Nel Regno Unito dilaga il fenomeno del «debanking»: conti correnti chiusi per pregiudizio ideologico

Enrica Perucchietti

8 Agosto 2023 - 08:00

Secondo il Daily Mail, sarebbero mille i conti correnti chiusi ogni giorno nel solo Regno Unito. Il fenomeno, noto come «debanking», è venuto alla ribalta dopo la chiusura del conto di Farage.

Nel Regno Unito dilaga il fenomeno del «debanking»: conti correnti chiusi per pregiudizio ideologico

Nel Regno Unito, una preoccupante tendenza sta emergendo con sempre maggiore chiarezza: la chiusura di conti correnti bancari per presunti «pregiudizi ideologici».

Ciò che una volta sembrava prerogativa delle dittature sta ora facendo capolino anche nelle società democratiche, gettando l’ombra di un serio pericolo sulla libertà di espressione e sui diritti individuali.

Il fenomeno, noto come «debanking», è venuto alla ribalta soprattutto dopo la controversa chiusura del conto di Nigel Farage, un nome di spicco nel panorama politico britannico e sostenitore della Brexit.

Tuttavia, il caso di Farage, di cui vi abbiamo parlato in questo articolo, è solo la punta dell’iceberg di una serie di chiusure di conti correnti che coinvolgono migliaia di cittadini britannici ogni giorno.

L’inchiesta del Daily Mail

Come riporta il Daily Mail, il debanking non riguarda solamente l’individuo, ma colpisce anche aziende, enti di beneficenza e persino giornalisti.

Il pretesto utilizzato dalle banche sembra spesso essere un’etica aziendale o un’associazione con persone «politically exposed», ovvero individui esposti politicamente. Ciò solleva una serie di interrogativi sulle motivazioni effettive di queste chiusure e sulla portata delle conseguenze per coloro che vengono colpiti.

Farage ha giustamente denunciato questa pratica come una «persecuzione politica ai massimi livelli», sottolineando quanto sia preoccupante che le opinioni politiche possano essere utilizzate come giustificazione per limitare le libertà fondamentali.

Come leggiamo su La Verità, il britannico Daily Mail, dopo una richiesta di accesso agli atti inoltrata alla Financial conduct autority, ha ricostruito quanto segue: mille conti correnti chiusi ogni giorno nel solo Regno Unito. I conti chiusi, nel 2016, erano meno di 50mila, mentre solo l’anno scorso sono stati 350mila.

La crescente quantità di casi simili al debanking, unita alle cifre impressionanti rivelate dall’inchiesta del britannico Daily Mail sulla chiusura di mille conti al giorno, richiede una riflessione seria sullo stato attuale delle libertà civili nel Regno Unito.

Le banche, che spesso si vantano di un’etica aziendale e di valori sociali, non dovrebbero trasformarsi in arbitri delle opinioni politiche dei loro clienti. La chiusura dei conti correnti può avere conseguenze devastanti per la vita quotidiana delle persone e delle organizzazioni coinvolte, mettendo in discussione la loro stabilità finanziaria e la loro capacità di partecipare pienamente alla società.

Non solo nel Regno Unito

Anche al di là delle frontiere britanniche, il fenomeno del debanking sta guadagnando terreno. Negli Stati Uniti e in Canada, ci sono state segnalazioni di chiusure di conti correnti legate a posizioni politiche dissidenti.

PayPal ha sospeso i pagamenti di attivisti per la libertà di espressione, mentre in Canada i conti correnti di manifestanti contro il Green pass sono stati congelati (vi ricordate le proteste del Freedom of Convoy?), portando a un’estrema limitazione della loro partecipazione alla vita economica e sociale.

Questi avvenimenti gettano una luce inquietante sulle implicazioni delle crescenti forme di pagamento elettronico e sulla progressiva abbandono dell’uso del contante.

La facilità con cui un click può portare alla chiusura di un conto corrente mette a rischio la democrazia e la libera circolazione delle idee.

La possibilità che istituzioni finanziarie possano agire come giudici delle opinioni politiche e come censori delle attività economiche rappresenta una minaccia significativa per le fondamenta stesse delle società democratiche.

La democrazia e la libertà richiedono una vigilanza costante e una difesa attiva contro qualsiasi forma di persecuzione politica, indipendentemente dal contesto o dalla giustificazione utilizzata.