Fattura elettronica, ANC: a rischio i dati economici delle imprese italiane

Fattura elettronica: i dati economici e la privacy delle imprese sono a rischio. Con il comunicato stampa del 20 novembre 2010 l’ANC esorta il Governo a pensare più alla sicurezza che al gettito fiscale.

Fattura elettronica, ANC: a rischio i dati economici delle imprese italiane

La fattura elettronica mette a rischio i dati economici delle imprese italiane, ad affermarlo è l’ANC che, con il comunicato stampa del 20 novembre 2018, ha sottolineato le reali criticità legate alla privacy.

L’Associazione Nazionale dei Commercialisti attacca duramente il Governo che a seguito del richiamo del Garante Privacy ha prontamente fornito la “soluzione” di escludere medici e farmacisti dall’avvio dell’obbligo di fattura elettronica previsto per il 1° gennaio 2019.

L’ANC si mostra a dir poco allibita in seguito alle dichiarazioni del Ministro dell’Economia Tria che, esponendo la problematica legata al gettito fiscale, conferma la necessità dell’imminente entrata in vigore dell’obbligo di fattura elettronica.

Per quel che riguarda la privacy, l’ANC fa presente che le vere criticità della fattura elettronica sono rappresentate dai dati economici di tutte le imprese italiane, più che dalle informazioni sanitarie comunque a rischio.

Fattura elettronica, ANC: a rischio i dati economici delle imprese italiane

Con il comunicato stampa del 20 novembre 2018 l’ANC si è pronunciata sulle ultime novità in tema di fattura elettronica e relativo rischio per la privacy delle imprese.

L’Associazione Nazionale dei Commercialisti ribadisce il fatto che la nuova modalità digitale di invio dei dati prevista dalla fattura elettronica è stata disposta dall’Agenzia delle Entrate senza l’autorizzazione del Garante Privacy, il quale ha sollevato numerose criticità legate alla procedura.

La fattura elettronica così com’è attualmente disposta non può entrare in vigore poiché espone una sproporzionata raccolta di informazioni personali minando la privacy dei cittadini.

Il rischio per la privacy dei lavoratori italiani va ben oltre le informazioni sanitarie tirate in causa dal Governo, ad essere in pericolo sono infatti i dati economici di tutte le imprese italiane.

Se la fattura elettronica non verrà resa più sicura e quindi conforme alla normativa UE prevista del GDPR, i dati del sistema economico dell’Italia correranno il rischio di usi impropri da parte di terzi.

Fattura elettronica: il gettito fiscale è più importante della privacy?

Il Governo intende avviare l’obbligo di fattura elettronica nonostante le criticità sollevate dall’Autorità Garante in tema di trattamento dei dati personali. Che lo Stato pensi più alle sue casse che alla privacy dei propri cittadini?

Il Ministro dell’Economia Tria è stato chiaro nel dichiarare che la fattura elettronica deve entrare in vigore il 1° gennaio 2019 perché tale misura garantirà un gettito fiscale pari a 1,9 miliardi di euro e non c’è tempo per reperire altrove risorse economiche da inserire nella Legge di Bilancio 2019 entro fine anno.

Da parte sua, l’Associazione Nazionale dei Commercialisti dichiara di non voler perdere di vista la fragilità del sistema di fatturazione elettronica relativa alla sicurezza dei dati, sottolineando come sia proprio questo il punto dolente su cui lavorare.

Non è sufficiente e risulta inefficace oltre che grottesca la soluzione del Governo che, spinto da esigenze di gettito erariale, afferma di voler porre rimedio escludendo i medici e farmacisti dall’avvio dell’obbligo di fattura elettronica che partirà come previsto il 1° gennaio 2019, parola del Ministro del Tesoro Tria, ma il fatto che a dirlo sia il principale responsabile del bilancio dello Stato non è di grande aiuto.

Tuttavia i dati sanitari, fa presente l’ANC, sono solo una minima parte dei rischi cui andranno incontro gli italiani, pertanto il gettito erariale o altri ignoti interessi governativi “non possono prevalere sulla sicurezza dei dati del sistema economico del Paese”.

A tal riguardo il Presidente dell’ANC Marco Cuchel ha affermato:

“Ancora una volta sembra prevalere il gettito a questioni ben più importanti che dovrebbero avere la priorità in uno Stato di Diritto, quali la salvaguardia dei dati aziendali riguardanti anche i brevetti. Tutto l’impianto della fattura elettronica deve essere riconsiderato, in quanto, ad oggi, non presenta un livello di sicurezza sufficiente.”

In conclusione al comunicato l’ANC dichiara di aver apprezzato quanto detto in Commissione Finanze al Senato dal Presidente Alberto Bagnai, ovvero che “sarebbe da irresponsabili trascurare le segnalazioni ricevute dalle Autorità indipendenti e dalle Associazioni di Categoria”.

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