Grave carenza in tutta la Russia. La peggiore degli ultimi 60 anni

Ilena D’Errico

18 Gennaio 2026 - 20:50

La Russia sta affrontando una delle carenze più gravi degli ultimi 60 anni, anche se sta cercando di recuperare.

Grave carenza in tutta la Russia. La peggiore degli ultimi 60 anni

Ormai è chiaro a tutto il mondo che la Russia sta cominciando a soffrire irreparabilmente il proseguimento del conflitto con l’Ucraina. Le evidenze di questa difficoltà sono ovunque, ma oltre a quelle più conosciute come il settore energetico e l’economia in generale, c’è anche un’emergenza sanitaria. Il personale medico sta affrontando la carenza peggiore degli ultimi 60 anni, ostacolando l’accesso alle cure e all’assistenza sanitaria da parte della popolazione russa, ma pure ucraina nelle zone occupate (e non).

È quanto emerge dal Centro per il contrasto della disinformazione (Cpd) ucraino, secondo cui il numero di operatori sanitari di media qualificazione è sceso al livello più basso dal 1960. Si parla di un tasso di appena 96,3 professionisti ogni 10.000 abitanti, assolutamente insufficiente a garantire la tutela della salute.

La Russia senza personale sanitario

Il Cpd, quello che potremmo considerare un organismo di parte, ha dichiarato in un recente comunicato stampa:

Per anni, il Cremlino ha sistematicamente sacrificato capitale umano per fare guerra e restare al potere. Il crollo del personale medico è una conseguenza diretta di queste elezioni politiche.

Volendo ampliare la lettura di questi dati a diverse fonti, comunque, la crisi sanitaria legata alla guerra tra Russia e Ucraina è confermata ampiamente. Lo stesso Putin si è pronunciato sulla carenza di farmaci dopo il primo anno di guerra, dovuta per lo più agli ostacoli nel trasporto. Il Cremlino ha peraltro dichiarato di avviare, proprio in questo 2026, progetti per incrementare medici e infermieri. Le motivazioni ufficiali riguardano principalmente una migliore qualità dell’assistenza sanitaria e la promozione della collaborazione internazionale, ma anche credendo in questi obiettivi gli sforzi sono così elevati da sottintendere gravi lacune.

La Russia intende infatti attrarre lavoratori stranieri per rimpolpare le fila del personale di cura, attraverso visti speciali, licenze semplificate e incentivi fiscali. Considerando le difficoltà economiche e finanziarie del Paese, come pure i numerosi impegni per l’anno in corso, è evidente che questo tipo di impegno sia dovuto a ragioni più urgenti della sola attrazione di talenti dall’estero.

Un’altra parte delle difficoltà del sistema sanitario russo viene confermata dal rapporto EyeWitness to Atrocities, Insecurity Insight, Media Initiative for Human Rights, Physicians for Human Rights. Quest’ultimo ha documentato centinaia di attacchi ai sistemi sanitari che mettono in ginocchio i sistemi di entrambi i Paesi coinvolti nel conflitto. Le sanzioni occidentali non riguardano nulla del sistema sanitario, escludendo completamente farmaci, apparecchiature tecniche e così via. Nonostante ciò, la guerra ha inevitabilmente compresso, per difficoltà oggettive o chiusure della Russia stessa, l’approvvigionamento di medicinali, pezzi di ricambio e apparecchi si è complicato sempre di più.

Un’emergenza sanitaria sempre più grave

Medicine e mezzi primari ci sono, ma la situazione è comunque critica per un Paese come la Russia, aggravata dalla mancanza di personale. Le fughe dal territorio, le difficoltà di spostamento, l’aumento dei costi della vita e i salari insufficienti stanno impoverendo drasticamente l’organico sanitario. Come si può immaginare, la situazione è ancora più drastica nei territori ucraini occupati dai russi, dove l’elevato rischio allontana ulteriormente la presenza di operatori sanitari.

La speranza, quanto meno per la popolazione russa che non dovrebbe pagare per decisioni che non ha preso, è che i nuovi piani annunciati dal Cremlino siano effettivamente attuati nella loro ambiziosità. L’aumento di professionisti qualificati è indispensabile per arginare la crisi sanitaria, ma non può comunque essere visto come una soluzione, per la quale servirebbero interventi di ampio respiro che mal si conciliano con l’attenzione univoca sulle spese militari.

Nel frattempo, le condizioni della sanità in Ucraina sono ancora peggio, una vera e propria emergenza attenzionata dall’Oms, che stima un finanziamento necessario di circa 110 milioni di dollari in base all’ultimo rapporto del 2025. Tra povertà, guerre e sfide politiche la sanità sembra, in un modo o nell’altro, un terreno di battaglia in sempre più Paesi, a dispetto della modernità che ci circonda.

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