Google entra nell’elite. Alphabet tocca i $4.000 miliardi di capitalizzazione, dopo il sorpasso su Apple

Giorgia Paccione

12 Gennaio 2026 - 17:50

Alphabet raggiunge la soglia simbolica dei 4.000 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato: è la quarta società al mondo dopo Nvidia, Microsoft e Apple. A spingere il titolo AI e cloud.

Google entra nell’elite. Alphabet tocca i $4.000 miliardi di capitalizzazione, dopo il sorpasso su Apple

Alphabet ha raggiunto un traguardo storico: una capitalizzazione di mercato pari a 4.000 miliardi di dollari. Il gruppo che controlla Google diventa così la quarta azienda al mondo a superare questa soglia, dopo Nvidia, Microsoft e Apple. Un risultato che certifica il netto miglioramento del sentiment degli investitori e segna una svolta rispetto alle perplessità che avevano accompagnato la strategia del gruppo negli ultimi anni.

Il titolo Alphabet ha messo a segno un rialzo di circa il 65% nel 2025, una performance superiore a quella degli altri colossi tecnologici dei cosiddetti “magnifici sette”. L’avvio del 2026 ha confermato il trend positivo, con ulteriori guadagni che hanno consentito al gruppo di centrare la valutazione record e consolidare la propria posizione ai vertici di Wall Street, dopo lo storico sorpasso su Apple.

Alphabet vola grazie alla spinta di AI e cloud

Alla base di questo balzo c’è soprattutto il riorientamento deciso verso l’intelligenza artificiale. Alphabet è riuscita a dissipare i timori di aver perso il vantaggio iniziale nella corsa all’AI, trasformando Google Cloud, a lungo considerato l’anello debole rispetto ai rivali, in uno dei principali motori di crescita. Nel terzo trimestre, i ricavi del cloud sono cresciuti del 34%, mentre il portafoglio di contratti già firmati ma non ancora contabilizzati ha raggiunto i 155 miliardi di dollari, un dato che offre visibilità sui risultati futuri.

Un contributo importante arriva anche dalla scelta di affittare a clienti esterni i chip per l’intelligenza artificiale sviluppati internamente da Google, inizialmente destinati solo all’uso interno. La domanda crescente per queste soluzioni ha attirato l’interesse di altri big del settore: secondo indiscrezioni di mercato, Meta starebbe valutando investimenti per miliardi di dollari per utilizzare i chip di Alphabet nei propri data center a partire dal 2027.

Da Gemini ai ricavi pubblicitari: i punti di forza di Google

Sul fronte dei prodotti, il nuovo modello Gemini 3 ha ricevuto recensioni molto positive, aumentando la pressione competitiva su OpenAI dopo le reazioni contrastanti al lancio di GPT-5. Anche le partnership industriali rafforzano la posizione di Alphabet: Samsung prevede di raddoppiare nel 2026 il numero di dispositivi mobili dotati di funzionalità di intelligenza artificiale basate su Gemini, ampliando la diffusione dell’ecosistema Google.

A sorprendere positivamente gli investitori è stata inoltre la tenuta del core business pubblicitario, che continua a rappresentare la principale fonte di ricavi del gruppo. Nonostante il contesto macroeconomico incerto e la concorrenza sempre più intensa, la raccolta pubblicitaria è rimasta sostanzialmente stabile. A ciò si aggiungono fattori di fiducia come l’ingresso di Berkshire Hathaway tra gli investitori e la decisione di un giudice statunitense di non smembrare il gruppo, consentendogli di mantenere il controllo di Chrome e Android.

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