Fusione FCA-Renault: ripartono trattative

I colloqui di fusione tra FCA e Renault sono ufficialmente ripartiti: ecco le condizioni per l’ok all’operazione

Fusione FCA-Renault: ripartono trattative

I colloqui di fusione FCA-Renault sono stati finalmente riaperti.

A comunicarlo numerose fonti di stampa italiana e internazionale, che hanno tuttavia posto l’accento su alcune condizioni specifiche senza le quali i negoziati salteranno ancora una volta.

L’offerta di fusione FCA-Renault avanzata dall’italaoamericana sul finire di maggio non ha avuto esito positivo: all’ennesimo rinvio della decisione Elkann ha scelto di ritirare la sua proposta, giustificando questa decisione con la mancanza di condizioni politiche adatte a Parigi.

Secondo la maggior parte degli osservatori, il primo round di colloqui sarebbe fallito sia a causa delle ingerenze del governo francese (azionista al 15% di Renault), sia per lo scetticismo dell’alleato giapponese Nissan. Ora, però, le cose sarebbero cambiate ancora e le due aziende avrebbero finalmente ripreso i negoziati di fusione.

Fusione FCA-Renault? Sì, ma a due condizioni

Sarebbero due, secondo quanto riportato da alcuni quotidiani nostrani, le condizioni necessarie alla buona riuscita dell’operazione:

  • cambiamenti delle quote azionarie;
  • alleggerimento del peso e dell’influenza dello Stato francese.

I colloqui di fusione riaperti da FCA e Renault starebbero oggi ruotando proprio intorno a questi due punti. Non è chiaro però se il nuovo round di negoziati porterà da qualche parte o se tutto si concluderà ancora una volta con un nulla di fatto.

Secondo Il Sole 24 Ore, l’amministratore delegato della francese, Jean-Dominique Senard, avrebbe dato a Macron e Le Maire un vero e proprio ultimatum: o la sfiducia o il via libera all’operazione di fusione Renault-FCA. Parigi, a quanto pare, avrebbe scelto la seconda opzione.

Ma come si inserirà in questo contesto Nissan? Molto probabilmente l’avvicinamento tra l’italoamericana e la francese imporrà a quest’ultima di ridimensionare il proprio peso e la propria quota abbandonando il 43% attuale.

Nei giorni scorsi l’amministratore delegato di Fiat, Mike Manley, si è recato a Parigi proprio per rispolverare l’ipotesi di fusione FCA-Renault. Saranno il tempo e le posizioni prese dai tre player a dire se, in questo caso, i colloqui avranno o meno esito positivo. L’intero mercato automotive continuerà a seguire la vicenda con il fiato sospeso.

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