Fattura elettronica: sanzioni dal 1° luglio 2019 per invio in ritardo

Fattura elettronica: dal 1° luglio 2019 verranno sanzionati gli invii in ritardo, il Senato non ha approvato la proroga delle sanzioni di nove mesi. A dichiararlo è il sottosegretario al MEF Massimo Bitonci. Ecco le novità in vista dell’avvio dell’obbligo fissato a inizio anno.

Fattura elettronica: sanzioni dal 1° luglio 2019 per invio in ritardo

Fattura elettronica: le sanzioni verranno applicate dal 1° luglio 2019 per l’invio in ritardo dei dati, dal momento che la proposta di una proroga fino a settembre non è stata approvata al Senato.

Niente proroga fino a settembre 2019 della moratoria sulle sanzioni per l’invio in ritardo delle fatture elettroniche: la novità è stata annunciata dal sottosegretario al MEF Massimo Bitonci durante i lavori al Senato per la conversione in legge del decreto fiscale 2019, attualmente in discussione in Aula.

Si fa un passo indietro in tema di sanzioni per le trasmissioni in ritardo della fattura elettronica e se fino ad oggi i titolari di Partita IVA hanno sperato nel “contentino” che avrebbe previsto ulteriori tre mesi per invii più elastici, ora dovranno rassegnarsi ad adeguarsi per tempo.

Se non vorranno incorrere in sanzioni, dal 1° luglio 2019 gli operatori IVA dovranno essere perfettamente adeguati alla nuova modalità di invio digitale dei dati, che prevede la trasmissione di questi ultimi entro dieci giorni dall’effettuazione dell’operazione.

Si ricorda che l’obbligo di fattura elettronica entrerà in vigore dal 1° gennaio 2019 nonostante le criticità in tema di privacy sollevate dall’Autorità Garante che non hanno scalfito tale avvio.

Quanto al polverone alzato in riferimento al trattamento dei dati della fattura elettronica non conforme alla normativa europea del GDPR, il Garante Privacy e l’Agenzia delle Entrate hanno avviato un tavolo tecnico per porre rimedio alle numerose criticità relative alla modalità di invio digitale.

Fattura elettronica: sanzioni dal 1° luglio 2019 per invio in ritardo

Nessuna proroga in tema di fattura elettronica né per quanto riguarda le sanzioni che saranno applicate dal 1° luglio 2019 per i dati inviati in ritardo, né per l’entrata in vigore dell’obbligo che partirà dal prossimo 1° gennaio.

Sia gli operatori IVA sia i commercialisti che tanto si sono battuti per una proroga della fattura elettronica e per un avvio graduale dell’obbligo dovranno rassegnarsi alla decisione presa dalla commissione Finanze al Senato.

Nel testo del decreto fiscale 2019 le misure in tema di fattura elettronica resteranno quindi invariate, del resto in commissione Finanze al Senato il sottosegretario al MEF Massimo Bitonci ha ribadito quanto già dichiarato in questi giorni dal Ministro dell’Economia Tria e cioè la necessità di avvio dell’obbligo di fattura elettronica dal 1° gennaio 2019 dal momento che, secondo le previsioni del Governo, tale novità garantirà allo Stato un gettito erariale pari a circa 2 miliardi di euro.

Proprio qualche giorno fa, durante i lavori al testo del DL n. 119/2018 per la conversione in legge del decreto fiscale, il sottosegretario al MEF Bitonci aveva aperto uno spiraglio sulla fattura elettronica affermando di voler trovare “una soluzione per chi non può trasmettere immediatamente e magari arrivare fino a settembre per il sistema sanzionatorio”.

Ad oggi tale ipotesi è svanita e la moratoria sulle sanzioni per l’invio in ritardo dei dati di fattura elettronica sarà solo di sei mesi e dal 1° luglio 2019 le trasmissioni fuori tempo massimo verranno sanzionate.

Fattura elettronica: tavolo tecnico tra Garante Privacy e Agenzia delle Entrate

Mentre la fattura elettronica sfreccia imperterrita verso l’imminente entrata in vigore dell’obbligo, il Garante Privacy e l’Agenzia delle Entrate hanno annunciato di aver avviato un tavolo tecnico per risolvere le molte criticità sollevate dall’Autorità e rese pubbliche con la nota del 16 novembre 2018.

Anche se fosse stata approvata la proroga di tre mesi delle sanzioni per i ritardi nell’invio dei dati di fattura elettronica, questa sarebbe stata una magra consolazione per gli operatori IVA obbligati all’obbligo dal 2019.

Tuttavia ai lavoratori autonomi non è stato concesso neanche questo ulteriore periodo di elasticità delle sanzioni, e risulta ormai evidente come le priorità del Governo siano ben altre e relative al bilancio dello Stato.

Esclusa la possibilità di una moratoria sulle sanzioni fino a settembre 2019 ora gran parte dell’attenzione dei titolari di Partita IVA sarà rivolta alla questione ancora aperta del trattamento dei dati personali non conforme al GDPR.

Attualmente il Garante della Privacy e l’Agenzia delle Entrate hanno avviato un tavolo tecnico per lavorare sulle principali fragilità legate alla modalità di invio digitale dei dati.

La principale fragilità della fattura elettronica è infatti rappresentata proprio dal rischio contro cui andrebbero incontro i dati economici e la privacy di tutte le imprese italiane, come è stato fatto presente dall’Associazione Nazionale dei Commercialisti con il comunicato stampa del 20 novembre 2018.

In attesa di ulteriori novità in tema di fattura elettronica, l’augurio per tutti gli operatori IVA è che l’Autorità Garante e l’Agenzia delle Entrate trovino le soluzioni migliori per quel che concerne la protezione dei dati personali entro l’approvazione del testo definitivo della Legge di Bilancio 2019 previsto per il mese di dicembre 2018.

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