Marca da bollo su fattura, quando è obbligatoria e chi paga

Caterina Gastaldi

15 Novembre 2022 - 16:33

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La marca da bollo su fatture è obbligatoria in alcuni casi specifici, come per le prestazioni occasionali se vengono superati i 77,47 euro.

Marca da bollo su fattura, quando è obbligatoria e chi paga

Chi emette fatture nel corso dell’anno può essere obbligato ad applicarvi il contrassegno del valore di 2 euro. Ma quand’è che la marca da bollo su fattura è obbligatoria? Come regola generale, il contrassegno viene utilizzato sui documenti dal valore superiore a 77,47 euro, quando non è previsto il versamento dell’Iva.

Si tratta, per esempio, delle fatture del regime forfettario, o delle prestazioni occasionali. In tutti i casi di franchigia di Iva infatti, l’utilizzo della marca da bollo sulla fattura ha il compito di assolvere al versamento dell’Iva mancante.
Di seguito tutte le informazioni necessarie per poter utilizzare il contrassegno nel modo corretto ed evitare sanzioni.

Marca da bollo su fattura: a cosa serve e come si usa

Per le operazioni del valore superiore ai 77,47 euro, per cui non è previsto il versamento dell’Iva, è necessario apporre sulla fattura la marca bollo del valore di due euro. Come accennato, in questo caso sarà il contrassegno ad assolvere all’Iva mancante.

Le modalità per utilizzare la marca da bollo sono due:

  • fisica, acquistabile in tabaccheria;
  • digitale, dopo aver ricevuto il permesso dall’Ade.

La marca da bollo fisica si acquista in tabaccheria. Si tratta di un contrassegno adesivo che bisognerà applicare sulla fattura cartacea, solitamente in alto a destra. Questo va utilizzato prima di consegnare il documento al cliente, e può venire acquistato da chiunque.

Quando si acquista la marca da bollo, questa è datata. Per legge, la data presente sul contrassegno deve essere pari o precedente a quella di emissione della fattura.

Per poter utilizzare la marca da bollo virtuale invece è necessario richiedere il permesso all’Agenzia delle Entrate.

Chi deve utilizzare la marca da bollo

Ad applicare la marca da bollo su fattura sono i contribuenti che svolgono operazioni fuori dal campo dell’Iva. O, in generale, è da utilizzarsi in tutte le operazioni che non prevedono il calcolo e il versamento dell’Iva.

La marca da bollo su fattura è obbligatoria per le operazioni superiori ai 77,47 euro in diversi casi. Le più comuni sono:

  • documenti per le prestazioni occasionali;
  • le operazioni per i contribuenti a regime agevolato, o nuovi minimi;
  • le diverse operazioni internazionali non imponibili sullo stesso piano, come nel caso di esportazioni o servizi;
  • le operazioni esenti, come le spese mediche o le attività culturali;
  • le operazioni in franchigia da Iva, come quelle a regime forfettario.

Marca da bollo e fattura: chi la paga?

Siccome la marca da bollo va applicata sulla fattura prima dell’emissione e dell’invio, a pagarla solitamente è la persona che emette la fattura. Tuttavia, se è vero che l’obbligo di apporre fisicamente la marca da bollo è del prestatore, anche il cliente ha le sue responsabilità.

Infatti sia la responsabilità del pagamento del contrassegno, sia le eventuali sanzioni per il mancato utilizzo, sono di entrambe le parti. Quindi, chi deve pagare la marca da bollo? Dipende da come viene deciso tra cliente e prestatore, anche se di base è il prestatore ad acquistare e pagare la marca da bollo da 2 euro.
Se il costo della marca da bollo è:

  • a carico del prestatore d’opera, l’importo non va inserito in fattura.
  • a carico del cliente, l’importo verrà indicato in fattura come operazione esclusa dalla base imponibile dell’Iva.

Fattura cartacea e marca da bollo

La marca da bollo fisica, ovvero il contrassegno adesivo, va applicata direttamente sulla fattura cartacea. La data della fattura deve essere pari o antecedente a quella riportata sulla marca da bollo. Proprio per questo è comune comprare più marche da bollo da poter utilizzare nel tempo.

Una volta applicato il contrassegno, in una zona ben visibile, bisognerà poi affrancarlo nella copia originale che verrà consegnata al cliente. Le altre copie devono riportare la dicitura “imposta di bollo assolta sull’originale”, specificando il numero identificativo.

Nel caso in cui l’invio della fattura cartacea avvenisse in Pdf, bisognerà muoversi in maniera molto simile. È sempre più comune, infatti, stampare la fattura, applicare la marca da bollo, scannerizzare il documento e inviare la fattura bollata al cliente. Lo svolgimento corretto dell’operazione è il seguente:

  • applicare la marca da bollo sulla fattura, scannerizzarla, e conservare l’originale;
  • indicare sul documento Pdf sia la dicitura “imposta di bollo assolta sull’originale”, sia il numero identificativo;
  • inviare il Pdf al cliente.

Marca da bollo telematica

L’imposta di bollo può essere assolta anche telematicamente. Questa opzione non è disponibile per tutti, ma si rivolge a coloro che hanno ottenuto il permesso dall’Agenzia delle Entrate. La procedura prevede un invio preventivo delle marche da bollo che si utilizzeranno nel corso dell’anno all’Agenzia delle Entrate.

Una volta inviata la stima dei documenti che si pensa di ricevere e inviare nel corso dell’anno, l’Agenzia delle Entrate approverà l’autorizzazione. A questo punto, il costo totale delle marche da bollo per i documenti stimati verrà diviso in rate bimestrali.

Entro il 31 gennaio dell’anno seguente bisognerà presentare la “Dichiarazione annuale dell’imposta di bollo assolta in modo virtuale”. All’interno della dichiarazione saranno evidenziate eventuali discordanze tra le marche da bollo utilizzate e quelle richieste e già pagate, che verranno sanate.

Le fatture elettroniche seguono una procedura differente. Il versamento avviene in maniera telematica attraverso modello F24 con gli appositi codici.

Sanzioni

La marca da bollo su fattura è obbligatoria in diversi casi, ma cosa succede quando non viene utilizzata?

Il rischio è quello di incappare in una sanzione amministrativa di importo pari al doppio, o al quintuplo dell’imposta o della maggiore imposta evasa. In questo caso sia il prestatore d’opera, sia il cliente, sono passibili di sanzioni. Quindi, nel caso in cui un cliente si rendesse conto di aver ricevuto fatture senza la marca da bollo, sarà sua cura farlo presente per tempo al prestatore.

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