L’ETF per massimizzare il ritorno dei bond a breve termine

My Finance Club

14 Aprile 2023 - 09:28

Quali saranno le prossime mosse delle Banche Centrali dopo il terremoto finanziario causato dal commissariamento della Silicon Valley Bank e dall’acquisizione di Credit Suisse da parte di UBS?

L’ETF per massimizzare il ritorno dei bond a breve termine

Dopo la paura dei rischi sistemici scatenati dal commissariamento di Silicon Valley Bank e dall’acquisizione di Credit Suisse da parte di UBS, il mercato comincia pian piano a normalizzarsi, tornando a focalizzare la sua attenzione sull’inflazione e sulle prossime mosse delle Banche Centrali.

Un atteggiamento nuovamente più aggressivo (probabile) da parte di Powell e soci potrebbe certamente limitare i rischi di aumento del caro vita, ma dall’altro potrebbe riaprire i timori di “spillover” e danni collaterali agli istituti bancari più deboli e meno virtuosi, aggravando un possibile scenario di recessione che potrebbe palesarsi durante l’estate.

Dall’altro, un atteggiamento più moderato (come attualmente sconta il mercato, che prevede un taglio di ca. 0,5% entro fine anno a partire da settembre) rischierebbe di far ripartire l’inflazione, potenzialmente avvitandola in una spirale inflazionistica.

Fonte: Fonte: Cetera Investment Management

Per cercare di beneficiare dell’uno o dell’altro scenario con un discreto rendimento, in questo momento ha decisamente senso posizionarsi su asset a bassa duration (ovvero che siano poco sensibili alla variazione dei tassi di interesse). E la duration è funzione, tra le altre cose, della “maturity” di un determinato strumento finanziario e della sua cedola (tanto più alta è la cedola, tanto meno sensibile sarà lo strumento).

L’asset che corrisponde a questo identikit è il bond “high yield” a breve termine: essi sono strumenti emessi generalmente da controparti più deboli (con rating inferiore alla soglia “investment grade”, cioè BBB-), ma che hanno il vantaggio di essere a scadenza relativamente breve, riducendo dunque i rischi di non riuscire a ripagare lo strumento ai propri detentori.

Lo strumento mostra buoni upside in ambo gli scenari sopra descritti: infatti in caso di aumento dei tassi da parte della banca centrale, esso subirà una svalutazione, ma comunque più modesta vista la breve durata e che comunque verrà ampiamente compensata dalla sua cedola molto più elevata rispetto a quella di un bund tedesco o di un Treasury americano. In caso di taglio degli interessi invece, lo strumento tenderà ad apprezzarsi, sia per l’ovvia riduzione dei tassi sottostanti, sia per il fatto di scontare in positivo il maggiore supporto della Banca Centrale a controparti più deboli finanziariamente (ovvero le emittenti degli “high yield bond”).

Fonte: Fonte: Corporate Finance Institute

Gli “high yield” sono una categoria che vediamo molto favorevolmente per il rimbalzo dei mercati atteso nel corso del 2024 e che invece devono essere presi “a piccole dosi” (cioè con scadenze brevi) quest’anno, visti i rischi macroeconomici attuali. Ecco dunque la nostra proposta:

Lyxor BofAML EUR Short Term High Yield Bond UCITS ETF - Dist (HYS IM)

ISIN: LU1617164998

Mercato: Borsa Italiana

Descrizione: L’ETF in oggetto è un fondo passivo in Euro a distribuzione (le distribuzioni avvengono una volta l’anno a luglio). Lo strumento è a replica sintetica (realizzato tramite un derivato swap con Société Générale) e riproduce le performance dell’indice BofA Merrill Lynch BB-CCC 1-3 Year Euro Developed Markets High Yield Constrained, che incorpora quelle obbligazioni societarie in euro, con rating Sub-Investment Grade (o “junk”, spazzatura), con scadenza tra 1 e 3 anni ed in cui la massima esposizione consentita per singolo strumento è del 2%.

Metodologia di investimento: l’ETF in proposta è uno strumento che può essere mantenuto con profitto su un orizzonte di 2 anni circa, in maniera tale da assicurarsi un rendimento rilevante. Mantenendo lo strumento più a lungo, ci si espone all’effetto “rolling”: esso riguarda il rifinanziamento continuo dei bond “high yield” in scadenza, che andranno progressivamente ad offrire rendimenti inferiori sulla politica maggiormente espansiva di Fed e BCE e finiranno poi per soffrire in caso di nuovo ciclo aggressivo delle stesse, proprio come successo nel 2020-21, quando lo stimolo monetario ha generato un rendimento annuo del 2%, seguito dalla politica ultra-aggressiva del 2022 in cui il rendimento è stato negativo del 5%. Ovviamente, considerata la base di partenza attuale molto bassa, il rendimento dei prossimi due anni sarà significativamente superiore al 2% del 2020-21 e più vicino al 5-7% annuo.

