Guadagni da oltre €250.000 non dichiarati. Il Fisco indaga su queste due influencer italiane

P. F.

19 Gennaio 2026 - 15:01

Due influencer di Lodi sono finite nel mirino della Guardia di Finanza. Secondo le indagini, avrebbero evaso il Fisco per oltre 250.000 euro, guadagnati tramite abbonamenti e donazioni su OnlyFans.

Guadagni da oltre €250.000 non dichiarati. Il Fisco indaga su queste due influencer italiane

Guai in vista per due influencer italiane poco più che ventenni. Secondo l’indagine condotta dalla Guardia di Finanza di Lodi, le giovani creator avrebbero evaso il Fisco per una cifra complessiva che supera i 250.000 euro.

I guadagni, mai dichiarati all’Agenzia delle Entrate, sarebbero derivati dalle attività delle ragazze all’interno di OnlyFans, celebre piattaforma social media basata su abbonamento dove creatori di contenuti pubblicano foto, video e dirette streaming esclusivi per i loro fan paganti.

L’esito dell’indagine è stato reso noto in una nota pubblicata dai finanzieri del Comando Provinciale di Lodi. Il colonnello Piergiorgio Samaja ha spiegato che tutto è partito da un monitoraggio dei social di routine condotto su “persone che si propongono su OnlyFans o su altre piattaforme, come influencer per la moda, per la vendita di qualunque prodotto o come in questo caso, di contenuti espliciti, attività di per sé non illecite, ma per cui è richiesta una partita Iva e non si possono svolgere come arrotondamento”.

I dettagli dell’indagine su due influencer italiane

Tra il 2021 e il 2025, le due influencer lodigiane avrebbero omesso di dichiarare al Fisco oltre 250.000 euro - 130.000 una, 120.000 l’altra - guadagnati da canoni mensili di abbonamento dei propri follower e donazioni via bonifico bancario sui loro conti correnti.

I proventi arrivavano esclusivamente dalla pubblicazione di foto e video a contenuto esplicito. Al termine delle indagini, la Guardia di Finanza ha notificato a ciascuna di loro un verbale di constatazione per violazioni fiscali legate a imposte dirette e IVA. Ora, i suddetti verbali saranno trasformati in avvisi di accertamento dall’Agenzia delle Entrate, che deciderà eventuali sanzioni.

Per le due ragazze non sono scattate denunce poiché, dato il loro reddito medio annuo di circa 25.000 euro, la soglia che configurerebbe un reato tributario non è stata superata. Resta però la contestazione della cosiddetta “Ethic Tax”, introdotta dalla legge finanziaria del 2006, che prevede una maggiorazione del 25% sull’Irpef ordinaria per chi produce, distribuisce o vende materiale pornografico o contenuti che incitano alla violenza.

La “tassa sul vizio” proposta negli Stati Uniti

Nel frattempo, negli Stati Uniti, il politico repubblicano James Fishback ha scatenato polemiche dopo aver proposto l’introduzione di una cosiddetta “tassa sul vizio” del 50% sui redditi delle content creator su OnlyFans. Secondo Fishback, la misura servirebbe a scoraggiare comportamenti scabrosi sul social network, da lui definito come una “piattaforma di degenerazione online” che rischierebbe di alimentare la lussuria di “giovani uomini impressionabili”.

Secondo il politico, le entrate derivanti dall’applicazione della tassa, stimate in circa 200 milioni di dollari, potrebbero essere destinate a finanziare programmi per la salute mentale, centri di supporto per gravidanze difficili e iniziative a favore del sistema educativo.

Le dichiarazioni hanno però - inevitabilmente - scatenato la reazione di numerose creator di OnlyFans. Tra queste, l’influencer Sophie Rain ha risposto di essere disposta a pagare la tassa, a patto che misure simili vengano applicate anche alle grandi multinazionali.

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