Banca chiude il conto di Nigel Farage per le sue idee politiche: scoppia lo scandalo, si dimette CEO di Coutss Bank

Enrica Perucchietti

28 Luglio 2023 - 08:00

Bufera per la chiusura del conto di Farage: dopo le dimissioni di Alison Rose, CEO della holding, sono arrivate le scuse della BBC ed è toccato dimettersi a Peter Flavel, numero uno di Coutts Bank.

Banca chiude il conto di Nigel Farage per le sue idee politiche: scoppia lo scandalo, si dimette CEO di Coutss Bank

Cade una seconda testa eccellente nell’ambito della bufera che sta investendo NatWest, uno dei principali gruppi bancari britannici, per la vicenda della contestatissima chiusura d’autorità di un conto intestato a Nigel Farage, ex leader del partito euroscettico Ukip, fervente sostenitore della Brexit, ora riconvertito al business e all’attività di conduttore televisivo.

Dopo le dimissioni di Alison Rose, amministratrice delegata della holding e pioniera dell’ascesa femminile ai vertici del mondo della City, è stato costretto a rinunciare all’incarico pure Peter Flavel, numero uno di Coutts Bank.

La banca privata è parte del gruppo NatWest, a sua volta controllato dalla Royal Bank of Scotland, che è la più grande banca scozzese, nonché la terza nel Regno Unito, oltre a essere per il 39% a partecipazione pubblica.

Una volta scoppiato lo scandalo, le azioni della NatWest sono crollate del 3%, mandando in fumo centinaia di milioni di sterline.

Il motivo della chiusura del conto

La chiusura del conto bancario di Nigel Farage da parte di Coutts ha sollevato una vera a propria bufera sulla questione della libertà di espressione e della discriminazione politica.

Farage ha denunciato pubblicamente che il motivo dietro la sua sospensione sia stato il suo punto di vista politico, pertanto le sue opinioni. Una vicenda orwelliana così grave che ha causato, come anticipato, le dimissioni di Alison Rose, amministratore delegato di NatWest in carica dal 2019. Prima di dimettersi e di essere sostituita per avere rivelato dati personali peraltro non veri di un suo cliente a un giornalista della BBC, Rose era stata anche costretta a scusarsi con Farage.

La banca inizialmente aveva infatti sostenuto che la decisione fosse legata a ragioni finanziarie, ovvero per un mancato rispetto di determinati requisiti da parte di Farage, considerato un soggetto finanziariamente non solido.

Farage ha così chiesto l’accesso ai documenti, scoprendo una sorta di schedatura su di lui dove veniva additato nel seguente modo: “Xenofobo, razzista e transfobico”, “Truffatore”, “Contribuisce alla discriminazione e alla violenza verso i migranti”, “Utile idiota di Vladimir Putin, amico di Donald Trump e del tennista no vax Novak Djokovic”.

Giudizi infamanti

I documenti trapelati hanno così svelato che la decisione della banca si basava su giudizi infamanti riguardanti Farage. Questi giudizi non solo sollevano dubbi sulla neutralità della banca, ma rivelano anche una sorta di schedatura dell’individuo sulla base delle sue opinioni politiche.

Utilizzare termini come «xenofobo, razzista e transfobico» e «utile idiota di Vladimir Putin» per giustificare la chiusura di un conto bancario è inaccettabile e non dovrebbe essere tollerato in una società democratica e pluralista.

Le scuse della BBC

A inizio luglio Simon Jack, un giornalista della BBC, aveva scritto in un articolo che alla base della chiusura del conto di Farage non ci sarebbero state le sue idee politiche, bensì sue presunte difficoltà finanziarie. In pratica, l’ex leader della Brexit sarebbe stato al verde.

La notizia, aveva aggiunto il giornalista, si fondava su una fonte informata e attendibile. Peccato solo che, a distanza di due settimane, la BBC abbia dovuto porgere pubblicamente le sue scuse a Farage, specificando che l’articolo di Jack «non era accurato». A passare l’informazione (falsa) alla BBC era stata proprio Alison Rose, in persona.

Una decisione discutibile

La chiusura del conto di Farage è una mossa estrema da parte della banca e solleva una serie di interrogativi sulla giustificazione di tale azione. Sebbene sia comprensibile che una banca debba operare in conformità con le leggi e le normative finanziarie, interferire con il conto di un individuo basandosi sulle sue opinioni politiche è altamente preoccupante e rischia di aprire le porte a scenari distopici in cui in futuro si potranno chiudere con un semplice click i conti dei dissidenti.

La libertà di espressione è un diritto fondamentale in una società democratica, e la limitazione di questo diritto da parte di istituzioni finanziarie potrebbe portare a un pericoloso precedente.

Risposta del governo

La reazione del governo britannico alla chiusura del conto di Farage è stata di condanna.

Il Cancelliere Rishi Sunak ha annunciato l’intenzione di preparare una norma apposita per impedire che situazioni simili possano ripetersi in futuro.

Questa risposta riflette la preoccupazione per il rispetto della libertà di espressione e la volontà di garantire che nessun individuo possa essere discriminato o punito a causa delle sue opinioni politiche.

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