Elezioni Spagna 2019: data, candidati e sondaggi. Vola la destra di Vox

Elezioni anticipate in Spagna nel 2019: ecco la data, la legge elettorale, chi saranno i candidati e cosa dicono i sondaggi in merito a questo voto.

Elezioni Spagna 2019: data, candidati e sondaggi. Vola la destra di Vox

Situazione più che mai caotica in Spagna. Dopo la bocciatura della legge di Bilancio, il governo di centrosinistra presieduto da Pedro Sanchez è arrivato al capolinea con delle elezioni anticipate che sono state indette in data 28 aprile, un mese prima delle europee.

Guardando l’ultimo sondaggio politico, i socialisti del PSOE sarebbero comunque in vantaggio rispetto ai popolari del PPE. Grazie all’exploit di Vox, l’insieme delle forze di centrodestra potrebbe però avere la maggioranza in Parlamento.

La situazione in Spagna

Se in Italia la situazione politica vi sembra complessa, allora non avete mai buttato lo sguardo su quello che succede in Spagna. Dopo le elezioni del 2015 dove non si è riuscito a formare un governo, quelle del 2016 alla fine avevano partorito una flebile maggioranza con a capo il popolare Mariano Rajoy.

Dopo la crisi con la Catalogna, tema ancora irrisolto, lo scorso giugno è avvenuto un ribaltone: Rajoy è stato sfiduciato dal Congresso, dove è nata una nuova maggioranza formata da PSOE, Podemos più vari partiti regionali catalani e baschi.

Il nuovo presidente del governo in Spagna è quindi il leader del PSOE Pedro Sanchez, che guida una coalizione che va dai socialisti alla sinistra di Podemos fino a partiti anche indipendentisti catalani e baschi.

Tutto risolto? Neanche per sogno. La legge di Bilancio spagnola, giudicata la più “a sinistra” della storia iberica, è stata bocciata visto il voto contrario dei deputati catalani dopo che Sanchez non ha garantito loro un impegno per la questione dell’indipendenza.

In precedenza ci sono state anche le elezioni regionali in Andalusia - storica roccaforte dei socialisti - dove il PSOE ha subito una pesante battuta d’arresto mentre la destra di Vox è arrivata addirittura all’11% (cinque anni fa era all’1%).

Alla fine il presidente Pedro Sanchez, non avendo più i numeri per andare avanti, è stato costretto a gettare la spugna: in Spagna in data 28 aprile ci saranno quindi nuove elezioni, le terze in meno di quattro anni.

La legge elettorale

Il motivo di questa instabilità politica in Spagna può essere ricercata anche nel meccanismo della legge elettorale, entrata in vigore nel 1977. Come da noi, il Parlamento è diviso tra Camera e Senato.

Alla Camera (350 seggi) vige un sistema proporzionale in base ai voti presi in ognuna delle cinquanta circoscrizioni (più o meno l’equivalente delle province). Ognuna di queste elegge un numero di deputati in base alla propria grandezza (massimo 30, minimo 1), mentre non sono previsti dei premi di maggioranza.

Quindi i deputati vengono eletti in maniera proporzionale in base ai voti presi in ciascuna circoscrizione, non tenendo conto del risultato di un partito a livello nazionale. Questo è fondamentale vista la presenza di tante forze politiche regionali.

Al Senato invece (208 seggi) vige un sistema elettorale maggioritario plurinominale, con ogni provincia che elegge 4 senatori (188 in totale) mentre ci sono poi collegi speciali per le isole e per le città autonome (20 seggi in totale).

Con la fine del bipartitismo Popolari-Socialisti e la grande crescita di forze politiche come Ciudadanos (liberali) e Podemos (sinistra), oltre al recente exploit di Vox (destra), questo sistema elettorale rende il Parlamento molto frazionato con grande difficoltà nel mettere assieme delle solide maggioranze.

I sondaggi tra elezioni europee e politiche

Fino a qualche settimana fa i vari sondaggi in Spagna erano tutti rivolti alle elezioni europee di fine maggio, ma adesso il prossimo grande appuntamento elettorale saranno quelle delle elezioni generali.

Prima che fossero ufficializzate le elezioni anticipare, l’istituto Celeste-Tel ha effettuato un sondaggio diramato il 7 febbraio. La situazione spagnola sarebbe quindi più che equilibrata.

I socialisti quindi sarebbero ora al 24%, in crescita rispetto alle elezioni del 2016 quando presero il 22,6%. Al contrario il PP dal 33% dello scorso voto viene ora indicato in forte calo al 23%.

Voti questi dei popolari molti dei quali intercettati, oltre che dal PSOE, soprattutto dai liberali di Ciudadanos dati al 19% (+6% rispetto al 2016). In calo invece la sinistra di Podemos attestata al 16% (-5% rispetto al 2016).

Ma la grande sorpresa sarebbe Vox che viene dato al 9% (prese lo 0,2% nel 2016). Dopo l’exploit in Andalusia, il partito marcatamente di destra (contrario all’aborto e al femminismo oltre che agli immancabili immigrati) stando al sondaggio alle prossime elezioni europee sbarcherebbe quindi in buon numero anche a Bruxelles.

Dopo lo scetticismo iniziale, Popolari e Ciudadanos adesso non sembrerebbero avere più nessun veto nei confronti di Vox. Se così stessero le cose, alle elezioni generali l’unione di questi tre partiti di centrodestra potrebbe avere la maggioranza.

Iscriviti alla newsletter per ricevere le news su Elezioni Spagna 2019

Condividi questo post:

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.