SAE - Sapere Aude Editori ha firmato il preliminare per rilevare la storica testata torinese dalla galassia Exor. Ecco chi è Alberto Leonardis, l’imprenditore alla guida del gruppo.
Il gruppo Gedi, che fa capo alla galassia Exor della famiglia Agnelli-Elkann, ha firmato il contratto preliminare per cedere La Stampa al Gruppo SAE, con chiusura attesa entro il primo semestre del 2026.
Dietro l’operazione c’è Alberto Leonardis, l’imprenditore abruzzese che in meno di cinque anni ha trasformato SAE da startup editoriale in un gruppo da 175 milioni di ricavi. Con l’acquisizione del quotidiano fondato a Torino nel 1867 (che include anche testate collegate, attività digitali, centro stampa e rete pubblicitaria locale) Leonardis punta a diventare un editore nazionale. Ma chi è e come ci è riuscito?
Chi è Alberto Leonardis
Originario dell’Aquila, Leonardis non viene dal mondo della carta stampata per nascita, ma ci è arrivato per scelta, dopo oltre 25 anni passati come advisor e manager in grandi aziende come Telecom Italia, Microsoft Italia e Poste Italiane.
Il suo primo contatto con l’editoria risale al 2016, quando rileva Il Centro di Pescara da Gedi, per poi cederlo tre anni dopo. La svolta vera arriva nel luglio 2020, quando fonda SAE- Sapere Aude Editori, che in latino significa “osa conoscere”, e la trasforma in S.p.A. già nel dicembre dello stesso anno, con un capitale iniziale di 2,5 milioni di euro.
Da quel momento la sua strategia è quella di acquistare testate storiche a diffusione locale da Gedi, sempre più intenzionato a ridurre il perimetro, e rilanciarle con un modello che punta sull’identità territoriale e sull’integrazione con la comunicazione digitale. Nel dicembre 2020 arrivano Il Tirreno, la Gazzetta di Modena, la Gazzetta di Reggio e la Nuova Ferrara, nel 2022 tocca alla Nuova Sardegna, poi alla Provincia Pavese. Sei testate, tutte con radici profonde nei rispettivi territori.
I numeri danno ragione alla scommessa: SAE chiude il 2025 con ricavi complessivi di circa 175 milioni di euro, di cui 45,5 milioni nell’editoria e 130 milioni nel settore della comunicazione integrata, attraverso la controllata Next Different.
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Il salto di scala di SAE
Sul tavolo era arrivata anche la manifestazione di interesse del gruppo NEM (Nord Est Multimedia) guidato dall’imprenditore veneto Enrico Marchi, che pubblica tra l’altro il Messaggero Veneto e il Piccolo di Trieste.
A gennaio 2026 Gedi ha accordato l’esclusiva a Leonardis. Secondo le ricostruzioni circolate, l’offerta di SAE si sarebbe attestata intorno a 22,5 milioni di euro contro i 15 di NEM, ma a fare la differenza non sarebbe stato solo il valore economico. A pesare sarebbero stati la solidità del piano industriale e il coinvolgimento di investitori istituzionali locali, in particolare fondazioni bancarie del Nord Ovest, a garanzia della continuità dell’operazione.
Non sono mancate le voci critiche. Il comitato di redazione de La Stampa, nel corso di un’audizione alla Camera, aveva espresso riserve sia su NEM che su SAE, sottolineando come si trattasse di “gruppi molto più piccoli” rispetto alla struttura del quotidiano, con “dubbi non solo sulle capacità economiche e finanziarie, ma anche organizzative, di reggere una struttura come La Stampa”.
Una preoccupazione comprensibile, considerando che La Stampa, con circa 59.000 copie diffuse, è un giornale con un’identità nazionale oltre che locale, molto diverso dalle testate finora gestite da SAE.
Il comunicato congiunto firmato da Gedi e SAE sottolinea l’impegno a “garantire continuità nel posizionamento storico della testata, preservandone l’indipendenza editoriale e il profondo legame con il suo territorio”.
Sul piano industriale, i prossimi mesi saranno decisivi per capire come il nuovo editore intende muoversi su governance, investimenti nel digitale e prospettive occupazionali.
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