UBI-Intesa: la fusione potrebbe saltare? Le indiscrezioni

La fusione tra UBI Banca e Intesa Sanpaolo potrebbe saltare? Le ultime indiscrezioni

La fusione tra UBI Banca e Intesa SanPaolo riuscirà a concretizzarsi?

Soltanto la scorsa settimana la Guardia di Finanza si è recata presso gli uffici dei due istituti in seguito al via libera dell’Antitrust, ma già in quell’occasione sono state formulate le prime teorie in merito a un possibile allontanamento.

Teorie che ieri sono state nuovamente riprese e hanno portato a teorizzare il fallimento della fusione tra UBI Banca e Intesa Sanpaolo. Poi, dopo qualche ora, sono arrivate le smentite del gruppo di Massiah.

Fusione UBI-Intesa salterà? Le indiscrezioni e la smentita

Stando a quanto riportato da Il Sole 24 Ore, i legali di UBI Banca avrebbero richiesto di sospendere l’operazione di fusione proposta da Intesa Sanpaolo, dal valore di 4,9 miliardi di euro. Da qui l’entrata in gioco della Consob che avrebbe avviato un esame sulla questione.

Ma perché questo cambiamento di rotta? Secondo le indiscrezioni citate, a mettere i bastoni fra le ruote all’eventuale merger sarebbero stati il coronavirus e il conseguente deterioramento del profilo di credito e finanziario di UBI. Il venir meno dei presupposti ostativi posti da Intesa, insomma.

Le precisazioni di UBI

Le voci iniziali sul possibile fallimento della fusione sono state ripetutamente riprese nel corso della mattinata di ieri, ma dopo qualche ora l’istituto di Massiah è intervenuto per fare chiarezza. Le affermazioni dell’articolo de Il Sole 24 Ore riferite alla stessa UBI sono state definite non corrispondenti a verità.

Il riferimento è al passaggio in cui il quotidiano ha parlato dell’intervento della Consob in seguito al venir meno delle “condizioni ostative” dell’OPS e al deterioramento del profilo finanziario e creditizio di UBI.

“Al riguardo, si precisa che UBI Banca non ha mai affermato che l’avveramento della c.d. condizione MAC è conseguente all’asserito deterioramento del proprio profilo finanziario e creditizio, come erroneamente - e, si auspica, ingenuamente - affermato nel soprarichiamato articolo di stampa. I dati relativi al primo trimestre 2020, recentemente pubblicati, hanno confermato la solidità dei risultati economici e patrimoniali di UBI Banca nonché la qualità degli attivi.”

In realtà, si legge nel comunicato stampa dell’istituto, quest’ultimo ha sottoposto alla Consob profili di altri tipo:

“con particolare riguardo all’intervenuto avveramento della c.d. condizione MAC in relazione della pandemia da COVID-19 nonché in merito alla natura irrevocabile dell’OPS. UBI Banca ha evidenziato le ragioni per le quali ritiene che, verificatasi la c.d. condizione MAC, l’OPS è divenuta inefficace e l’Offerente si sarebbe dovuto esprimere tempestivamente sulla rinuncia a tale condizione, non potendo invece ISP riservarsi, come ha fatto fin qui, di confermare se l’offerta è valida oppure no al termine del processo, perché l’offerta è e deve essere irrevocabile e l’ordinamento non tollera che l’autonomia gestionale di UBI Banca, l’andamento del mercato e le scelte degli investitori siano indebitamente ridotte o distorte da una offerta che non ha quelle caratteristiche di irrevocabilità richieste dalla legge.”

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