Giappone, perché la maggiore flessibilità nei rendimenti dei titoli di stato è inutile?

Andrea Facchini

29/08/2023

Se l’inflazione dovesse crescere in modo significativo, potrebbe diventare l’unica strada per svalutare un debito pubblico che ha superato il 250% del PIL.

Giappone, perché la maggiore flessibilità nei rendimenti dei titoli di stato è inutile?

Durante l’ultimo incontro tenutosi alla fine di luglio, la Banca del Giappone (BOJ) ha deliberato di aumentare la flessibilità nei rendimenti dei titoli di Stato a scadenza decennale. La peculiarità di questa situazione non risiede tanto nella decisione in sé, quanto nella rilevanza che molti esperti del settore le hanno attribuito.

La BOJ ha optato per un’ulteriore flessibilità nei rendimenti dei titoli decennali, spostandosi da un intervallo dello 0-0,5% a un nuovo range compreso tra lo 0,5% e l’1%. Questa decisione, anche se molto tardiva, è dovuta ad un inflazione ben superiore agli obiettivi desiderati. Ciò che sorprende è che molti analisti abbiano dato maggiore enfasi a questa mossa rispetto alle decisioni intraprese da istituzioni come la Federal Reserve o la Banca Centrale Europea, che nella stessa settimana hanno incrementato i tassi di interesse di 25 punti base, portandoli rispettivamente al 5,50% e al 4,25%. Attualmente, il tasso di interesse giapponese per le scadenze a breve termine si attesta addirittura a -0,10%.

Molte voci hanno enfatizzato: “La BOJ sta diventando restrittiva! Adesso i giapponesi venderanno i titoli di Stato decennali Usa (che rendono il 4%) per acquistare titoli di stato giapponesi (che rendono appena lo 0,55%)”. Questo caso dimostra quanto una lettura superficiale delle notizie possa distorcere la realtà. Sottolinea l’importanza di non concentrarsi solo sul momento attuale, ma di considerare l’infrastruttura sottostante.
La realtà è che attualmente il Giappone offre rendimenti reali marcatamente negativi, sia per scadenze a breve che per quelle a lungo termine (tra i peggiori al mondo, intorno al -2,5%), mentre negli Stati Uniti i rendimenti reali variano dall’1,5% al 2,5%, a seconda delle scadenze.

Crescita Salari medi e Inflazione giapponese Crescita Salari medi e Inflazione giapponese I salari sembrano riuscire a overperformare nella crescita rispetto all'inflazione , cercando di placare gli effetti del deprezzamento generale dello Yen

Invece di concentrarsi solo sulla decisione della BOJ, i giapponesi dovrebbero preoccuparsi degli effetti a medio termine sulla posizione dei loro titoli di Stato. Se la banca centrale dovesse tollerare rendimenti vicini all’1%, i titoli decennali potrebbero subire una potenziale perdita del 5%. Fino a poco tempo fa, erano protetti dagli acquisti della banca centrale, che ne impedivano la svalutazione. Questa protezione è ora venuta meno.
Risulta ironico come alcune notizie possano essere facilmente distorte dagli esperti del settore, gli stessi che all’inizio dell’anno suggerivano di preferire il mercato obbligazionario a quello azionario.

È un fatto che la BOJ disponga di poche opzioni per affrontare l’inflazione. Al contrario, se l’inflazione dovesse crescere in modo significativo, potrebbe diventare l’unica strada per svalutare un debito pubblico che ha superato il 250% del PIL, con il 60% detenuto dalla stessa banca centrale. Va notato che tale debito è cresciuto di oltre il 150% in circa 10 anni e non a causa della pandemia, bensì di una spesa strutturale folle al fine di mantenere un tasso di crescita sopra lo zero e non cadere in deflazione.

Crescita Rapporto Debito Pubblico/PIL Crescita Rapporto Debito Pubblico/PIL Il grafico mostra come negli ultimi 10 anni il ratio sia quasi raddoppiato dai livelli del 2010