Google: lo smart working è globale

Il colosso di Mountain View ha messo in atto quella che è forse una delle più massicce misure di smart working di sempre, in risposta alla pandemia di coronavirus in corso

Google: lo smart working è globale

Google ha messo in piedi misure di smart working a livello globale in risposta all’emergenza coronavirus in corso, che solo lo scorso mercoledi l’Oms ha definito una pandemia.

Il big tech ha chiesto a gran parte della sua forza lavoro di operare da casa, al fine di ostacolare la diffusione del temuto COVID-19. Tutti i dipendenti di Nord America, Europa, Africa e Medio Oriente sono operativi tramite telelavoro, con la richiesta di proseguire con queste modalità almeno fino al 10 aprile.

Si tratta di un numero imponente di dipendenti in smart working, probabilmente una delle più massicce misure di lavoro a distanza mai messe in campo.
Interpellato in merito dalla CNN, un portavoce di Google ha confermato che il personale di tutti i territori indicati lavorerà da remoto a partire dal 12 marzo e fino a nuovo avviso.

In una comunicazione interna destinata a tutti i dipendenti, il vicepresidente del comparto sicurezza dell’azienda, Chris Rackow, ha parlato di scelta che deriva dalla “grande cautela per la protezione di Alphabet e dell’intera comunità”.

Google: lo smart working è globale

Alphabet - casa madre di Google - impiega quasi 120.000 unità a tempo pieno in tutto il mondo, secondo il rapporto annuale del 2019, che non fornisce però nessuna suddivisione del numero di dipendenti per regione.

Molte aziende europee hanno chiesto ai dipendenti di alcune città di lavorare da casa, o testato il lavoro da remoto su larga scala. Google è la prima azienda a chiedere ai dipendenti di tutto il continente lo smart working.

Alla fine della scorsa settimana la società, insieme ad Amazon, Microsoft e Facebook ha incoraggiato i dipendenti di Seattle a lavorare da casa visto l’estendersi dell’epidemia di COVID-19 nello stato di Washington.

Da allora, i casi di coronavirus hanno continuato a crescere negli Stati Uniti, con oltre 900 contagi e 30 decessi confermati in tutto il Paese. Molte scuole e università sono passate alle lezioni online e Harvard ha chiesto agli studenti di lasciare gli alloggi del campus.

La maggior parte degli eventi è stata cancellata o rinviata, compresi i raduni di campagna elettorale di Joe Biden e Bernie Sanders. Google è stata costretta a cancellare il suo più grande appuntamento annuale, la conferenza degli sviluppatori prevista per metà maggio.

Tutti gli uffici negli Stati Uniti e in Canada sono interessati dalla nuova direttiva sul lavoro da casa; la compagnia ha dichiarato che l’obiettivo è quello di “ridurre in modo significativo spostamenti e aggregazioni di persone, ridurre il rischio per la salute negli uffici nonché ridurre gli oneri per il comparto sanitario, consentendo a chi ne ha bisogno di ottenere un supporto immediato”.

Ha anche fatto sapere di avere in programma l’istituzione di un fondo per l’erogazione delle indennità di malattia ai dipendenti non a tempo pieno affetti da coronavirus:

“Stiamo istituendo un fondo per il COVID-19, che consentirà a tutto il nostro personale temporaneo e ai fornitori, a livello globale, di prendere un congedo per malattia retribuito se presentano sintomi di COVID-19, o non possono lavorare perché sono in quarantena. Questo vuol dire che la nostra forza lavoro complessiva sarà retribuita - per quello che è il regolare orario di lavoro - se non può essere operativa a causa dell’emergenza sanitaria in corso”,

ha fatto sapere l’azienda.

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