Elezioni europee: è possibile il “terremoto politico” ipotizzato da Di Maio?

Alessandro Cipolla

8 Ottobre 2018 - 12:18

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Attaccando Bruxelles, Di Maio ha parlato di un “un terremoto politico che ci aiuterà”. Cosa può cambiare quindi alle prossime elezioni europee?

In Italia c’è sempre stato il sentore che le elezioni europee interessassero molto più ai partiti che ai cittadini. Mai come questa volta invece si parla così tanto di un voto che si terrà fra diversi mesi, a maggio 2019.

In ballo infatti non sembrerebbe esserci soltanto il rinnovo del Parlamento Europeo, ma anche il destino del paese visto che il governo da giorni denuncia una sorta di accanimentodi Bruxelles dopo la bocciatura del Def.

Ecco allora Luigi Di Maio tuonare contro il sistema europeo che avrebbe deciso, in tandem con i media, di “far cadere il governo”, annunciando però al tempo stesso che alle elezioni ci sarà un “terremoto politico” con le “regole che cambieranno”.

A cosa si riferisce allora il leader del Movimento 5 Stelle? Con ogni probabilità Di Maio confida in un exploit alle urne dei sovranisti e degli euroscettici, ma il piano del ministro pentastellato è molto più complicato di quanto possa sembrare.

Di Maio contro l’Europa

Le polemiche degli ultimi giorni potrebbero essere un semplice antipasto di quello che si potrebbe verificare nei prossimi mesi. Al centro di tutto c’è il Def della discordia, documento appena licenziato dal governo è già bocciato da Bruxelles.

C’è da dire comunque che l’Italia non ha fatto molto per cercare di accontentare i dettami dell’Unione anzi, il sentore è che la maggioranza giallo-verde abbia volutamente disatteso quelle che si sapevano erano le indicazioni dell’Europa per andare a cercare un muro contro muro.

Mentre lo spread continua a crescere e si attende con timore il giudizio delle agenzie di rating, che potrebbero declassare l’Italia, Luigi Di Maio punta il dito contro Bruxelles e i media rei di ordire una sorta di complotto contro il “governo del cambiamento”.

Il sistema mediatico e il sistema europeo ormai hanno deciso che questo governo deve cadere il prima possibile. Ma più fanno così, più ci compattano - ha tuonato Di Maio - Ci sarà un terremoto politico a livello europeo e tutte le regole cambieranno. In tutti i Paesi sta per accadere quello che è accaduto qui il 4 marzo. Si vedrà con le elezioni europee e questo ci aiuterà”.

In sostanza il nostro paese in questo momento sarebbe come accerchiato dalle istituzioni europee, ostili al modus operandi del governo carioca e per questo ansioso di vederlo già cadere in combutta con i media.

Alle prossime elezioni europee per il leader del Movimento 5 Stelle ci potrebbe essere un clamoroso ribaltone, tanto da sovvertire gli attuali rapporti di forza a Bruxelles con le regole che quindi potrebbero cambiare in meglio per l’Italia.

Cosa potrebbe cambiare?

Mentre Matteo Salvini è praticamente in campagna elettorale perenne, anche lui più che interessato al voto delle europee, adesso pure Luigi Di Maio ha iniziato a tirare la volata del Movimento 5 Stelle.

Da come entrambi i leader stanno ponendo la questione, l’esecutivo non potrà mai realizzare il suo impegnativo programma di governo se non dovesse cambiare prima la governance di una Unione Europea che al momento viene dipinta come ostile verso l’Italia.

A maggio quindi ci sarà la grande occasione di cambiare le cose. Da sempre le elezioni europee sono state una sfida tra Popolari e Socialisti, ma adesso in tutti i paesi stanno crescendo i partiti sovranisti di destra ed euroscettici di sinistra.

Guardando gli ultimi sondaggi in merito alle elezioni europee, c’è un indubbio calo dei due principali eurogruppi che però insieme rappresentano ancora un blocco granitico (considerando anche i Liberali) capace di poter resistere all’assalto delle nuove forze politiche.

La speranza di Salvini è quella di spostare, sfruttando la presenza nel gruppo dell’amico Orban, il baricentro dei Popolari verso destra per cercare di ottenere risposte soprattutto in materia di immigrazione.

Di Maio invece vorrebbe proprio invertire quella rotta che l’Unione Europea mantiene in pratica da quando è stata fondata. Se la mission della Lega appare fattibile, quella dei 5 Stelle invece sembra inverosimile.

Difficile infatti che di colpo i vari Stati membri, anche di fronte a uno tsunami elettorale, decidano di cancellare con un colpo di spugna il Patto di Stabilità allargando così i paletti per il deficit.

Finora anche dai paesi considerati “amici” del nostro governo non è arrivata una sola dichiarazione di sostegno per come è stato imbastito il def. Al contrario, l’Austria ha sottolineato come si debba “rispettare le regole dell’UE”.

Puntare tutto contro una Europa da dipingere come cattiva e anti-italiana, senza dubbio è un ottimo strumento elettorale che può far aumentare i già alti consensi dei due partiti di governo.

Il rovescio della medaglia però è quello di non ottenere nulla alla fine dal punto di vista politico, esponendo invece il nostro paese alle intemperie dei Mercati con conseguenze che nel lungo termine potrebbero essere anche disastrose.

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