La giapponese Denso offre 8,3 miliardi di dollari per acquisire Rohm. L’operazione darebbe vita a un nuovo colosso dei semiconduttori strategici per l’elettrificazione automotive.
L’offerta di Denso per rilevare interamente Rohm si annuncia come una delle operazioni più significative nella storia recente dell’industria dei semiconduttori asiatica. Denso, il principale fornitore di componenti automobilistici di Toyota, ha presentato una proposta per acquistare la totalità delle azioni di Rohm, con un valore complessivo stimato attorno a 1.300 miliardi di yen, pari a circa 8,3 miliardi di dollari.
Se portata a termine, l’operazione si collocherebbe tra le più grandi acquisizioni aziendali avvenute in Giappone negli ultimi anni. Per il Paese asiatico, il cui peso nell’industria globale dei semiconduttori è stato a lungo inferiore alle sue ambizioni, si tratterebbe di un passo concreto per recuperare terreno in uno dei comparti più contesi della competizione tecnologica mondiale.
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Verso la nascita di un nuovo colosso giapponese dei semiconduttori
Le due società non partono da zero. Nel 2025 avevano già siglato un accordo strategico per lo sviluppo congiunto di chip dedicati all’elettrificazione dei veicoli e alle tecnologie di nuova generazione per il settore automotive. Denso detiene già circa il 5% delle azioni di Rohm, e la proposta di acquisizione totale si configura come il passo successivo di un percorso di integrazione già avviato. Rohm ha costituito un comitato speciale per valutare l’offerta, ma entrambe le società hanno precisato che non è ancora stata presa alcuna decisione definitiva.
Al centro di questa operazione c’è una categoria di componenti spesso poco discussa fuori dagli ambienti specializzati: i cosiddetti semiconduttori di potenza, ovvero chip in grado di gestire corrente elettrica e tensione. Questi dispositivi sono indispensabili nei veicoli elettrici e nei data center, e la loro importanza è destinata a crescere con l’accelerazione della transizione energetica nel settore dei trasporti. La pandemia e le successive crisi nelle catene di fornitura hanno reso evidente quanto sia rischioso dipendere da fornitori esterni per componenti così critici e, da quel momento, i produttori automobilistici e i loro partner industriali hanno intensificato gli sforzi per garantirsi un accesso più stabile a questi materiali.
Il contesto e la reazione dei mercati
Il contesto in cui è maturata questa operazione è quello di un comparto giapponese dei semiconduttori storicamente frammentato, dove diverse aziende si muovono ora verso alleanze o fusioni. Rohm sta già collaborando con Toshiba nel segmento dei chip di potenza, Denso ha una partnership in corso con Fuji Electric e anche Mitsubishi Electric mostra interesse per un riassestamento del settore. In questo quadro, la proposta di Denso su Rohm potrebbe innescare un più ampio processo di riorganizzazione industriale.
La notizia dell’offerta ha avuto effetti immediati sulle borse. Nella giornata di venerdì 7 marzo, le azioni di Rohm hanno registrato un rialzo di circa il 18%, mentre quelle di Denso hanno ceduto circa il 3%, un andamento che riflette la logica classica delle acquisizioni, dove il mercato premia chi viene acquistato e mostra cautela su chi acquista. Per Toyota, che controlla il 22% di Denso, un’eventuale fusione significherebbe disporre di una filiera di approvvigionamento dei chip più robusta e verticalmente integrata, proprio nel momento in cui l’azienda accelera lo sviluppo dei modelli elettrici.
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