Grandi cambiamenti in vista nel mondo dei pagamenti online. Stripe sembra pronta a mettere le mani su PayPal, il servizio di pagamento creato da Peter Thiel
Nel corso degli ultimi mesi PayPal, il servizio di pagamenti online più famoso al mondo, è entrato in fortissima crisi. Il valore in borsa della creatura di Peter Thiel è dimezzato e il ridimensionamento dell’azienda potrebbe rivelarsi un’occasione estremamente invitante per molti.
In prima fila per un’eventuale acquisizione sembra esserci Stripe, azienda californiana leader nel mondo dei pagamenti online fondata dai fratelli irlandesi John e Patrick Collison.
L’indiscrezione arriva da Bloomberg, che ha confermato come Stripe stia seriamente valutando di presentare una proposta per acquistare PayPal Holdings. Se l’accordo andasse in porto, sarebbe uno degli affari più importanti mai effettuati nel mondo del fintech.
Stripe compra PayPal?
Come annunciato lo scorso martedì, la startup fintech Stripe vanta una valutazione di 159 miliardi di dollari dopo una vendita secondaria di azioni dedicata a dipendenti e azionisti. Una valutazione che mostra una crescita vertiginosa rispetto a un anno fa, quando la società era valutata 91,5 miliardi di dollari.
Con l’occasione, l’azienda ha fornito al mercato anche un aggiornamento sulla propria attività, riportando un volume totale di pagamenti in aumento a 1.900 miliardi di dollari nel 2025, in aumento del 34% rispetto all’anno precedente. Stripe ha affermato che la sua suite di ricavi è sulla buona strada per raggiungere un tasso di crescita annuo di 1 miliardo di dollari nel 2026.
Una “potenza di fuoco” che ha convinto i vertici dell’azienda a valutare seriamente la fattibilità dell’acquisizione di PayPal. Al momento, però, siamo ancora alle indiscrezioni e non ci sono notizie sulle cifre di un eventuale accordo.
Sia i vertici di Stripe che quelli di PayPal hanno rifiutato di esprimersi sulla vicenda, ma hanno anche evitato di smentire le notizie trapelate. L’unica certezza è che i rumors sull’affare sono stati una boccata d’ossigeno per il titolo PayPal, cresciuto del 7% nella sessione di martedì.
La crisi di PayPal e l’ascesa di Stripe
PayPal sta attraversando il periodo più complicato della sua gloriosa storia, iniziata ormai nel lontano 1998. La causa principale della crisi è stata l’arrivo nel settore dei pagamenti online di colossi come Apple e Google che hanno rapidamente sottratto quote di mercato alla piattaforma.
Il risultato di questa congiuntura è ben riassunto dai dati economici: PayPal ha chiuso il 2025 con 33 miliardi di dollari (quasi 28 miliardi di euro) di ricavi e ha dato stime sui profitti previsti per il 2026 estremamente prudenti. Una cautela che ha fatto crollare le azioni del 19% in una sola seduta e che ha portato alle dimissioni a inizio 2026 del CEO Alex Chriss e al suo rimpiazzo con Enrique Lores, ex Hp.
Diametralmente opposta la parabola di Stripe. L’azienda fondata a Dublino nel 2010 ha gestito nell’ultimo anno transazioni per un valore superiore ai 1.900 miliardi di dollari e viene considerata dagli investitori una delle realtà fintech più promettenti in assoluto. Il tutto senza essere nemmeno quotata in borsa.
Al momento siamo nella fase delle valutazioni preliminari ma se l’operazione andasse in porto potrebbe rivoluzionare il settore delle transazioni online, dando vita a un colosso dominante sia per quanto riguarda i pagamenti peer-to-peer che nel settore dei servizi per le aziende.
Una realtà su cui, per forza di cose, dovranno dare la loro valutazione anche gli esperti dell’antitrust.
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