ETF: gli investitori premiamo chi è capace di innovare

Il 2020 del mercato degli strumenti passivi ci ha finora detto con chiarezza che quello che gli investitori cercano negli emittenti è la capacità di innovare. La view di Francesco Branda, Head of Passive & ETF Specialist Sales Italy di UBS Asset Management.

ETF: gli investitori premiamo chi è capace di innovare

Dall’analisi del mercato europeo degli strumenti passivi è emerso che, piuttosto che considerare il track record dei prodotti, nel 2020 gli investitori europei hanno preferito puntare su strumenti innovativi.

Il risultato è contenuto nell’ultimo report elaborato da Bloomberg Intelligence relativo al mercato europeo degli strumenti passivi (“2020 New Launches Remain Strong”).

Circa il 40% dei 25 miliardi di euro di flussi confluiti verso gli ETP (Exchange Traded Products) europei nel corso dell’anno corrente si è diretto verso strumenti lanciati nel 2019. Secondo Bloomberg Intelligence, questa predisposizione degli investitori a selezionare ETP senza un lungo track-record stimolerà gli emittenti ad essere sempre più innovativi.

UBS: opportunità in due aree

In un contesto in cui anche con la pandemia i lanci di nuovi prodotti quotati sulle borse europee sono rimasti elevati, potrebbe sorgere il problema di trovare margini di innovazione in un mercato degli ETF sempre più affollato e competitivo.

Secondo Francesco Branda, Head of Passive & ETF Specialist Sales Italy di UBS Asset Management, ci sono ancora grandi opportunità in due aree, quella degli ETF a reddito fisso e quella delle soluzioni d’investimento sostenibili.

“Sul primo fronte, nel prossimo futuro l’offerta di ETF obbligazionari sarà notevolmente più raffinata e varia; rivivremo, insomma, l’innovazione vista sugli ETF azionari. Nel complesso ci aspettiamo più soluzioni, diverse da indici core, strategie più innovative e disegnate per rispondere anche ad esigenze guidate dalle autorità di regolamentazione, come ad esempio quelle legate a requisiti di liquidità per alcune tipologie di investitori istituzionali secondo i criteri previsti da Basilea 3”.

L’attenzione alla sfera obbligazionaria passiva è già evidente guardando ai numeri: basti pensare che nei primi sei mesi del 2020, secondo i dati elaborati dalla società di ricerca ETFGI, gli ETF obbligazionari hanno rappresentato più del 62% della raccolta complessiva in Europa.

“Il nostro ruolo di pionieri sul fronte degli ETF sostenibili ci ha consentito di comprendere a fondo e per tempo tutte le dinamiche che si sono poi verificate in questa specifica dimensione dell’universo passivo, con un grande vantaggio competitivo e di visione.

Il futuro, evidenzia Branda, sarà appannaggio di chi farà dell’innovazione un cavallo di battaglia, per andare incontro e, a volte, di anticipare le esigenze degli investitori.

"Si tratta di una peculiarità che puntiamo a mantenere anche perché, come i dati di Bloomberg dimostrano chiaramente, la capacità di innovare è sempre più premiata dagli investitori”.

Argomenti:

ETF UBS Criteri ESG

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