Fattura elettronica: che fine ha fatto la delega telematica unica per gli intermediari?

Fattura elettronica: ancora nessuna novità sul fronte della delega unica telematica per gli intermediari. Esposto dell’ANC su rischio privacy e pratica commerciale scorretta delle Software house.

Fattura elettronica: che fine ha fatto la delega telematica unica per gli intermediari?

Che fine ha fatto la delega telematica massiva (cioé valida per tutti i servizi online) per la gestione della fattura elettronica?

Le semplificazioni in discussione in materia di fattura elettronica riguardano anche e soprattutto, dato il momento, la delega unica telematica all’intermediario incaricato dal contribuente.

Ad anticipare la novità fu la stessa Assosoftware nei mesi scorsi.

Al momento, il lavoro di semplificazione nel conferimento della delega per l’utilizzo dei servizi di fatturazione elettronica sta causando non pochi disagi. Molti uffici dell’Agenzia delle Entrate, infatti, non accettano più le deleghe cartacee, con la conseguenza di viaggi a vuoto dei professionisti che operano come intermediari per i propri clienti.

Disagi causati da una circolare interna con la quale, stando alle testimonianze di molti professionisti, l’Agenzia delle Entrate avrebbe richiesto nelle ultime settimane la presentazione di una procura notarile per la consegna del modulo di delega per i servizi di fatturazione elettronica per conto del contribuente.

Nelle scorse settimane sembrava che la delega telematica unica per gli intermediari incaricati della gestione della fattura elettronica potesse arrivare entro fine settembre; tuttavia, ad oggi essa non è ancora pervenuta e mancano ormai soltanto 72 giorni (feste natalizie incluse...) all’avvio della fattura elettronica obbligatoria.

Modulo per la delega telematica della fattura elettronica: la situazione attuale

Al momento la delega agli intermediari fiscali incaricati deve essere firmata dal cliente e consegnata all’intermediario.

Successivamente l’intermediario può attivarla dal suo ambiente Entratel, scegliendo cinque opzioni di delega:

  • consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche e dei loro duplicati informatici;
  • consultazione dei dati rilevanti ai fini IVA;
  • registrazione dell’indirizzo telematico;
  • fatturazione elettronica e conservazione elettronica dei documenti;
  • accreditamento e censimento dispositivi.

Il contribuente può comunque delegare l’intermediario prescelto anche dal suo Fisconline.

Attenzione: a questo proposito sarà bene informare i propri clienti circa la necessità di attivare Spid nel più breve tempo possibile; a gennaio 2019, infatti, Spid sarà l’unico strumento di accesso ai servizi Fisconline.

Fattura elettronica, denuncia ANC: pratiche commerciali scorrette e rischio privacy

Nel frattempo, l’associazione nazionale commercialisti (ANC) denuncia pratiche commerciali scorrette da parte di alcune aziende associate ad Assosoftware in materia di fattura elettronica.

Ancora alto, sempre secondo l’ANC, il rischio privacy per i contribuenti. Ma andiamo con ordine.

Fattura elettronica: pratiche commerciali scorrette da parte di aziende associate ad Assosoftware
L’associazione nazionale commercialisti ha denunciato innanzitutto alcune pratiche commerciali scorrette da parte di aziende associate ad Assosoftware:

All’Assosoftware viene contestata la condotta di alcune delle aziende associate che stanno veicolando informazioni non corrette, volte a condizionare le scelte dei commercialisti per indurli a non adottare soluzioni indipendenti per la gestione della fatturazione elettronica, paventando inverosimili malfunzionamenti che non potranno essere oggetto di assistenza prevista dal contratto.

L’oggetto della contestazione è stato anche materia per la lettera all’Autorità per la concorrenza. In particolare, è stato evidenziato che il tracciato XML della fattura elettronica è un formato universale: lo stesso, anche quando prodotto da software diversi, rispetto ai gestionali in uso, deve rispondere ad un unico modello regolato dalla Legge italiana.

Risulta evidente, pertanto, che un formato “difforme” o “errato” di fattura elettronica, quando il tracciato risponde alle caratteristiche della normativa, non possa esistere, perché sarebbe lo stesso Sistema di Interscambio gestito dall’Agenzia delle Entrate (SDI) a bloccarne la circolazione

Fattura elettronica: ancora alto il rischio privacy
Ancora alto, inoltre, il rischio di violazione della privacy dei contribuenti.

Secondo l’associazione guidata da Marco Cuchel è ancora alto:

il rischio che i dati contenuti nelle fatture, e che riportano informazioni personali e sulle transazioni commerciali, possano essere oggetto di interesse da parte di terzi, motivati a conoscere le scelte degli operatori economici e profilarne le caratteristiche.

Si è richiesta pertanto una particolare attenzione all’esigenza di prevedere una norma che proibisca del tutto la cessione e qualsiasi uso di detti dati, che non sia connesso allo specifico servizio”.

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