Elezioni 2018, cosa succede se vince il centrodestra?

Il centrodestra è il grande favorito alle elezioni. Vediamo come Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia possono andare al governo e cosa potrebbe accadere.

Elezioni 2018, cosa succede se vince il centrodestra?

Cosa succede se vince il centrodestra? Alla luce dei sondaggi, questa è la domanda che serpeggia sempre più in merito alle elezioni politiche del 4 marzo. La coalizione infatti viene data saldamente in testa rispetto le altre forze in campo.

Al momento però questo non sembrerebbe bastare per vincere le elezioni. Vediamo allora la coalizione formata da Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia e Noi con l’Italia, cosa dovrà fare per poter brindare il prossimo 4 marzo e cosa può succedere a livello programmatico.

Cosa succede se il centrodestra vince con più del 40%?

Dopo una costante crescita negli ultimi mesi da parte di tutti i partiti della coalizione, il centrodestra è nettamente in testa nei sondaggi relativi alle elezioni del 4 marzo. Nonostante questo la vittoria è tutt’altro che sicura.

Con la nuova legge elettorale che farà il suo esordio proprio in occasione di questo voto, si è calcolato che per ottenere la maggioranza in entrambi i rami del Parlamento una coalizione o una lista dovrà ottenere almeno il 40% nella parte proporzionale e aggiudicarsi circa il 70% dei collegi uninominali.

Il centrodestra al momento è sotto queste soglie ma non così lontano da non poter ambire a un successo. La speranza di conseguenza e quella di riuscire a colmare questo gap durante la campagna elettorale in corso.

Se la coalizione dovesse riuscire a ottenere una piena maggioranza alle urne, chi tra Forza Italia e Lega risulterà essere il partito più votato sarà quello che poi deciderà il nome del Presidente del Consiglio.

Nel caso a spuntarla fosse il carroccio sarebbe Matteo Salvini il nuovo inquilino di Palazzo Chigi. Se invece si dovesse imporre Forza Italia, vista la ineleggibilità di Silvio Berlusconi sarebbe comunque l’ex premier a indicare il nome del Presidente con Antonio Tajani in pole.

Con una maggioranza solida alla Camera e al Senato, la coalizione avrebbe la forza necessaria per poter realizzare tutti i punti del proprio programma elettorale, flat tax e cancellazione della riforma Fornero in primis.

Cosa succede se non raggiunge il 40%

Se alle elezioni il centrodestra non dovesse riuscire a centrare gli obiettivi del 40% nel proporzionale e del 70% di collegi conquistati nel maggioritario, tutto diventerebbe più incerto e prenderebbero il via le trattative per un governo dalle larghe intese.

Senza un successo pieno con ogni probabilità la coalizione si potrebbe scindere: da una parte Forza Italia e Noi con l’Italia, dall’altra la Lega e Fratelli d’Italia. Ognuno a quel punto farebbe la conta dei propri parlamentari eletti e si guarderebbe attorno.

In caso di pareggio elettorale Berlusconi potrebbe cercare di formare un governo assieme al centrosinistra e ai centristi. Salvini invece strizzerebbero l’occhio al Movimento 5 Stelle vista anche la recente apertura dei pentastellati alle alleanze di governo con tanto di modifica dello Statuto.

Giorgia Meloni invece è l’unica della coalizione ad aver espressamente chiarito come non sia disponibile alle larghe intese: se il centrodestra non dovesse ottenere la maggioranza, allora Fratelli d’Italia andrà automaticamente all’opposizione.

Nella prima eventualità, il nome più caldo come Presidente del Consiglio sarebbe quello di Paolo Gentiloni, mentre nella seconda ipotesi i 5 Stelle prenderebbero in considerazione un accordo solo con Luigi Di Maio premier.

In entrambi i casi, difficilmente si potrebbe realizzare il programma portato avanti in questa campagna elettorale. Al massimo, ci potrebbe essere una convergenza su alcuni temi condivisi soprattutto se si dovesse concretizzare il triplice matrimonio tra Di Maio, Salvini e la Meloni.

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