Fusione Intesa-UBI, via libera dell’Antitrust ma a pesanti condizioni

Arriva l’ok dell’Autorità sull’OPS di Intesa su UBI, ma la prima banca italiana dovrà cedere 500 sportelli

Fusione Intesa-UBI, via libera dell'Antitrust ma a pesanti condizioni

Via libera dell’Antitrust sull’acquisizione di UBI Banca da parte di Intesa Sanpaolo. Ma l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato non ha ignorato i dubbi sollevati nei mesi scorsi dall’istituto di credito sull’OPS di Ca’ de Sass, inserendo nell’autorizzazione alcune “misure di carattere strutturale”, condizioni che Intesa dovrà rispettare per scongiurare “possibili effetti anticoncorrenziali” derivanti dall’offerta stessa.

Via libera dell’Antitrust a fusione Intesa-UBI

L’Offerta Pubblica di Scambio della prima banca d’Italia sul quarto gruppo del Paese tiene la Borsa italiana con il fiato sospeso ormai da febbraio. L’ad di UBI Banca Victor Messiah, una settimana fa, si era detto ancora diffidente, confermando i dubbi emersi già mesi fa sull’OPS, giudicata non conveniente.

L’Offerta, comunque, è andata avanti. Nonostante il coronavirus, alla fine del mese scorso era arrivato l’ok di Consob. Oggi, giovedì 16 luglio, leggermente in anticipo su quanto previsto, è arrivato il via libera anche dell’Antitrust, che però ha dettato delle condizioni.

OPS UBI Banca, Antitrust: “Intesa dovrà cedere 500 sportelli”

L’operazione, infatti, è stata giudicata “idonea a produrre la costituzione e/o il rafforzamento della posizione dominante di Intesa Sanpaolo in alcuni mercati locali della raccolta bancaria, degli impieghi alle famiglie consumatrici e degli impieghi alle famiglie produttrici-piccole imprese”, nonché “nei mercati del risparmio amministrato, dei fondi comuni di investimento” e “nei mercati degli impieghi alle imprese di medie e grandi dimensioni”, e infine nella “distribuzione dei prodotti assicurativi rami vita”.

Insomma, la concentrazione potrebbe pregiudicare in modo sostanziale e durevole la concorrenza.

Pertanto l’Autorità ha imposto a Intesa la cessione di “oltre 500 sportelli bancari, numero ben superiore a quanto offerto originariamente”.

L’Antitrust aggiunge che tali “cessioni si dovranno realizzare nelle aree geografiche in cui si registrano le maggiori criticità concorrenziali e saranno rivolte a uno o più operatori indipendenti in grado di disciplinare la nuova entità post merger”. L’OPS si chiuderà definitivamente il prossimo 28 luglio.

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