Fondo pensione: aderire e versare non sono la stessa cosa (e saperlo può fare la differenza)

Pietro Pisello

13/05/2025

C’è una differenza tra l’adesione formale a un fondo pensione e l’effettivo versamento dei contributi, che può tradursi in importanti benefici fiscali.

Fondo pensione: aderire e versare non sono la stessa cosa (e saperlo può fare la differenza)

Nei giorni scorsi abbiamo approfondito i più recenti chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate, resi attraverso una risposta a un interpello, in merito al corretto calcolo dell’anzianità utile per beneficiare del regime fiscale agevolato nei casi in cui un contribuente abbia aderito, nel corso del tempo, a più fondi pensione. Il documento, però, ha offerto anche l’occasione per affrontare un altro aspetto di grande rilievo, spesso sottovalutato sia dai contribuenti che dagli operatori del settore: la distinzione tra l’adesione formale a una forma pensionistica complementare e l’effettivo versamento dei contributi, una differenza che, se conosciuta e gestita consapevolmente, può tradursi in importanti benefici fiscali.

Fondo pensione: il vantaggio fiscale per gli aderenti di lungo corso

Il sistema fiscale delle forme di previdenza complementare prevede un trattamento di favore per chi vi aderisce in modo continuativo e duraturo. Il decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252 stabilisce, infatti, un regime di tassazione agevolato per alcune prestazioni erogate dai fondi pensione, premiando la permanenza nel tempo con un’imposta ridotta. In particolare, per le somme corrisposte sotto forma di capitale o rendita al momento del pensionamento — come le prestazioni finali maturate al termine del piano previdenziale — è prevista una ritenuta a titolo d’imposta con aliquota ordinaria del 15%, che può progressivamente scendere fino al 9%.
La riduzione dell’aliquota avviene in modo graduale: per ogni anno di partecipazione al sistema che eccede il quindicesimo, l’imposta si abbassa dello 0,30%, fino a un massimo di sei punti percentuali.

Fondo pensione Fondo pensione Tassazione separata al momento dell'erogazione

Questo meccanismo è pensato per incentivare l’adesione stabile e continuativa alle forme pensionistiche complementari, riconoscendo un vantaggio concreto a chi sceglie di costruire nel tempo la propria integrazione pensionistica. La tassazione agevolata si applica, dunque, alle prestazioni finali erogate al momento della maturazione del diritto alla pensione complementare, esclusi alcuni tipi di anticipazione e i riscatti, che possono seguire regole diverse. Attenzione però: un punto spesso frainteso riguarda il significato di «partecipazione» alla previdenza complementare.

Fondo pensione: adesione e versamento non sono la stessa cosa

La normativa in materia di previdenza complementare fa riferimento all’adesione formale a una forma pensionistica e non richiede, ai fini fiscali, che vi siano stati effettivi versamenti di contributi nel tempo. Questo importante principio è stato recentemente ribadito anche dall’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 29 dell’11 aprile 2025, nella quale sono stati forniti chiarimenti sul calcolo dell’anzianità di partecipazione per il calcolo della tassazione agevolata nei casi in cui un contribuente abbia aderito contemporaneamente a più fondi pensione.
In particolare, scrive l’Agenzia, con la circolare n. 70 del 18 dicembre 2007, è stato precisato quanto segue:

«Ai fini della determinazione dell’aliquota applicabile in sede di ritenuta, si ritiene che il ’’periodo di partecipazione’’ debba essere individuato con riferimento agli anni di mera partecipazione, a prescindere dall’effettivo versamento dei contributi. Pertanto, dovranno considerarsi utili tutti i periodi di iscrizione a forme pensionistiche complementari, per i quali non sia stato esercitato il riscatto totale della posizione individuale, come chiarito nella deliberazione COVIP del 28 giugno 2006»

È possibile, infatti, aderire a un fondo pensione e rimanere iscritto anche senza effettuare concretamente alcun versamento, per scelta personale o per assenza di contribuzione da parte del datore di lavoro. Un chiarimento che può incidere in modo significativo su una corretta pianificazione previdenziale.
Si pensi a tutte quelle situazioni in cui, pur essendo consapevoli delle criticità del sistema previdenziale pubblico, non si riesce ad aderire subito a un fondo pensione con versamenti regolari a causa di disponibilità economiche limitate. È il caso, ad esempio, di chi preferisce rimandare l’adesione fino al termine del pagamento di un mutuo o di altri impegni finanziari rilevanti. In questi casi, però, sarebbe più opportuno seguire una strategia diversa: aderire subito a un fondo pensione, anche senza iniziare da subito a versare. Una volta completati gli altri impegni, si potrà cominciare con i contributi ricorrenti.
In questo modo, pur mantenendo inizialmente la posizione individuale a saldo zero, si inizieranno comunque a maturare gli anni di adesione utili ai fini del beneficio fiscale previsto per le prestazioni finali. Una semplice scelta di tempismo che può tradursi, in prospettiva, in un risparmio concreto al momento della pensione.