Elezioni USA e Covid-19: incertezza alle stelle

Già di per sé fonte di incertezza, le elezioni statunitensi in tempi di pandemia rischiano di farci piombare in un periodo di incertezza prolungata, tra timori di ricorsi ed elezione contestata. Sarà un autunno caldo

Elezioni USA e Covid-19: incertezza alle stelle

Si scaldano i motori in vista delle elezioni a stelle e strisce. Già “carico” di tensioni, quest’anno l’appuntamento elettorale più importante del pianeta si trova a fare i conti con un elevatissimo tasso di polarizzazione dell’elettorato e con i fattori contingenti legati alla pandemia.

Tra questi troviamo una campagna elettorale “virtuale”, la difficoltà per lo svolgimento del voto, le contestazioni che potrebbero accompagnare il voto postale e la positività del Presidente al Covid-19.

Proviamo a farci largo tra queste numerose incertezze grazie all’aiuto della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, che in un focus sugli Stati Uniti intitolato “Elezioni USA ai tempi di COVID-19: incertezza alle stelle” ha analizzato i possibili scenari di un appuntamento così importante.

L’economia

I programmi elettorali di Trump e Biden, rilevano gli esperti della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, divergono sulle misure specifiche di politica fiscale, ma condividono l’implicazione finale di ampliamento del deficit nel prossimo decennio.

“Su tutti i temi, e in particolare su quelli di politica economica, comunque, le conseguenze dei manifesti elettorali sono solo teoriche, dato che dipendono largamente dalla combinazione di maggioranze fra la presidenza e i due rami del Congresso”, riporta lo studio.

Per quanto riguarda la politica fiscale, il programma di Trump potrebbe essere riassunto con due meno: meno tasse, meno spese; per quello di Biden è invece possibile usare due più: più tasse, più spese.

“La principale differenza fra i manifesti economici dei candidati sta nel grado di redistribuzione fra classi di reddito. Il piano Biden è fondato su una redistribuzione dalle classi molto alte di reddito verso quelle medio-basse, attraverso interventi sia sulle imposte sia sulla spesa”.

Commercio estero

In caso di conferma dell’attuale inquilino della Casa Bianca, gli esperti stimano una prosecuzione delle tensioni commerciali sia con la Cina (tramite ulteriori incrementi dei dazi), sia con gli altri partner commerciali, che hanno ora deficit più ampi per via della deviazione dei flussi dalla Cina verso altri produttori.

La situazione potrebbe essere più “morbida” in caso di affermazione di Biden anche se l’impostazione generale è destinata a restare la stessa.

Immigrazione

Con Trump è stimata una prosecuzione della linea dura per ridurre l’immigrazione, legale e illegale, mentre con Biden dovremmo assistere ad una tutela ed espansione della componente legale.

Elezioni Usa: chi vincerà?

La media dei sondaggi, riporta la Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, dà margini di vantaggio in crescita per Biden, una maggioranza confermata ai democratici alla Camera e indicazioni incerte per il Senato (ora in mano ai repubblicani con 53 seggi contro i 47 di democratici e indipendenti).

Stando ai sondaggi condotti successivamente al dibattito presidenziale, il vantaggio di Biden dovrebbe essere cresciuto.

Possibili scostamenti potrebbero essere legati al fatto che il Presidente viene nominato dall’Electoral College, dove c’è un bias favorevole a Trump dovuto all’inclinazione relativamente più pro-repubblicana negli stati chiave rispetto alla distribuzione nazionale.

Per Camera e Senato, attualmente lo scenario centrale è di Congresso diviso (Camera democratica, Senato repubblicano).

“Ma le previsioni per il Senato sono molto incerte e c’è una probabilità non marginale che anche il Senato passi ai democratici”.

Lo scenario peggiore

L’incubo è ovviamente quello di un’elezione contestata o non determinata: potrebbe determinarsi, ed in forma peggiore, quanto già sperimentato nelle elezioni del 2000, quando la disputa fra G.W. Bush e Al Gore durò per più di un mese.

Anche perché, in tempi di pandemia, il voto per posta potrebbe rappresentare un elemento decisivo: alla luce di quanto dichiarato recentemente da Trump e del maggiore ricorso a questo strumento, è molto probabile che questa modalità di votazione finisca per scatenare forti polemiche.

Se nel 2016 solo un quarto dei voti è stato inviato per posta, nelle elezioni correnti la percentuale potrebbe raddoppiare. Oltre due elettori democratici su tre intende utilizzare questo strumento, contro circa la metà dei repubblicani.

“Le incertezze collegate al voto ai tempi di COVID-19, ampliate dai riferimenti del Presidente a probabili frodi nel voto postale (che non hanno però riscontro nei dati del passato) e al ricorso alla Corte Suprema, rendono possibile una crisi istituzionale senza precedenti, con ricadute sociali, proteste anche violente e un periodo prolungato di elevata incertezza”.

Uno scenario improbabile, ma che non si può escludere, è il rifiuto da parte di Trump di accettare i risultati elettorali in caso di sconfitta.

Questo potrebbe accadere “prima attraverso ricorsi alla Corte Suprema giustificati da accuse di frode negli spogli e/o di non validità di schede elettorali e poi attraverso una permanenza a oltranza alla Casa Bianca, sostenuta anche da una possibile mobilitazione popolare dei suoi elettori”.

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