Fusione UBI-Intesa: oggi al via l’OPS, ma è scontro

Fusione UBI-Intesa Sanpaolo: oggi al via l’OPS, ma scatta il botta e risposta fra le parti

Fusione UBI-Intesa: oggi al via l'OPS, ma è scontro

La fusione tra UBI Banca e Intesa Sanpaolo sta continuando a tenere l’intero mercato con il fiato sospeso.

Negli ultimi tempi, d’altronde, l’operazione è finita ripetutamente sotto i riflettori cosa che ha portato a domandarsi se l’avvicinamento verrà portato a termine oppure no.

Gli ultimi botta e risposta fra le parti non hanno fatto che riportare nuovamente la fusione UBI-Intesa al centro del dibattito.

Fusione UBI-Intesa: OPS non conveniente?

A dare il via al botta e risposta fra le parti è stata la presidente di UBI Letizia Moratti, che nel corso di una conferenza stampa ha ricordato come l’OPS di Intesa Sanpaolo non sia stata ancora concordata ma sia stata comunque giudicata poco conveniente.

Dichiarazioni, queste, che hanno gettato acqua sul fuoco della fusione tra i due istituti e che hanno trovato ragion d’essere in diversi ordini di motivi.

L’OPS di Intesa, hanno dichiarato dalla banca, è viziata dall’assenza di un corrispettivo monetario e un concambio che penalizza gli azionisti di UBI in favore dei colleghi del gruppo di Messina.

Allo stesso tempo le sinergie quantificate da Intesa in 3,2 miliardi equivalgono a soli 320 milioni per UBI, se si considerano sia il concambio che i costi di integrazione.

“L’Offerta, non prevedendo un corrispettivo per cassa, pone a carico degli azionisti di UBI Banca i rischi connessi al raggiungimento degli Obiettivi Strategici dell’Operazione definiti da Intesa. ”

L’allocazione del valore e delle sinergie, ha dichiarato UBI, è molto più favorevole agli azionisti di Intesa. Le azioni UBI invece hanno elevate potenzialità di crescita su base stand-alone.

“L’Offerta si inserisce in un più ampio disegno strategico, volto a rafforzare la posizione di Intesa in Italia attraverso l’eliminazione di un concorrente, senza in realtà modificare il posizionamento europeo di Intesa. L’OPS è controproducente anche per gli stakeholder di UBI Banca in quanto consentirebbe a Intesa di creare una posizione di leadership dominante in Italia, anomala tra i grandi Paesi europei e potenzialmente dannosa per il tessuto economico e sociale dei territori in cui opera UBI Banca.”

Le nubi sulla fusione UBI-Intesa si sono addensate.

Intesa risponde a UBI

Nella prima giornata della nuova settimana non è mancata la risposta di Intesa Sanpaolo che l’istituto ha preferito articolare in punti:

  1. UBI non ha valutato il premio offerto a febbraio scorso (1,1 miliardi di euro) e pertanto ha calcolato erroneamente l’allocazione del valore derivante dall’OPS;
  2. Il piano industriale di UBI Banca presenta un incremento del target di distribuzione cumulata di dividendi 2020-2022 di 840 milioni di euro (+60% rispetto a quella del precedente Piano Industriale) nonostante la redditività in calo e la storicità dei valori inferiori più bassa;
  3. UBI Banca ha lamentato l’assenza di premi agli azionisti di minoranza, mentre in caso di mancata adesione all’offerta questi ultimi si troverebbero con un’azione di un valore privo del ‘premio implicito’ riconosciuto a beneficio dei sottoscrittori;
  4. Anche senza la fusione UBI-Intesa sarebbe possibile raggiungere le sinergie poiché Intesa acquisterebbe la maggioranza dei voti e delle attività direzionali;
  5. La valutazione del rapporto di cambio è corretta.

Alla luce dei botta e risposta tra le società la domanda sorge spontanea: la fusione tra Intesa e UBI verrà portata a termine?

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