John Elkann accelera sulla vendita de La Stampa. Avviata ufficialmente una trattativa esclusiva con un noto gruppo editoriale italiano. Ecco di chi si tratta.
La Stampa ha un acquirente: SAE - Sapere Audere Editori. A comunicarlo è stato il gruppo GEDI, che ha informato il direttore e il comitato di redazione del quotidiano torinese di avere avviato una trattativa in esclusiva che include gli asset collegati e le rotative.
Erano state settimane di speculazioni e incertezze. Dopo l’annuncio delle trattative tra John Elkann, CEO di Exor, la holding olandese che controlla GEDI, e il gruppo greco Antenna dell’editore Theodore Kyriakou, non era chiaro quale sarebbe stato il destino de La Stampa. Il magnate di Atene ha infatti manifestato l’intenzione di acquisire solo i prodotti più redditizi di GEDI, ovvero le radio Capital, Deejay e m2o, la media factory One Podcast e La Repubblica, lasciando il giornale torinese in balia di un futuro incerto.
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I dettagli della trattativa tra SAE e John Elkann
Era già noto che SAE, guidata da Alberto Leonardis, avesse intenzione di presentare una proposta formale (ma non vincolante) per l’acquisizione de La Stampa, con l’obiettivo di creare una nuova società insieme a fondazioni bancarie piemontesi, come Fondazione CRT e Fondazione Cassa di Risparmio di Biella.
Secondo fonti vicine a GEDI, i vantaggi della proposta SAE sono molteplici. Leonardis, presidente e CEO del gruppo, è un editore di mestiere con comprovata esperienza nel settore: da Elkann aveva già rilevato Il Tirreno e La Nuova Sardegna. L’ampio portafoglio di SAE, che comprende anche La Provincia Pavese, Gazzetta di Modena, Gazzetta di Reggio e La Nuova Ferrara, permetterebbe a La Stampa di estendere la sya dimensione nazionale all’interno di un sistema informativo molto forte a livello locale, dando vita a un vero e proprio polo editoriale interregionale.
Inoltre, il coinvolgimento degli enti locali conferisce al progetto industriale una prospettiva di lungo periodo. SAE si rivolgerà ora anche agli attori istituzionali piemontesi, mentre nei prossimi giorni inizieranno i contatti con alcune fondazioni bancarie.
La reazione dei comitati di redazione del gruppo GEDI
In audizione in commissione Cultura della Camera dei Deputati, i comitati di redazione del Gruppo GEDI hanno manifestato l’esigenza di garanzie sull’identità delle testate e sull’occupazione, A ribadirlo sono stati i rappresentati de La Repubblica:
“I vertici di Gedi ci hanno detto che non era possibile introdurre garanzie nella procedura di vendita, come se noi facessimo un altro mestiere e non conoscessimo l’esistenza di clausole di salvaguardia. Poi, dopo gli interventi del governo e della politica, nell’ultimo contatto avuto con Gedi ci è stato detto che la richiesta di garanzia sarebbe sul tavolo della trattativa, ma per noi sono solo parole. Non abbiamo alcun tipo di documento che lo dimostri”.
Inolte, il Cdr starebbe valutando l’idea di una fondazione che possa controllare l’operato societario: “È un’idea già vagliata nel 2021 senza seguito. Andremo da un notaio nei prossimi giorni per dar vita a questo strumento”.
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