Il 74% degli italiani non crede più al calo dell’inflazione per quest’anno

Redazione

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Gli italiani non credono più al calo dell’inflazione: solo il 21% crede che scenderà quest’anno. Il risultato del sondaggio di Money.it

Il 74% degli italiani non crede più al calo dell'inflazione per quest'anno

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Il sondaggio di Money.it “Nei prossimi mesi scenderà l’inflazione?” ha registrato una risposta netta e molto pessimistica: il 74% ha risposto No, solo il 21% Sì.

Nei prossimi mesi scenderà l'inflazione? Nei prossimi mesi scenderà l’inflazione? Il sondaggio di Money.it

Il presente sondaggio ha finalità esclusivamente informative e di coinvolgimento dei lettori. I risultati non hanno valore statistico o scientifico, in quanto il campione dei partecipanti non è controllato né selezionato secondo criteri metodologici rappresentativi della popolazione.

Un verdetto chiaro che riflette la profonda sfiducia di famiglie, risparmiatori e investitori italiani verso un rapido miglioramento della situazione dei prezzi.I dati Istat di maggio 2026 confermano questi timori: l’inflazione è risalita al +3,2% su base annua, con un balzo mensile dello 0,4%. Dopo una fase di rallentamento, energia, alimentari e componente core stanno spingendo nuovamente verso l’alto. Le previsioni di Banca d’Italia e degli altri istituti indicano un 2026 ancora difficile, con un’inflazione media attesa intorno al 2,6% e possibili nuovi picchi legati ai costi energetici.

Il pessimismo dei lettori nasce da diversi fattori concreti. La volatilità geopolitica continua a influenzare i prezzi di petrolio e gas, mentre la componente core dell’inflazione rimane elevata a causa degli aumenti salariali e dei costi dei servizi. Nella vita quotidiana, poi, le famiglie percepiscono aumenti ben più forti di quelli indicati dalle statistiche ufficiali, soprattutto su beni essenziali come alimentari, bollette e carburanti.

A questo si aggiunge la sensazione che la BCE stia procedendo con troppa cautela sui tagli dei tassi, senza riuscire a invertire rapidamente la tendenza.Chi ha risposto “Sì” si affida probabilmente alle proiezioni di medio termine che puntano al ritorno verso il 2%, ma la stragrande maggioranza degli utenti è convinta che nei prossimi tre-sei mesi non arriverà alcun sollievo significativo.

Questa diffusa sfiducia sta già condizionando i comportamenti: più risparmio precauzionale, maggiore attenzione ai tassi sui mutui e sui conti deposito, e cautela generale negli investimenti. Un’inflazione persistente erode il potere d’acquisto e complica la vita di milioni di famiglie.

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