Oggi arriva sul conto una nuova cedola trimestrale sul BTP Valore a 6 anni

Stefano Vozza

14 Maggio 2026 - 06:54

Appuntamento con l’accredito degli interessi trimestrali sulla quarta serie del BTP retail tra i più amati (e acquistati) dai risparmiatori

Oggi arriva sul conto una nuova cedola trimestrale sul BTP Valore a 6 anni
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Con la settima emissione di inizio marzo la famiglia dei bond Valore si è decisamente ampliata in termini di date cedola, step, premi fedeltà etc. Peraltro nei giorni a seguire sarà la volta con altri due bond retail, il Futura, ormai caduto nel dimenticatoio dei risparmiatori.
Ma procediamo con ordine di calendario, dato che giovedì 14 arriva una nuova cedola del BTP Valore a 6 anni che a febbraio ha toccato 104,31.

I dati salienti del BTP Valore 2030

Il riferimento è al BTP Valore 2030, la 4° serie (in ordine di emissione) di questa obbligazione retail che in pochi anni ha conquistato cuore e portafoglio dei piccoli risparmiatori. Il Dipartimento del Tesoro lo ha collocato ai primi di maggio di due anni fa, con data godimento 14 maggio 2024 e durata di 6 anni, il 14/05/’30. Nell’occasione l’emittente raccolse 11.226,556 milioni di € a fronte dei 384.295 contratti registrati, per un taglio medio di 29.213 €.

Al pari dei titoli gemelli ha un doppio ISIN, uno speciale valido nel solo periodo di collocamento, IT0005594491, e un altro ordinario, IT0005594483. Com’è noto, a scadenza il debitore pagherà il premio fedeltà finale solo ai titolari del primo ISIN (e per il solo nominale ancora posseduto) e non già ai secondi.

Ha una vita fruttifera scissa in due step triennali, in ognuno dei quali il debitore riconosce interessi fissi e crescenti (step-up) pari a:

  • 3,35% p.a. (il 2,931% netto) per il 1°, 2° e 3° anno, cioè dal 14 agosto ‘24 al 14 maggio ’27, cioè per altri 12 mesi esatti;
  • 3,90% p.a. (il 3,412% netto) per il 4°, 5° e 6° anno, vale a dire dal 14 agosto ‘27 sino al 14 maggio ‘30;
  • premio extra finale di fedeltà dello 0,8% lordo (lo 0,7% netto).

Le cedole hanno periodicità trimestrale (solo il Valore della 1° serie, il BTP Valore 2027 le paga ogni 6 mesi) con date stacco al 14 di agosto, novembre, febbraio e maggio. Giovedì 14, quindi, arriverà in conto un accredito pari allo 0,732% (lordo: 0,8365%) del valore nominale sottoscritto e ancora posseduto in portafoglio.

Quanto rende oggi l’obbligazione sul mercato secondario?

Martedì 12 l’obbligazione ha chiuso la seduta a 101,86 per un rendimento effettivo a scadenza del 3,24% annuo lordo (dati: Borsa Italiana). Il minor ritorno rispetto al nominale è dovuto al fatto che oggi servono 1.018,60 € per un titolo che tra 4 anni sarà rimborsato a 1.000 €.

In termini cumulati, da qui a maggio 2030, l’obbligazione promette di rendere ai prezzi attuali un ritorno dell’11,1% netto circa. Ovviamente non ci sarà premio fedeltà dato che l’ingresso sul titolo avverrebbe nel periodo di maturazione e non in quello di collocamento.

Ad ogni modo ci troviamo più prossimi ai valori minimi 2026 a 100,87 mentre a fine febbraio il massimo annuo e storico è stato a 104,31. I prezzi torneranno a testare il recente high? Difficile dirlo con esattezza, dato che i mercati stanno prezzando prossimi rialzi del costo del denaro che solo tre mesi fa erano dati come possibili non prima della fine dell’anno prossimo. Inoltre il bond ha una vita residua di soli altri 4 anni, pochi per assistere a importanti movimenti dei prezzi al rialzo e/o al ribasso. Al riguardo oggi la duration modificata del titolo è a 3,6.

A sostegno del recupero delle quotazioni, invece, gioca il passaggio di step che arriverà tra 12 mesi, quando i tassi annui lordi saliranno al 3,90%.

Arriva una nuova cedola del BTP Valore a 6 anni che a febbraio ha toccato 104,31

Un altro suo punto di forza sta nella ricca liquidità dell’obbligazione sul mercato secondario. In media si contano contratti e controvalori giornalieri nell’ordine dei 100-200 i primi, e dei 2-6 milioni di € i secondi.

Vista con gli occhi del sottoscrittore iniziale, sarebbe un ‘dispiacere’ venderlo adesso che le quotazioni sono scese rispetto ai picchi recenti. In verità è tutto da dimostrare: se l’alternativa è così interessante in termini di ritorni, allora perché no? Certo, vanno anche ponderati i costi (tasse e spese), i rischi e la durata residua dell’alternativa, e solo dopo trarre un giudizio completo e sensato.

Vista con gli occhi di chi è fuori dal titolo, le attuali quotazioni sono più convenienti rispetto alla media dell’ultimo anno, ma non in assoluto. In teoria ci sono sempre dei “prezzi più bassi” a cui poter acquistare e rendere un trade più profittevole. Inoltre passati i prossimi 12 mesi la cedola salirà, il che da un lato sosterrà la tenuta delle quotazioni, dall’altro renderà più ricchi i futuri coupon. Certo, a scadenza bisognerà mettere in conto la perdita in conto capitale, ma è un contro già noto in partenza.

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