Se mettiamo sullo stesso grafico tre indicatori:
1) L’ammontare del nostro Debito pubblico
2) L’ammontare del nostro Pil
3) Ed il rapporto fra i due, ossia il rapporto Debito/Pil
E questo dal 1960 ad oggi, si evidenzia un aspetto veramente curioso. Scopriamo infatti che ci sono due anni nei quali avvengono cambiamenti che si rivelano fondamentali per il nostro Paese.
Il primo “cambiamento” riguarda il rapporto Debito/Pil, mentre il secondo riguarda la divergenza che si riscontra fra il Debito ed il Pil.
Prima di vedere quali sono questi due anni “fatidici”, riflettiamo un attimo su quel grafico. Chiediamoci quindi in un Paese “normale” come ci aspetteremmo che fosse quel grafico.
Ebbene ci aspetteremmo che la linea dell’ammontare del debito pubblico sia in costante crescita, insomma la crescita del debito pubblico non ci deve stupire, e neppure spaventare, se non altro a causa di una fisiologica inflazione. Ma naturalmente ci aspetteremmo che anche la linea del Pil sia in costante crescita, una crescita dovuta, fra le altre cose, anche al progresso tecnologico.
Se il Debito pubblico ed il Pil crescessero di pari passo, la linea che rappresenta il loro rapporto, rimarrebbe sostanzialmente invariata, ovviamente non proprio costante per le normali fluttuazione dovute all’andamento economico.
Ed allora arriviamo a quei due anni. Il primo è il 1992, anno nel quale la linea del rapporto Debito/Pil si normalizza, una “normalizzazione” che tuttavia termina nel 2011.
Il secondo anno è il 2007, da quel momento la crescita del debito pubblico continua ad un ritmo sostenuto, mentre quella del Pil non solo frena, ma arretra. Ed allora non ci resta che spiegare quel che è accaduto.
PIL E DEBITO PUBBLICO
Pil, Debito pubblico e il loro rapporto Debito/Pil dal 1960
Il rapporto Debito/Pil dal 1960 al 1965 addirittura diminuisce, quindi il Pil cresce più del debito, poi, dal 1965 inizia a crescere, quindi significa che dal 1965 cresce il debito più del Pil. Il debito poi ha un’impennata dopo il 1980 e come detto, questo fino al 1992.
La spiegazione di quanto è accaduto è nota a tutti, semplicemente dal 1980, il 1979 per l’esattezza, siamo entrati nello SME (Sistema Monetario Europeo) che prevede l’imposizione di cambi semifissi nei confronti delle altre principali monete europee.
Nel 1992 la lira non riesce a stare al passo con le altre monete e dopo aver dilapidato tutte le nostre riserve di valute estere (50 miliardi di dollari del tempo) l’allora Governatore della Banca d’Italia, Carlo Azeglio Ciampi, è costretto ad uscire dallo SME, la nostra lira si svaluta quindi all’incirca di un 30% rispetto al marco tedesco.
Per noi questa (l’uscita dallo SME, non l’azzeramento delle riserve) è una manna, e nel giro di poco tempo il nostro Pil torna a correre e cresce ad un ritmo superiore rispetto a quello del debito pubblico.
Il rapporto Debito/Pil, che era arrivato al 120% quindi pian piano scende per una dozzina d’anni, fino al 2007 quando arriva al 102%, da quel momento torna a salire ed oggi sappiamo che ha superato ogni suo record storico.
Nel 2007, l’altro anno fondamentale, l’aumento del rapporto Debito/Pil ci indica che la crescita del Debito risulta maggiore rispetto a quella del Pil, ma sono stato fin troppo ottimista.
Nella realtà le cose sono andate molto peggio, dal 2007 il debito cresce in maniera significativa, mentre il Pil addirittura cala. Accade qualcosa che non era mai accaduto in precedenza, ancora oggi il nostro Pil, in termini reali naturalmente, risulta inferiore a quello registrato nel 2007.
Un fatto a dir poco preoccupante, sarebbe più corretto definire, drammatico, per il nostro Paese.
Quindi ecco i due momenti che hanno cambiato il destino del nostro Paese.
1992 usciamo dallo Sme, la lira torna ad avere un valutazione congrua, ed andiamo incontro ad un periodo di prosperità economica.
2007 arriva una crisi finanziaria che ci colpisce quando siamo già deboli, otto anni di euro ci avevano fiaccati, e la crisi finanziaria quindi per noi è stata una mazzata dalla quale non ci siamo ancora ripresi.