il 2030.

Nel frattempo, a partire dal 2028, tutte le attività commerciali albanesi dovranno dotarsi di POS per l’accettazione dei pagamenti elettronici. Le carte di credito e di debito verranno accettate in hotel, ristoranti di fascia alta e supermercati oltre che nelle località turistiche più frequentate. Ad oggi, invece, si registrano delle criticità soprattutto nelle aree rurali o nei piccoli negozi.

Una delle principali difficoltà dell’economia albanese, come ha sottolineato la Commissione UE, è il PIL sommerso che si attesta tra il 29% e il 50% del totale. Per contrastare questa situazione, il governo ha adottato delle nuove strategie: un tetto massimo agli acquisti in contanti, l’integrazione nel sistema Sepa europeo, e il lancio a breve dei pagamenti istantanei.

La sfiducia nelle Banche e i costi elevatissimi per le operazioni

Nonostante il progetto ambizioso del primo ministro Edi Rama, l’Albania potrebbe non raggiungere gli obiettivi prestabiliti in tempi stretti. Infatti, il contesto sociale non è del tutto favorevole: meno del 50% della popolazione albanese possiede un conto corrente bancario, mentre solo il 34% dichiara di aver fiducia nelle Banche.

Questa sfiducia nei confronti delle istituzioni bancarie deriva da una gestione scorretta del risparmio dei cittadini. Nel corso degli anni Novanta, un sesto della popolazione aveva investito gran parte dei propri risparmi in attività truffaldine che però promettevano rendimenti molto elevati. Nel 1997 questi fondi iniziarono a crollare, le persone persero miliardi di euro e si diffusero malcontento e proteste tra i cittadini.

Il Paese sprofondò in una serie di violenze e attacchi, nei quali morirono migliaia di persone. Da questo tragico evento, la popolazione perse fiducia nelle Banche e preferì tenere i risparmi al sicuro nella propria abitazione.

A tutto ciò si deve aggiungere anche un problema strutturale, ovvero il fatto che le Banche non offrono tassi convenienti per il deposito, il prestito o l’investimento di denaro. Anche i bonifici internazionali sono particolarmente costosi e scoraggiano l’utilizzo.

Secondo economisti ed esperti, senza concrete misure per agevolare le operazioni, i prestiti e gli investimenti, il piano del primo ministro Rama potrebbe restare semplicemente sulla carta.

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