Forex, rublo russo in equilibrio tra dollaro e petrolio: giorni decisivi per USD/RUB

Il cambio dollaro-rublo frena il suo impeto rialzista a causa della ripresa del petrolio: vediamo da un punto di vista tecnico quali prospettive attendono nel breve termine la valuta russa.

Il cambio dollaro-rublo viene da una settimana di ritracciamento, nella quale ha compromesso gran parte del rialzo avuto dopo l’elezione di Trump.

La risalita nella quotazione del petrolio è stato il principale market driver degli ultimi giorni, che hanno restituito valore alla moneta russa e hanno dato vita ad un progressivo avvicinamento ai $50 a barile.

Il rublo russo si ritrova così stretto nella morsa tra un petrolio in recupero e un dollaro che si mantiene forte, nonostante la giornata di oggi mostri i primi segnali di una possibile inversione, anche nel movimento del cambio euro-dollaro.

Vediamo quindi l’analisi tecnica cosa ci suggerisce riguardo l’attuale scenario di USD/RUB, arrivato in prossimità di un bivio decisivo.

Forex, dollaro-rublo di nuovo ad un importante test: petrolio ago della bilancia

Il rublo russo è la valuta che forse più di ogni altra segue l’andamento del petrolio, riuscendo a mantenersi strettamente correlata alle fluttuazioni del greggio.

L’unico valore del mercato che può battere questa inerzia è proprio il dollaro USA, il cui sprint successivo alle elezioni USA ha fatto esplodere la quotazione di USD/RUB e ha permesso il raggiungimento di nuovi massimi da inizio agosto.

Il trend si è tuttavia interrotto e il ribasso che ha avuto seguito negli ultimi giorni ha compromesso molta della strada e dei passi in avanti effettuati ad inizio mese, ma non tutti.

Da un punto di vista dell’analisi tecnica, infatti, lo scenario rimane ancora rialzista e per certi versi è stato anche rafforzato.

Come si può osservare dal seguente grafico giornaliero, il supporto evidenziato in verde a quota 63,3, dopo essere stato violato in corrispondenza del taglio della trendline, ha retto per ben due volte il test del prezzo:

I due ribassi che hanno seguito la rottura si sono quindi fermati intorno al supporto, permettendo ad USD/RUB di tenersi al di sopra della fascia di minimi toccata ad ottobre.

Gli importanti segnali rialzisti sono quindi ancora validi, sia la rottura della trendline di medio periodo che quella del livello di 63,3, ritestato proprio oggi.

Una prosecuzione al rialzo da questo punto avrebbe come primo target il massimo stabilito la scorsa settimana a 66,4, prima del raggiungimento del 23.6 di Fibonacci a 67,2.

L’RSI è ritornato in una zona di equilibrio e le prossime ore saranno decisive per capire se ci sarà un nuovo rimbalzo verso l’alto o se tutte le premesse troveranno difficile realizzazione, evento che prenderebbe forma con il ribasso al di sotto del supporto a 63,3.

Il prezzo del petrolio sarà come sempre decisivo e il test dei $50 a barile riflette per certi versi la stessa situazione del cambio dollaro-rublo.

Fitch Ratings ha recentemente affermato che le compagnie petrolifere e del settore energetico russo sono pronte a beneficiare di una diminuzione nel valore del rublo, alleggerendo un aumento delle tasse previsto per il 2017.

Previsto quindi un periodo di recupero e di benessere per il comparto russo, almeno nell’ottica di un mantenimento di valori bassi per il rublo e quindi anche del petrolio.

I prossimi giorni e il test dei livelli ai quali ora il cambio è vicino chiariranno presto l’andamento, almeno a breve termine, di USD/RUB.

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