Fattura non pagata: cosa fare quando un cliente non paga

Patrizia Del Pidio

25 Gennaio 2023 - 15:12

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Per un qualsiasi professionista o lavoratore autonomo una fattura non pagata risulta essere un problema. Ecco cosa fare di fronte a un cliente che non paga.

Fattura non pagata: cosa fare quando un cliente non paga

Non è raro che un libero professionista, un lavoratore autonomo o una società si trovino alle prese con importi fatturati e non incassati. Ma cosa fare di fronte a una fattura non pagata e a un cliente che non paga? La strada è quella di procedere con l’invio di un sollecito di pagamento a cui segue, in mancanza di riscontro, un atto di precetto.

La fattura non pagata è un problema non indifferente per chi la emette perchè genera un problema di liquidità che potrebbe, a sua volta, creare difficoltà nel saldare fatture ai propri fornitori. Per questo è importante che il pagamento di una fattura emessa a un soggetto diverso da un consumatore finale, sia pagata entro 30 giorni dalla data di emissione del documento. O, comunque, entro i termini stabiliti tra chi la emette e chi la salda che possono anche essere superiori ai 30 giorni.

Fattura non pagata, cosa fare?

La prima cosa di cui tenere conto quando ci si trova di fronte a un cliente che non salda una fattura entro i termini previsti, è di aggiungere gli interessi di mora alla somma concordata. Tali interessi vanno calcolati in base al tasso fissato dalla BCE.

Il soggetto che emette la fattura, inoltre, ha il diritto di vedersi rimborsate anche tutte le spese che sostiene per recuperare i crediti non pagati ai quali si possono aggiungere anhce altri costi sostenuti.

Quando si invia il sollecito di pagamento al cliente che non paga è sempre meglio farlo con metodi di spedizione che certifichino l’avvenuta ricezione del documento. I metodi ideali, quindi, sono o la raccomandata con ricevuta di ritorno (a/r) o la Pec.

Come si scrive una lettera di sollecito per fattura non pagata?

Per scrivere una lettera di sollecito per fattura non pagata bisogna inserire specifici dati e in alcuni casi sull’avviso è necessario apporre anche una marca da bollo. Ma vediamo come procevere.

Nel sollecito bisogna indicare chiaramente i dati identificativi di chi richiede il pagamento (il creditore), la data, il numero e l’import della fattura per la quale si sollecita il pagamento. Se eventualmente sono state inviate altre lettere di sollecito anche il numero di quante ne sono state inviate precedentemente a quella che si sta inviando.

Se si sta scrivendo un primo sollecito è bene tenere presente che solitamente ci si pone in modo bonario e la lettera deve essere redatta come se fosse una nota informativa. Il mancato pagamento di una fattura, infatti, può essere imputabile anche ad una svista.

Quando va apposta la marca da bollo da 2 euro? Se la lettera indica un importo superiore a 77,47 euro è necessario apporre una marca da bollo di 2 euro. Se, invece, l’importo è inferiore a tale cifra o non si indica l’importo da saldare, non serve alcuna marca da bollo.

Secondo sollecito per fattura non pagata

Quando si invia il secondo sollecito si deve essere più incisivi rispetto al primo. Perchè in questo caso si è sicuri che non si tratta di una svista o una dimenticanza. In questo secondo sollecito si deve invitare esplicitamente a saldare entro un preciso termine la fattura non pagata.

Anche in questo caso è necessario riportare tutti i dati presenti nel primo sollecito (quelli del creditore e della fattura per la quale si chiede il pagamento). Potrebbe essere utile anche minacciare il ricorso a vie legali nel caso il mancato pagamento si protragga oltre il termine indicato.

Se anche il secondo sollecito non sortisse gli effetti sperati il consiglio è quello di rivolgersi ad un legale per costituire mettere in mora il cliente che non ha pagato.

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