La geopolitica spaventa il mondo nel 2024. I motivi

Violetta Silvestri

30/12/2023

Il 2024 sarà sconvolto da fattori geopolitici? Perché cresce la paura di un mondo sempre più frammentato, pericoloso e in guerra e quali sfide cruciali dovranno affrontare le potenze globali?

La geopolitica spaventa il mondo nel 2024. I motivi

Nel 2024 la geopolitica sarà la variabile più temuta da economia e finanza. Lo affermano diversi analisti e sondaggi tra esperti, mettendo in evidenza come, dalla guerra in Ucraina in poi, il mondo stia velocemente cambiando e plasmando nuove/vecchie relazioni tra Stati spesso minacciose.

Il fattore geopolitico, che influenza alleanze, guerre, rivalità, strategie di potere in base a confini, materie prime, vantaggi commerciali, identità culturali ed etniche, distribuzione demografica è tornato alla ribalta da almeno un anno, con l’asse Usa-Europa contro Cina e Russia a incarnare in modo concreto questo motore del mondo.

Dopo le complesse vicende del 2023, l’anno prossimo sembra destinato a essere avvolto da crescenti incertezze e tensioni, nelle quali la geopolitica - e la conseguente frammentazione del mondo come suggerito dagli analisi Ispi - domineranno la scena economica e finanziaria. Per questo, il 2024 rischia di imporsi come un anno molto inquieto e insidioso.

Economia e mercati temono la geopolitica nel 2024

Secondo un sondaggio di Natixis, fattori critici geopolitici rappresenteranno la più grande minaccia per l’economia e i mercati globali il prossimo anno.

“Il più grande rischio macroeconomico per il 2024 è che attori geopolitici riescano con una sola azione a sconvolgere economia e mercato a livello globale”, ha rilevato il sondaggio condotto da 500 investitori istituzionali di tutto il mondo. Questo fattore si colloca al di sopra delle minacce legate al calo della spesa al consumo, agli errori politici della banca centrale e al rallentamento dell’economia cinese.

È l’ultimo di una serie di avvertimenti che le tensioni globali sono elevate in modo anomalo. Gli attacchi di Hamas del 7 ottobre e le ritorsioni di Israele hanno riportato alla ribalta i rischi geopolitici. La guerra in Ucraina, intanto, è ormai giunta al suo secondo anno e gli investitori tengono d’occhio le ambizioni della Cina. I mercati sono in massima allerta anche in vista delle numerose elezioni chiave, come quelle negli Stati Uniti, del prossimo anno.

“Dopo aver visto come le prime fasi dell’invasione russa dell’Ucraina hanno causato forti impennate dei prezzi dell’energia e del cibo nel 2022, le istituzioni hanno buone ragioni per preoccuparsi”, ha affermato un team del Natixis Center for Investor Insight. Il panorama geopolitico sembra meno stabile nel 2024, è la cupa previsione.

Ulteriori tensioni rischiano di danneggiare un’economia globale già alle prese con prezzi e oneri finanziari elevati. Una ricerca condotta da Bloomberg Economics ha mostrato che il costo economico del conflitto in Ucraina quest’anno sarà probabilmente il più alto dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Un’agenzia delle Nazioni Unite ha affermato che il commercio globale diminuirà 2023 di circa il 5% in tutto il 2023.

Gli intervistati al sondaggio Natixis hanno menzionato le ambizioni geopolitiche della Cina, nonché la frammentazione tra il gruppo BRICS – Brasile, Russia, India, Sud Africa e Cina – e l’Occidente come motivi seri di preoccupazione. Sono anche intimoriti dalla crescente alleanza tra Russia, Corea del Nord e Iran, che secondo il 70% porterà a una maggiore instabilità economica.

La frammentazione sconvolgerà il mondo?

Le tensioni geopolitiche si tradurranno con molta probabilità in una grande frammentazione dell’ordine mondiale nel 2024: è questo il mega-trend previsto da un’analisi di Ispi (Istituto per gli studi di politica internazionale).

Sulla scia di quanto accaduto - anche di sorprendente - nel 2023 non è difficile capire perché gli esperti abbiano deciso di sintetizzare le aspettative del 2024 con la parola frammentazione. Il vecchio anno consegna al nuovo un mondo insicuro, diviso, pieno di sfide insidiose, di accese rivalità, di profonde disuguaglianze e alla ricerca di un equilibrio tra potenze finora fragile o inesistente.

Per riassumere, i grandi temi del 2024 che giustificano la paura di un ordine mondiale frammentato comprendono (secondo Ispi): le guerre divisive come quella ucraina e il conflitto Israele-Hamas; la sfida Sud globale versus Occidente; la competizione Usa-Cina; la crescita della spesa militare globale; il timore di un ritorno al potere di Trump; i dubbi su un’Ue forte e unita; il freno della crescita mondiale; i rischi di una de-globalizzazione; lo spettro della deindustrializzazione europea; le incognite della transizione energetica e dell’avanzare dell’Intelligenza Artificiale.

Non serve aggiungere altro per capire quanto il 2024 sia atteso e temuto. E come sia concreta la paura per la forza disgregatrice della geopolitica (guidata, evidentemente, da menti politiche poco illuminate e lungimiranti in questo specifico contesto storico).