Ecobonus 110%, la truffa degli attestati: come evitare brutte sorprese

Ecobonus 110%, attenzione alla truffa degli attestati. Vediamo come ottenere i documenti necessari al superbonus, così da non incorrere nelle sanzioni.

Ecobonus 110%, la truffa degli attestati: come evitare brutte sorprese

Ecobonus 110%, attenzione alle truffe sui falsi attestati. Ricordiamo infatti che le sanzioni per chi produce documenti mendaci sono salate. Come evitare brutte sorprese?

I contribuenti devono prestare attenzione a chi si affidano per ottenere gli attestati necessari, scegliendo professionisti abilitati e tecnici iscritti ai relativi albi.

Il nuovo ecobonus del decreto Rilancio infatti richiede documenti specifici che attestino il miglioramento della classe energetica prima e dopo i lavori: ecco a cosa stare attenti.

Ecobonus 110%, la truffa degli attestati: come evitare brutte sorprese

L’ecobonus al 110% del decreto Rilancio è valido per i lavori dal 1° luglio 2020 fino alla fine del 2021.

La denuncia dei tentativi di truffa è arrivata da Federcontribuenti, che ha messo in guardia i consumatori.

Sul web difatti si trovano tante società che propongono l’avvio delle pratiche per ottenere l’ecobonus al costo di 5.000 euro: si tratta di una vera e propria truffa.

A cosa bisogna stare attenti? Per evitare brutte sorprese, vi ricordiamo che l’ecobonus 110% si può richiedere se, tramite i lavori, c’è un miglioramento di due classi energetiche o il raggiungimento della classe energetica più alta possibile.

Questo “salto” energetico va certificato prima e dopo i lavori, e solo professionisti abilitati e iscritti all’albo (nel caso di interventi per la riduzione del rischio sismico).

Senza l’Attestato di Prestazione Energetica (Ape) e il visto di conformità rilasciato da CAF o da professionista abilitato, insomma, non si attiva il meccanismo di detrazione, sconto in fattura o cessione del credito, ovvero ciò che rende l’ecobonus al 110% così imperdibile.

Ecobonus 110, la truffa degli attestati: sanzioni salate per chi rilascia falsi documenti

Qualora si dovessero produrre falsi attestati ci sarebbero gravi conseguenze: non solo, infatti, si decadrebbe dal beneficio, ma sono previste sanzioni salate.

È il Ministero dello Sviluppo Economico a vigilare sulla regolarità degli attestati. Ai soggetti che rilasciano attestazioni e asseverazioni infedeli verrà applicata una sanzione amministrativa da 2.000 fino a 15.000 euro, per ciascun documento falso reso.

Federcontribuenti segnala che molte società stanno promettendo il rilascio dell’APE in 48 ore e online, al prezzo di circa 50 euro.

Anche questa è chiaramente una truffa, come stabilito dalla Corte di Cassazione: l’APE è un documento richiesto negli atti notarili di compravendita e nei contratti di locazione. Chi ne produce uno falso, commette un illecito civile e penale, andando incontro alla risoluzione del contratto, la restituzione dei soldi versati e il risarcimento del danno.

Quindi l’Attestato va redatto da un tecnico abilitato e iscritto all’albo, e solo dopo un sopralluogo presso l’immobile da certificare.

Inoltre, in caso di mancata integrazione, anche parziale, dei requisiti che danno diritto all’ecobonus 110%, l’Agenzia delle Entrate provvede al recupero delle somme corrispondenti alla detrazione non spettante, maggiorate di sanzioni e interessi.

Infine Federcontribuenti mette in guardia i consumatori anche sugli impianti fotovoltaici venduti porta a porta: il super ecobonus si attiva per impianti altamente efficienti e installati da tecnici qualificati. Il rischio in caso contrario è di dover pagare sia l’impianto sia le spese legali di tasca propria.

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