Dimensione del fondo: EUR 109mln

Costi: l’ETF ha un costo di gestione complessivo (TER) pari a 0,30%. Non ci sono commissioni di entrata o uscita.

Punti di forza:

  • Buona diversificazione di attivi: l’ETF conta ben 254 strumenti obbligazionari al suo interno, di cui i primi 10 valgono all’incirca l’8% del totale investito. I primi 5 titoli sono rappresentati da bond in Euro di Ford Motor (automotive), Vodafone (telecomunicazioni), Faurecia (automotive), Lorca Telecom (telecomunicazioni) e Banco de Sabadell (banche). La diversificazione settoriale è comunque molto buona e rappresentata primariamente da titoli Finanziari, di società di Beni di Consumo Discrezionali e da società di Comunicazione, che insieme valgono il 63% dell’investito.
Fonte: Fonte: Corporate Finance Institute
  • Duration molto contenuta: la duration modificata, ovvero la sensibilità del portafoglio bond alla variazione dei tassi di interesse, è di appena 1,7 anni. Questo vuol dire che in caso di aumento dei tassi di interesse dell’1%, l’ETF potrebbe subire una svalutazione dell’1,7%. La resilienza è assicurata dai bond in portafoglio, che hanno tutti vita residua inferiore a 3 anni.
Fonte: Fonte: Lyxor
  • Rendimento estremamente interessante: l’ETF ha attualmente un rendimento annuale alla scadenza (“yield to maturity”) del 6,5%, molto interessante nonostante la duration molto limitata e favorita dall’attuale inversione della curva dei tassi (che attualmente mostra rendimenti più alti nel breve termine rispetto a quelli di più lungo periodo, per via delle incertezze legate alla recessione). Tale rendimento è significativamente superiore a quello offerto dalle obbligazioni senza rischio, come i bund tedeschi di pari scadenza attualmente vicino al 2,7%. Il differenziale tra 6,5% e 2,7% offre ampio margine per compensare eventuali rischi di fallimento potenziale di alcune componenti dell’ETF in oggetto.
  • Volatilità molto bassa: trattandosi di un ETF obbligazionario a breve termine e con cedole elevate, la volatilità dello strumento è molto bassa, con una deviazione standard di poco inferiore al 9%.
  • Buona diversificazione geografica: come da grafico, il fondo presenta un’esposizione equilibrata tra Paesi dell’Europa Periferica (Italia, Spagna, Grecia, Portogallo), maggiormente suscettibili ai periodi di negatività economica, e Paesi dell’Europa “core” (come Germania, Francia e Olanda). In aggiunta, il 10% delle emittenti è rappresentato da società americane che hanno emesso obbligazioni in Euro.
Fonte: Fonte: Lyxor
  • Ripartizione di rischio soddisfacente: l’ETF è esposto solo alla categoria di bond “high yield” (con rating inferiore alla “BBB-”). Ma tale esposizione è ragionevole da un punto di vista di rischio di credito, visto che il 75% è rappresentato da controparti in fascia “BB” (relativamente meno rischiose), il 19% da controparti rischiose “B” e appena il 6% da controparti estremamente rischiose con rating “CCC”.
Fonte: Fonte: Lyxor

In base all’attuale breakdown di rating, la Probabilità di Default media ponderata a un anno per tali bond è del 2,6% (contro lo 0% del bund tedesco). A fronte di tale rischio, il rendimento annuo è del 6,5% (vs. 2,7% del bund tedesco). Per questo motivo, il mispricing attuale di rischio-rendimento tra high yield e bund favorisce l’investimento nella prima delle due asset class.

Fonte: Fonte: My Finance Club
  • Il costo generale dell’ETF è basso (TER dello 0,30%), sia in termini assoluti sia se comparato a strumenti simili disponibili attualmente sul mercato.

Punti di debolezza:

  • Rischio macroeconomico: in caso di continuo aumento dei tassi da parte della BCE e della Fed, il numero di fallimenti societari tenderà ad aumentare, rischiando di impattare sul rendimento dello strumento. Tuttavia, da un lato, le agenzie di rating prevedono tassi di default comunque abbastanza modesti e gestibili e, dall’altro, come notato, l’attuale rendimento annuo più che compensa i rischi di credito delle controparti.
  • Tracking difference relativamente elevata: l’ETF replica l’indice benchmark in maniera non perfetta, con una tracking difference pari a -1,71% su un orizzonte temporale di 3 anni.
  • Dimensione del fondo contenuta: l’ETF ha una dimensione abbastanza contenuta e pari ad appena EUR 109mln, che conferisce minore liquidità e uno spread tra prezzo di acquisto e vendita (bid-ask spread) un po’ più ampio della norma.

Giudizio: 8-/10

Dettagli del giudizio

Volatilità: Bassa

Diversificazione per tipologia di strumento: Buona

Diversificazione geografica: Buona

Concentrazione settoriale: Limitata

Fondamentali finanziari: Soddisfacenti

Costi: Relativamente contenuti

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