Trading Mercati Azionari: Analisi e livelli operativi dopo UBS-Credit Suisse – 20 Marzo 2023

David Pascucci

20 Marzo 2023 - 12:49

I mercati si preparano ad un crollo di lungo, ma ancora non è il momento giusto. Qui un’analisi del Dax tedesco di lungo periodo

Trading Mercati Azionari: Analisi e livelli operativi dopo UBS-Credit Suisse – 20 Marzo 2023

Articolo prodotto in collaborazione con Scuola di Trading - I mercati aprono la settimana con dei movimenti caratterizzati da forte volatilità in apertura del cash europeo, con fortissimi ribassi subito riassorbiti al rialzo, forti delle voci dell’acquisizione di Credit Suisse da parte del colosso svizzero UBS. La più grande banca svizzera ha di fatto salvato Credit Suisse da un fallimento dovuto ad un mix di danni di di reputazione e errori operativi, notizia molto buona per i mercati che hanno accolto questa notizia compiendo uno squeeze in apertura, vedendo prima forti vendite con conseguenti forti ribassi e una successiva fortissima risalita delle quotazioni, fenomeno visto principalmente sui mercati europei.

In questa settimana gli occhi sono puntati sui dati relativi all’inflazione UK e Giappone, con principale focus sul possibile aumento tassi da parte della Fed previsto per la serata di mercoledì e sui tassi BoE di giovedì. I mercati potrebbero vedere delle dinamiche interessanti per le prossime settimane, pertanto andremo a fare un’analisi di più lungo periodo per capire cosa potrebbe fare il Dax, riferimento per il mercato azionario europeo, nel corso delle prossime settimane prima di un ipotetico forte crollo delle quotazioni.

Tassi Fed, Tassi BoE, Inflazione UK e Giappone

Lato operativo, è finita l’odissea Credit Suisse, quindi il mercato può concentrarsi solo ed esclusivamente su quanto era già in focus prima del terremoto bancario della scorsa settimana. Inflazione, tassi e disoccupazione tornano a gamba tesa nell’interesse degli operatori, perciò ritorniamo a considerare questi fattori con il giusto peso all’interno delle nostre valutazioni.

Mercoledì ci sarà la decisione della Fed in merito ai tassi di interesse con relativa conferenza stampa. Le voci circa un nulla di fatto, ossia di un tasso di interesse stabile ai livelli attuali si fanno sempre più consistenti, ma le voci rimangono tali fino a prova contraria, infatti dobbiamo vedere quali sono i numeri che sottintendono la situazione attuale.

Al momento l’inflazione rimane alta, le banche risultano ancora solide, almeno a quanto detto da Yellen e Powell, pertanto non abbiamo motivi per pensare ad una situazione in cui i tassi non debbano essere mossi, anzi, dobbiamo pensare ad un aumento degli stessi se vogliamo vedere un’inflazione che vada verso un rallentamento vero e proprio.

Secondo il Fed WatchTool, strumento che indica la probabilità di vedere un determinato aumenti dei tassi, indica una probabilità del 65% di vedere un aumento dello 0,25%, mentre il restante 35% vede i tassi rimanere allo stesso livello di quelli attuali, nella forchetta 4,5-4,75%. In pratica è molto probabile vedere un aumento dei tassi dello 0,25%, meno probabile un nulla di fatto sui tassi. L’ipotesi di un aumento dello 0,5% non è però da scartare, anzi, seguirebbe appieno la politica della Fed volta a ridurre l’inflazione, pertanto potrebbe essere un evento sorprendente ma alquanto in linea con la politica attuale. La Fed è l’osservata speciale della settimana.

Attenzione anche ai dati in uscita dagli Uk con l’inflazione e i tassi di interesse che verranno decisi l’indomani della Fed. In Uk la situazione è la peggiore in assoluto, con un’inflazione oltre il 10% e i tassi che non sembrano avere alcun effetto sull’inflazione. Questo fenomeno insolito dovrebbe spaventarci in quanto, prima o poi, questi tassi dovranno ripercuotersi sui mercati e sull’economia e l’effetto potrebbe essere ritardato, caratterizzato da cali fortissimi dell’inflazione.

Questa settimana vedrà anche l’uscita dell’inflazione in Giappone, vista al ribasso al 3,3% contro il 4,3% di quella precedente. Al momento i mercati potrebbero tentare di riprendersi, da qui alle prossime settimane, con la possibilità di vedere di nuovo un test dei minimi ad aprile con accelerazione al rialzo fino a maggio. Vediamo insieme la situazione del Dax tedesco, indice di riferimento per il mercato azionario europeo.

La situazione tecnica del Dax

Per una corretta analisi di lungo periodo, dobbiamo prendere come riferimento il Dax mensile. Sul Dax mensile abbiamo una situazione dove vediamo un palese segnale ribassista di lungo periodo, presagio di un crollo di mercato. Il problema di questi segnali si presenta nell’ordine temporale, ossia, quando avverrà il crollo di mercato? Per rispondere a questa domanda dobbiamo vedere come si è comportato il Dax in precedenza.

Dax grafico mensile Dax grafico mensile I pattern per individuare un crollo su base mensile evidenziati in rosso

Come possiamo vedere nell’immagine, in rosso sono segnate le aree dalle quali è partito un movimento ribassista del Dax e con una freccia rossa il conseguente movimento. Possiamo notare come il Dax, prima di partire al ribasso, ha formato almeno 3 candele sui massimi prima di far partire un movimento ribassista. Nella situazione attuale vediamo solamente 2 candele, di cui l’ultima sta generando un vero e proprio segnale ribassista. Al momento quindi non possiamo parlare di ribasso ma dobbiamo aspettare almeno un altro mese e forse vedere un ribasso vero e proprio a partire da maggio.

Con questo possiamo dire che probabilmente abbiamo ancora tempo per vedere dei mercati tendenzialmente rialzisti con lateralità sui massimi mensili a ridosso dei 15200-15500.

Se vuoi seguire le attività di analisi e vuoi capire come un trader opera e sfrutta le opportunità che il mercato offre, segui Scuola di Trading su Facebook o Youtube.

Ricorda anche che, con l’abbonamento a Money.it, hai diritto al 30% di sconto sull’abbonamento alla Scuola di Trading. Vai alla sezione offerte per ottenere il codice sconto.

DISCLAIMER: Le informazioni contenute all’interno di tutti gli articoli di questo sito hanno un puro scopo DIDATTICO e INFORMATIVO. Gli utenti che utilizzeranno tali informazioni per investire le proprie risorse hanno la piena responsabilità sul proprio operato e sui propri risultati. L’attività di Trading è altamente rischiosa, pertanto operare con informazioni prese senza un calcolo del rischio e del money management, può mettere a serio rischio l’integrità del capitale investito.

Argomenti

# DAX
# UBS