L’Ucraina guadagnerà miliardi di euro esportando armi, mentre l’Occidente continuerà a inviarle. Com’è possibile? Ecco cosa sta succedendo.
Se colleghiamo l’Ucraina alle armi a cosa pensiamo? Alla guerra con la Russia, ovviamente, ma pure ad acquisti, agevolazioni, legami con l’Occidente… E se invece vi dicessi che l’esportazione di armi sarà il nuovo cavallo di battaglia dell’economia ucraina? Ebbene sì, questo apparente cortocircuito logico è verità. L’Ucraina venderà armi all’Europa, in un business bellico già stimato nell’ordine di svariati miliardi di euro.
Ovviamente, per quanto sembri paradossale, tutto ha una spiegazione. I futuri guadagni di Kiev con l’industria bellica si muovono entro i confini che già conosciamo, conflitto con Mosca e aiuti europei, rappresentando peraltro un’opportunità vantaggiosa per i Paesi amici occidentali. Per dirla in altri termini, non significa che l’Ucraina guadagnerà sulla cresta dell’aiuto occidentale, ma che si confermeranno rapporti di reciproco beneficio. Insomma, l’appoggio di Bruxelles sembrerebbe rivelarsi una puntata vincente o quantomeno non fallimentare. Ma scopriamo perché.
L’Ucraina torna a vendere armi
Il logorante conflitto con la Russia ha probabilmente falsato un po’ la percezione rispetto alle dinamiche effettive. Per quanto l’Ucraina non avrebbe potuto mostrare una tale resistenza senza gli aiuti - ancora oggi essenziali per non dichiarare la resa - non si tratta di un Paese nuovo all’industria bellica. La guerra con la Russia, tuttavia, ha monopolizzato gli sforzi dell’intero Paese, costringendo Zelensky a sospendere la vendita di armi.
Tutta la produzione serviva per la difesa nazionale, che non poteva certo pensare all’export mentre fronteggiava le carenze interne. E come sappiamo bene, infatti, l’Ucraina ha necessitato (e necessita ancora) degli aiuti europei e statunitensi per competere con i mezzi, numericamente e qualitativamente in vantaggio, del Cremlino. Non si può però pensare che la completa e totale concentrazione di un’intera Nazione nella guerra manchi di influenzare l’industria bellica.
Com’è sempre accaduto, pensiamo per esempio alla Seconda guerra mondiale, l’impegno si è presto tradotto in un miglioramento della produzione. Non soltanto più armi, ma mezzi più innovativi e soprattutto efficienti rispetto agli scenari reali. Un processo che ovviamente non avrebbe potuto prendere piede senza il sostegno occidentale, che però avrà modo di riscuotere il debito prestissimo. Da ottobre Kiev ha deciso infatti di allentare il divieto di esportazione di armi, seppur molto gradualmente, e ha ora annunciato l’apertura di nuove fabbriche in Europa.
Lo scambio di armi tra Ucraina ed Europa
Investimenti e ricerca hanno aumentato la produzione e il livello delle armi ucraine fino a generare un surplus, che potrebbe peraltro essere superato. La produzione ucraina potrebbe essere ancora maggiore, ma non può permetterselo nello scenario attuale. Gli investimenti sono un ovvio problema, visto che gli sforzi sono dedicati alla guerra, ma quest’ultima implica anche altre conseguenze. Il personale manca, visto proprio l’impiego bellico, e le strutture sono obiettivi a rischio.
Ecco perché nel programma di “esportazione controllata” di Kiev sono previste nuove aperture in Europa, oltre al potenziamento di quelle già esistenti, sfruttando joint venture e collaborazione con partner locali per finanziarsi. D’altra parte, il mercato europeo è particolarmente interessato al settore, un’opportunità di avanzamento dal lato industriale ma soprattutto di approvvigionamento. Dovendo fare di necessità virtù, Kiev è arrivata a un livello tale da competere con potenze come gli Stati Uniti e l’Israele sui droni militari, baluardo di una nuova guerra a cui Bruxelles non è pronta.
Nel frattempo, però, l’Ucraina ha continuato a trascinarsi delle difficoltà sulla componente più tradizionale, ma comunque impattante, della guerra, per cui necessita dell’Europa. Se non si trasformerà in un caso di dipendenza reciproca, questa potrebbe essere la nuova chiave di un potenziamento della difesa accessibile e competitivo. I primi droni ucraini prodotti in Germania dovrebbero arrivare proprio entro questo febbraio 2026, quindi ormai non resta che stare a vedere i prossimi sviluppi.
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