Nigel Farage ha guadagnato €26.120 l’ora per promuovere lingotti d’oro. Un nuovo problema mentre si attendono risposte sulle donazioni milionarie.
Non succede soltanto in Italia. Quando un politico è al centro di uno scandalo, vero o presunto che sia, altre ombre vengono improvvisamente fuori. È il caso del britannico Nigel Farage, nel pieno dell’indagine parlamentare per le donazioni ricevute da Christopher Harborne, imprenditore attivo nel settore delle criptovalute. Farage è accusato di aver omesso la dichiarazione dei regali ricevuti e di aver agito scorrettamente nella proposta di riduzione della tassazione sulle criptovalute per agevolare il suo benefattore. Tutto è ancora da definire, ma nel frattempo un altro dato curioso è saltato all’opinione pubblica: una retribuzione oraria da €26.120 per promuovere lingotti d’oro. Ecco cosa sappiamo.
Chi è Nigel Farage (e perché se ne parla)
Nigel Farage è uno dei politici più discussi del Regno Unito, non soltanto per la normale divisione tra chi è più o meno affine alle sue ideologie, ma anche per le ombre sull’operato ulteriore rispetto all’incarico pubblico. In Italia, ma non solo, è il volto pubblico della Brexit, sostenitore della scissione dall’Unione europea fin dal suo ingresso in politica. Per ben due volte leader del partito per l’Indipendenza del Regno Unito (Ukip) ne ha lasciato la guida proprio dopo lo storico referendum del 23 giugno 2016, del quale ha cercato di accelerare la messa in atto con il Brexit Party, da cui poi è nato Reform Uk. Un partito di destra, euroscettico e conservatore, tanto forte nelle posizioni quanto capace di intercettare il malessere della cittadinanza.
Farage ha sostenuto Reform Uk dall’inizio, contribuendo significativamente alla vincita del eurodeputati britannici non iscritti alle elezioni europee del 2019. Dal 2024 lo guida, con linee dure sull’immigrazione e politiche fiscali permissive, ma soprattutto forti critiche alle misure ambientali che comportano costi aggiuntivi per i cittadini e alle istituzioni sentite lontane dal popolo. Con una comunicazione controversa e volutamente irriverente, un pensiero ben definito e rivolto al pubblico, Farage sta ottenendo tanto dissenso quanto consenso. Le elezioni locali di maggio hanno dimostrato proprio la sua capacità di entrare in connessione con cittadini molto diversi, per estrazione sociale, territorio e abituale linea politica.
Restano però i problemi legati alle attività extraparlamentari del deputato, in particolare per quanto riguarda i compensi, insieme ai suoi interessi finanziari. Sembra un paradosso, visto che buona parte della sua identità politica è fondata sul rifiuto del sistema economico, politico e sociale vigente e dello status quo, ma la sua trasparenza sui rapporti economici è messa in dubbio.
Pagato €26.120 l’ora per promuovere lingotti d’oro
Mentre la questione delle donazioni è ancora da chiarire, nuovi dubbi vengono aperti dai copiosi guadagni extraparlamentari di Farage, anche se in questo caso - va detto - non sembra esserci un’autentica violazione. La dichiarazione di interessi presentata al Parlamento britannico, conformemente a quanto richiesto, presenta infatti un dato che salta subito all’occhio: un pagamento da 270.000 sterline (313.000 euro) a maggio per aver promosso il trader d’oro Direct Bullion, quasi il doppio della retribuzione da deputato. Il tutto per 12 ore di lavoro distribuite in qualche mese, vale a dire circa 26.000 euro l’ora. Sicuramente si tratta di un compenso eccezionalmente elevato, ma nulla vietava a Farage di accettare il lavoro né gli imponeva un limite retributivo. Non è però neanche il solito caso di attenzione estremizzata dovuta all’immagine politica, visto che restano le ombre sulle donazioni e gli interessi politici.
Sembrerebbe che Farage abbia ricevuto una donazione da 5,9 milioni di euro da Christopher Harborne, soltanto l’ultimo dei regali ricevuti dall’azionista di Tether, senza che sia stato debitamente comunicato al Parlamento secondo le ricostruzioni dei media britannici. Secondo Farage non c’è stata alcuna violazione, trattandosi di donazioni finalizzate alla sua sicurezza personale, ma la vicenda è ancora da chiarire con l’indagine parlamentare, soprattutto perché il deputato ha un legame molto forte con il mondo crypto, tanto per gli investimenti personali quanto per le misure fiscali proposte. Anche in questo caso, il popolo e la politica del Regno Unito si dividono: chi difende a prescindere Farage e il suo diritto a proteggersi dopo gli attacchi subiti, chi ritiene i compensi ricevuti per l’attività extra incompatibili eticamente con l’incarico pubblico. Si resta quindi in attesa di un chiarimento ufficiale.