Le azioni Puma schizzano. I cinesi di Anta Sports acquistano una quota per 1,5 miliardi di euro dalla famiglia Pinault.
Le azioni Puma sono schizzate del 16% in apertura di sessione martedì, dopo che la cinese Anta Sports ha annunciato che acquisirà una quota del 29% dell’azienda tedesca di abbigliamento sportivo dalla famiglia francese Pinault.
Anta pagherà 1,5 miliardi di euro, 35 euro ad azione, per acquisire una quota del 29,06% di Puma, diventandone così il maggiore azionista.
L’accordo arriva in un contesto difficile per Puma, che fatica a rilanciare le vendite e a portare avanti la ristrutturazione aziendale dopo che Arthur Hoeld, ex dirigente di Adidas, ha preso le redini dell’azienda lo scorso anno.
Nel frattempo, il titolo Puma riduce i guadagni, al momento nell’ordine del 4%, dopo aver aperto in rialzo del 16%.
Anta Sports compra il 29% di Puma. I dettagli dell’accordo
L’industria mondiale dell’abbigliamento sportivo assiste a una delle operazioni più rilevanti degli ultimi anni. Anta Sports Products Limited, primo gruppo cinese del settore e uno dei maggiori player globali, diventa così il principale azionista del marchio Puma, passaggio chiave nella strategia di espansione internazionale del gruppo asiatico.
La partecipazione viene rilevata dalla holding francese Groupe Artémis, controllata dalla famiglia Pinault, che riduce così in modo significativo la propria presenza in Puma dopo oltre 10 anni. Il prezzo concordato, pari a 35 euro per azione, incorpora un premio consistente rispetto alle quotazioni di mercato precedenti all’annuncio, proprio a riflettere la volontà di Anta di posizionarsi come investitore strategico di lungo periodo.
Dal punto di vista industriale, l’operazione non configura un’OPA né un passaggio di controllo immediato. Anta ha chiarito che Puma resterà un marchio indipendente, con una propria identità e una governance autonoma, pur aprendo la strada a una collaborazione più stretta sul piano strategico. Il gruppo cinese punta a valorizzare la presenza globale di Puma, in particolare nei mercati asiatici, grazie alla propria forza distributiva e a una profonda conoscenza del consumatore locale.
Il mercato festeggia l’accordo
La reazione dei mercati è stata immediata. Le azioni Puma hanno registrato un forte rialzo alla Borsa di Francoforte, segnale dell’apprezzamento degli investitori per l’ingresso di un socio finanziariamente solido e industrialmente esperto. Ma è inutile negare che l’operazione sollevi interrogativi sul futuro equilibrio competitivo del settore, in un contesto già dominato da colossi come Nike e Adidas e caratterizzato da una pressione sui margini sempre più forte.
Per Anta, l’investimento in Puma si inserisce in un percorso ormai consolidato di crescita per linee esterne. Dopo l’acquisizione di Amer Sports (che controlla marchi noti come Arc’teryx, Salomon e Wilson) nel 2019 e lo sviluppo di un portafoglio multimarca che include, tra gli altri, Fila, Descente e Jack Wolfskin, il gruppo guidato da Ding Shizhong rafforza ulteriormente il proprio profilo internazionale. L’ingresso nel capitale di Puma rappresenta un salto di qualità, sia per la notorietà globale del brand tedesco sia per la sua rilevanza storica nel segmento in cui opera.
Quale futuro per Puma?
Resta ora da capire come si tradurrà concretamente la partnership. Puma arriva da una fase complessa, segnata da risultati inferiori alle attese e dalla necessità di rilanciare crescita e redditività. L’apporto di Anta potrebbe accelerare questo processo, ma è necessario un delicato equilibrio tra supporto strategico e rispetto dell’autonomia del management europeo.
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Quel che è certo, intanto, è che l’operazione Anta-Puma conferma una tendenza di fondo: i grandi gruppi cinesi non si limitano più a competere sui mercati interni, ma puntano a diventare protagonisti anche attraverso partecipazioni strategiche nei marchi occidentali.
Una mossa che ridisegna gli equilibri dello sportswear mondiale e apre una nuova fase per uno dei brand storici dello sport europeo.
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