Il fact-checking sulle dichiarazioni di Trump e Biden durante il primo dibattito

Il fact-checking delle dichiarazioni rilasciate da Trump e Biden durante il primo dibattito televisivo.

Il fact-checking sulle dichiarazioni di Trump e Biden durante il primo dibattito

Il dibattito televisivo tra Donald Trump e Joe Biden è stato caratterizzato soprattutto da insulti e interruzioni tra i due candidati. Secondo i primi sondaggi a uscirne meglio è stato l’ex vice-presidente di Obama con il 48% degli intervistati espressi a suo favore, contro il 41% che ha assegnato la vittoria a Trump.

Tuttavia, secondo molti osservatori, i 90 minuti del confronto andato in scena a Cleveland in Ohio sono stati troppo caotici per poter decretare un vincitore netto.

Nonostante questo, però, diventa necessario analizzare le parole dette dai due contendenti e, attraverso un fact-checking, capire chi ha riportato più fatti corretti o, per meglio dire, chi ha mentito di meno sugli argomenti salienti affrontati.

Fact-checking dibattito Trump-Biden: i dati sull’economia

A occupare un ruolo di primo piano tra i temi più importanti del confronto è quello riguardante i dati economici. Secondo Trump la sua amministrazione è riuscita a mettere in piedi l’economia più forte nella storia degli Stati Uniti prima della pandemia da Covid-19

Nonostante il Prodotto Interno Lordo sia effettivamente in crescita, continuando il trend cominciato durante la presidenza Obama, il dato è falso poiché il sistema economico americano ha ottenuto risultati migliori in altri periodi precedenti.

Biden, al contrario, ha criticato l’attuale inquilino della Casa Bianca affermando come il sistema manifatturiero fosse già in crisi prima del coronavirus. In realtà nei primi tre anni del mandato di Trump il settore è risultato in crescita, con circa mezzo milione di nuovi posti di lavoro.

Gestione dell’emergenza coronavirus e vaccino

Un altro aspetto che potrebbe risultare determinante nelle elezioni del 3 novembre è quello legato al coronavirus, sul quale i due competitor si sono scontrati a più riprese nel corso del dibattito.

Biden ha contestato la gestione del virus da parte del governo, sottolineando come gli Stati Uniti rappresentino il 4% della popolazione mondiale, ma che i morti a causa del virus sono il 20% del totale a livello globale.
Un’affermazione abbastanza corretta, essendo circa 206 mila i decessi negli Stati Uniti rispetto al titolare di un milione di morti verificatesi su scala internazionale. In proporzione, però, gli USA occupano la nona posizione se si considera la proporzione di defunti ogni 100mila cittadini.

Trump ha invece ribadito che mancano poche settimane all’introduzione del vaccino anti-Covid. Si tratta di una previsione molto ottimistica con poche possibilità di avverarsi, dato che al momento la prospettiva più rosea è quella di riuscire a distribuire il farmaco ad ogni americano entro aprile 2021.

I pericoli di brogli elettorali con il voto postale

Infine Donald Trump ha sostenuto nuovamente che il voto postale, che si prevede verrà utilizzato da un alto numero di elettori per evitare i rischi di contagio, porterà inevitabilmente a dei brogli elettorali.

La possibilità di manipolazione dell’esito del voto non ha al momento alcun riscontro oggettivo, sebbene alcuni casi isolati siano effettivamente accaduti. Al momento la percentuale di alterazione è però minima e presenta percentuali irrisorie.

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