Ecco un titolo di Stato USA 2030 cedola 6,25% e rendimento effettivo al 3,7%

Stefano Vozza

26 Dicembre 2025 - 16:28

Vi sono titoli di Stato che possono combinare più elementi e risultare relativamente molto più speculativi anche nel medio termine

Ecco un titolo di Stato USA 2030 cedola 6,25% e rendimento effettivo al 3,7%

Al di fuori del perimetro dei titoli di Stato targati MEF si trova un mare magnum di potenziali soluzioni. Si spazia tanto in base ai parametri considerati, tipo il rating emittente, il tasso nominale annuo, la sua natura fissa e costante o variabile o altro, l’orizzonte temporale, etc.

Oggi i ritorni su molti prestiti sovrani si sono contratti, tranne su quelli inglesi ed USA tra le principali economie sviluppate. Oltreoceano, e quindi tra le soluzioni in valuta estera, soffermiamoci su un prodotto a medio termine. Dunque, ecco un BTP cedola 6,25% per 4,5 anni e rendimento effettivo al 3,7%.

L’obbligazione del Tesoro con cedola lorda annua al 6,25%

Il riferimento è all’obbligazione con identificativo ISIN US912810FM54 quotata e negoziata sull’EuroTLX di Borsa Italiana. Si tratta di un trentennale in origine con data emissione 15 febbraio 2000 e rimborso finale per il 15 maggio 2030. Al titolo resta quindi una vita fruttifera di altri 4 anni e mezzo e stop.

L’emittente è lo Stato USA ed è denominato in valuta locale, in $ americani, in gergo USD. Ha un taglio minimo di 1.000 $ ma una quotazione attuale a 110,2 circa. In pratica per negoziare uno T-Bond del Tesoro USA servono 1.102 USD di valore nominale, oltre alle spese di commissione bancaria.

Al cambio EUR/USD attuale a 1,1737 vuol dire che servono 939 € per acquistare 1.000 USD nominali. Poi a questo importo andranno sommati altri 17,47 € di rateo lordo ad oggi maturato (0,65608%; dati Borsa Italiana), dato che il T-Bond è quotato al corso secco. Infine altri X euro andranno alla banca presso cui si è aperto il conto titoli, necessario per il suo deposito, gestione e amministrazione. La commissione potrà essere fissa o proporzionale al nominale sottoscritto in base alle condizioni economiche previste dall’istituto di credito.
In sintesi, circa 960 € per 1 titolo se la commissione è proporzionale, da 5 ai 15 euro circa in più se è del tipo fissa.

Quanto rende l’USA T-Bond con cedola fissa al 6.25%?

Il coupon nominale è del 6,25% annuo, quasi il 2,73% netto ogni 6 mesi. Detta diversamente, si incassano 27,3 USD ogni 182,5 giorni, da riconvertire poi in euro per poterli spendere o investire in Patria. Se alla prossima data di stacco il cross €/$ dovesse restare invariato ai corsi attuali, il guadagno sarebbe di 23,26 € a singolo titolo. Se invece il cross dovesse portarsi, per esempio, a 1,1637 (il $ si apprezza) o a 1,1837 (il $ si deprezza), i rispettivi controvalori sarebbero di 23,46 € e di 23,06 €.

Eccolo nei numeri, quindi il c.d. rischio di cambio per una singola cedola e su un singolo titolo. Moltiplicati per più titoli e/o più cedole e/o sul controvalore finale del capitale sottoscritto (o data di rivendita anticipata) fanno la differenza di decine o centinaia di euro in più o in meno a seconda dei casi.

Investire in simili prodotti significa accollarsi un bel grado di rischio. Noi abbiamo ipotizzato uno scostamento in più e in meno di 1 centesimo, ma sull’orizzonte di 4,5 il cambio €/$ può muoversi molto più di un sol centesimo.
Inoltre vanno considerati i rischi tasso e di mercato, con la duration modificata attuale a 3,78, e il rischio di liquidità dati gli scarsi scambi sul secondario. Infine, ai corsi attuali il rendimento effettivo a scadenza è in area 3,7% annuo lordo, mentre i prezzi min/max annui sono stati a 107,55 e 113,37 USD.

Ecco un titolo di Stato USA 2030 cedola 6,25% e rendimento effettivo al 3,7%

Non c’è dubbio, quindi, che il mix di cedola, oscillazioni dei corsi e dei cambi lo renda un prodotto più speculativo malgrado la media durata e il suo appartenere al perimetro del reddito fisso. È uno strumento più adatto a chi mastica di valute e cerca l’operazione di breve termine e non cerca l’attesa della naturale scadenza. In un certo senso, e con tutte le accortezze sia dei termini che del caso, i trend tra due monete sono relativamente più visibili nel breve termine. Il rateo pro tempore, in questo caso, potrebbe fungere da paracute nel caso in cui l’analisi fosse errata o il trend dovesse girarsi contro. Si rileverebbe invece un rafforzativo del ritorno a scadenza nei casi più felici.

Di fondo resta un titolo dal buon rating emittente e con uno yield maggiore a quello di tanti altri emittenti sovrani. Ad esempio il BTP Tf 3,50% Mz30 quota sui 103,2 per un effettivo del 2,7%, un ritorno molto simile sui pari durata sovrani greci e francesi, giusto per fare dei raffronti. L’obbligazione della Repubblica greca Tf 1,5% Gn30 e ISIN GR0124036709 prezza sui 95,6, per uno yield al 2,65%, mentre l’OAT Tf 2.5% Mg30, matricola FR0011883966, il 2,71% per via dei corsi a 99,08. Ritorni che, manco a dirlo, scendono ancora se si considerano altri emittenti dall’appeal di mercato più marcato dei tre su citati.

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