La Grecia si prepara ad aprire uno dei suoi più grandi giacimenti di rame e oro

Ilena D’Errico

29 Giugno 2026 - 20:27

Dopo anni e anni, apre uno dei più grandi giacimenti di rame e oro della Grecia, nonché una delle miniere attive dei metalli più importanti di tutta l’Europa.

La Grecia si prepara ad aprire uno dei suoi più grandi giacimenti di rame e oro

In Europa i progetti per la produzione di rame stanno procedendo con fretta eccezionale, complice una domanda sempre più schiacciante e una produzione interna a dir poco ancora carente. Se la produzione inizierà perfino in Norvegia, nonostante le enormi problematiche socio-ambientali, non ci si poteva aspettare un ulteriore rallentamento in Grecia. La miniera di Skouries, uno dei più importanti giacimenti nazionali di rame e oro, comincerà la produzione entro il terzo trimestre del 2026, mentre la commercializzazione è prevista entro la fine dell’anno.

Sembrava quasi impossibile dopo i continui ritardi e i numerosi rinvii, ma proprio come nel caso norvegese il successo raggiunto dal progetto è adombrato dall’impatto ambientale, risolto soltanto in parte. Sembrano quanto meno essere state risolte le criticità burocratiche e amministrative che hanno fatto posticipare il pieno sfruttamento del giacimento dal 2017 fino ad oggi. Di buono c’è che la miniera Skouries sta generando moltissimi posti di lavoro, rappresentando fin da subito un elemento considerevole nell’economia greca.

Gli occhi di tutta l’Europa sulla miniera di Skouries

Non contando il giacimento norvegese, che è ancora a una fase primordiale, la miniera di Skouries è attualmente una delle più grandi miniere di rame attive sul territorio europeo. È sicuramente un fattore che negli anni ha contribuito a creare una pressione enorme intorno al progetto, visto che l’Europa è in grandi difficoltà. A fronte di un massiccio fabbisogno di rame, destinato a crescere ulteriormente per le stesse politiche Ue in fatto di transizione ecologica, sviluppo dell’intelligenza artificiale e riarmo, ha un livello di produzione marginale. Il riciclo del rame secondo le nuove politiche di Bruxelles consente soltanto parzialmente di ridurre la dipendenza dalle importazioni, che limita fortemente l’autonomia europea. Inutile sottolineare che l’autosufficienza è cruciale, non soltanto per ragioni commerciali e diplomatiche, ma anche e soprattutto perché tocca temi critici come la difesa, la tecnologia e la salvaguardia del territorio.

C’è però da considerare che lo stesso sfruttamento dei giacimenti mette in discussione almeno uno di questi settori, quello ambientale. È di fatto uno dei motivi per cui il giacimento greco è stato osteggiato nel corso degli anni, suscitando forti proteste da parte delle comunità locali nel timore della deforestazione e dell’impatto idrico. Pure in Grecia la soluzione è stata trovata in una forma di compromesso tra le esigenze di sfruttamento e le preoccupazioni, ottimizzando una tecnica di filtraggio a secco dei residui che permette di riciclare fino al 90% dell’acqua utilizzata e nel complesso ridurre del 40% l’impronta ambientale complessiva della miniera. È stato inoltre previsto un programma in due fasi, con l’estrazione mista nei primi due anni per preparare alla transizione totale al sottosuolo, così da contenere le conseguenze per le foreste circostanti.

In sintesi, Bruxelles ha premuto molto affinché la produzione a Skouries potesse cominciare a pieno ritmo, anche perché la miniera gode della vicinanza della Bulgaria, che sta affrontando un’enorme accelerazione industriale. Si può così creare un centro nevralgico di approvvigionamento nel sud-est europeo, con le grandi quantità di metallo greche e le avanzate raffinerie bulgare. C’è poi l’oro, che tuttora conserva un incredibile valore per gli Stati, senza contare che permetterà di finanziare la miniera più agevolmente per i primi anni di attività.

Aрre così unо dei più grandi giacimenti di rame e oro

Ecco che dopo tutti gli anni di difficoltà, il giacimento di rame e oro di Skouries, nella Calcidica, apre, muovendo tante paure quante banconote. Oltre a 3.200 lavoratori attuali, si stima che garantirà 1.400 posti per almeno 20 anni, un fattore considerevole per una zona rurale. Non è tutto, le massicce entrate che lo Stato greco si è assicurato negli ultimi contratti finanzieranno le infrastrutture dei Comuni dell’area. Si parla di almeno 70 milioni di euro per scuole, strade e lavori di bonifica. Un obiettivo verosimile per una miniera che dovrebbe assicurare una capacità produttiva di 140.000 once d’oro e 67 milioni di libbre di rame ogni anno, per circa un ventennio. Risultati che però richiedono finanziamenti sostanziosi, con un budget che ha già superato 1,3 miliardi di dollari, per non parlare dell’impatto ambientale a lungo termine.

Argomenti

# Grecia
# Rame
# Oro