Neflix sempre più vicina all’acquisizione di Warner, ma la guerra con Paramount fa crollare le azioni

P. F.

21/01/2026

Netflix supera le stime trimestrali ma il titolo crolla. La battaglia per l’acquisizione di Warner e lo scontro con Paramount spaventano i mercati e gli investitori.

Neflix sempre più vicina all’acquisizione di Warner, ma la guerra con Paramount fa crollare le azioni

Il titolo di Netflix ha aperto in forte calo mercoledì mattina sui mercati europei, all’indomani della pubblicazione dei conti trimestrali, nonostante i risultati si siano rivelati migliori delle attese. Nel corso delle prime contrattazioni a Francoforte, le azioni del colosso dello streaming hanno registrato un ribasso fino al 7%, dopo aver chiuso la seduta ordinaria di martedì con un calo dello 0,8%.

Si tratta di una reazione negativa che segnala come il mercato resti particolarmente sensibile all’impatto finanziario e strategico della maxi-acquisizione di Warner Bros Discovery. Dal 5 dicembre, data in cui è stata finalizzata l’operazione, il titolo di Netflix ha accumulato una flessione di circa il 20%, riflettendo il rafforzarsi di un atteggiamento prudente da parte degli investitori.

I risultati del quarto trimestre sono stati comunicati martedì dopo la chiusura di Wall Street. Netflix ha riportato ricavi per 12,1 miliardi di dollari, una cifra lievemente superiore alle stime degli analisti, e un utile per azione rettificato pari a 56 centesimi. Tuttavia, nella contrattazioni after-hours di martedì, il titolo ha ceduto oltre il 4%, L’attenzione degli investitori si è rapidamente spostata dai fondamentali della trimestrale al profilo di rischio legato all’imponente operazione in atto con WBD. Il timore prevalente è che l’acquisizione possa comprimere la flessibilità finanziaria nel breve termine, pur inserendosi in una strategia di crescita di lungo periodo.

La corsa a Warner Bros Discovery e la svolta dell’offerta in contanti

Al centro delle tensioni resta la competizione per il controllo di Warner Bros Discovery, asset strategico dell’industria dell’intrattenimento globale grazie ai suoi studi cinematografici e televisivi e all’ampio catalogo HBO Max, proprietario di titoli e franchise di grande fama come Game of Thrones, Harry Potter e l’universo DC.

Netflix ha rivisto i termini dell’operazione passando a un’offerta interamente in contanti da 27,75 dollari per azione, per una valorizzazione complessiva di circa 82,7 miliardi di dollari, nel tentativo di rafforzare la sua posizione e neutralizzare la concorrenza di Paramount Skydance. Il consiglio di amministrazione di Warner ha espresso sostegno unanime all’operazione, aprendo la strada a un voto degli azionisti atteso entro la primavera del 2026.

Una strategia orientata al lungo periodo (che penalizza il breve)

Oltre al rilancio in contanti, Netflix ha annunciato la sospensione del programma di buyback, una scelta finalizzata a preservare liquidità e sostenere il fabbisogno finanziario dell’operazione. La decisione ha contribuito all’aumento della volatilità del titolo proprio nelle sedute di martedì e mercoledì, quando il mercato ha ricalibrato le proprie valutazioni.

Dopo anni di contenimento della spesa per i contenuti e una conseguente espansione dei margini, Netflix entra ora in una nuova fase del ciclo di investimenti. L’integrazione degli asset Warner potrebbe consentire, nel tempo, una minore pressione sugli investimenti incrementali, ma nel breve periodo pesano l’aumento della leva finanziaria e i timori legati a un possibile “alt” da parte delle autorità antitrust statunitensi.

Sul piano operativo, Netflix continua a rafforzarsi a livello industriale. Nel trimestre natalizio ha superato quota 325 milioni di abbonati paganti a livello globale, un risultato trainato dal successo dell’ultima stagione di Stranger Things e da eventi speciali come le partite NFL trasmesse a Natale.

Parallelamente, il gruppo accelera sulla diversificazione dei ricavi. La componente pubblicitaria dovrebbe raddoppiare su base annua, raggiungendo circa 3 miliardi di dollari, mentre proseguono gli investimenti in eventi live internazionali e nuovi format, tra cui podcast e contenuti sportivi inediti. L’obiettivo è ridurre la dipendenza esclusiva dalla crescita degli abbonamenti e rafforzare la qualità dei flussi di cassa nel medio periodo.

Chi esce favorito dalla battaglia per Warner?

Tra i beneficiari indiretti della battaglia per Warner emergono soprattutto gli advisor finanziari. JPMorgan e Allen & Company, consulenti di Warner Bros Discovery, dovrebbero incassare circa 90 milioni di dollari ciascuno in commissioni di M&A a prescindere dall’esito finale dell’operazione.

JPMorgan ha inoltre già maturato ulteriori proventi di rilievo grazie al finanziamento di un prestito ponte a WBD da 17,5 miliardi di dollari, utilizzato per la riorganizzazione societaria propedeutica alla vendita.

Nel complesso, i compensi per la banca potrebbero superare i 280 milioni di dollari, confermando come, mentre Netflix e Paramount si contendono uno degli asset più ambiti di Hollywood, il sistema bancario stia già monetizzando in modo significativo dalla più grande guerra dell’intrattenimento degli ultimi anni.

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