Ecco come sarà il nuovo Reddito di cittadinanza

Simone Micocci

27 Marzo 2023 - 13:45

Come sarà il nuovo Reddito di cittadinanza? Tra certezze e nodi da sciogliere, ecco cosa potrebbe succedere tra qualche mese.

Ecco come sarà il nuovo Reddito di cittadinanza

Il Reddito di cittadinanza cambierà già quest’anno con il passaggio a una nuova forma di sostegno che per il momento - ma nel governo sono in corso le dovute valutazioni - dovrebbe chiamarsi Misura d’inclusione attiva.

Abbiamo già parlato della bozza del provvedimento, la quale però - fanno sapere fonti interne alla maggioranza - è già stata superata. Quindi, nonostante ci fornisca degli elementi utili per rispondere alla domanda su come sarà il nuovo Reddito di cittadinanza, non va presa ancora come fonte ufficiale.

Quindi, per chi vuole capire quale sarà il futuro dopo il Reddito di cittadinanza, ossia se ci sarà un sostegno a cui attingere nei momenti di difficoltà economica, ci sono ancora notizie sommarie - nonostante era stato assicurato che il provvedimento sarebbe arrivato in Consiglio dei ministri entro la fine di marzo - appena sufficienti per farsi un’idea su cosa aspettarsi.

Il nodo più importante riguarda la posizione degli occupabili, ossia di coloro che pur essendo nella condizione di poter svolgere un lavoro in questi anni si sono accomodati - o almeno questo è il messaggio che viene fatto passare - sull’opportunità di godere del sostegno statale. Le prime indiscrezioni ci dicono che il governo continuerà con la distinzione già effettuata in legge di Bilancio 2023 che tuttavia più che penalizzare gli occupabili rischia di colpire - senza un’analisi qualitativa del perché si trovino nello stato di disoccupazione - perlopiù i nuclei con un solo componente.

Cerchiamo, analizzando la bozza della Misura d’inclusione attiva come pure le ultime dichiarazioni delle persone coinvolte dalla riforma - dalla ministra del Lavoro Marina Calderone alla sua vice Maria Teresa Bellucci - di far luce su come dovrebbe funzionare la nuova misura nonché quali saranno i beneficiari.

A chi spetterà il nuovo Reddito di cittadinanza

Con il passaggio alla nuova misura - indipendentemente da come si chiamerà - ci sarà una riduzione della platea dei beneficiari. Nel dettaglio, il governo sembra essere intenzionato ad abbassare l’asticella garantendo l’accesso al nuovo sostegno solamente a coloro che hanno un Isee inferiore a 7.200 euro. Tale soglia potrebbe anche essere oggetto di revisione, ma quel che è certo è che una sforbiciata ci sarà anche perché il governo conta di recuperare altre risorse dal Reddito di cittadinanza così da utilizzarle per altre misure, come ad esempio per la riforma delle pensioni.

Per quanto riguarda la stretta agli occupabili, invece, non è ancora chiara la strada che si vuole intraprendere. Per il momento la bozza di decreto che istituisce la Misura d’inclusione attiva utilizza lo stesso approccio della legge di Bilancio 2023: quindi, da una parte quelle famiglie che indipendentemente dal numero di occupabili hanno nel loro nucleo almeno un minorenne, un disabile oppure un over 60, dall’altra tutto il resto.

E se per i primi tutto dovrebbe restare invariato rispetto a oggi, con piccole differenze per quanto riguarda durata e importi, per gli altri si tratterebbe di una profonda revisione, sulla quale il governo è ancora in fase di valutazione. Nella bozza del decreto sulla Mia si legge che a questi viene data la possibilità di accedere al beneficio ma l’importo viene ridotto del 25%, mentre la durata scende a 18 mesi (12 mesi la prima volta più altri 6 mesi in caso di rinnovo).

Tuttavia, nei giorni scorsi intervistando il sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon, siamo venuti a conoscenza della possibilità che tale sostegno possa trasformarsi in una sorta di rimborso spese condizionato alla partecipazione a iniziative di formazione. Di fatto, partecipare a un corso di formazione diventerebbe un requisito per accedere al beneficio e non come oggi un obbligo per mantenerne il diritto.

Quanto spetterà d’importo

Anche per quanto riguarda gli importi sono in corso le dovute valutazioni. Anche in questo caso però bisogna distinguere tra nuclei con minorenni, disabili oppure over 60, e gli altri.

Nel primo caso, infatti, l’importo base sarà lo stesso di oggi, quindi 500 euro, da moltiplicare per il relativo parametro di scala di equivalenza da cui però usciranno i minori. Questo per permettere al nuovo Reddito di cittadinanza di essere interamente cumulabile con l’Assegno unico universale, operazione che in molti casi potrebbe comportare un aumento dell’importo complessivamente percepito. Da definire, invece, se continuare o meno a riconoscere un rimborso per le famiglie che vivono in affitto: stando alle recenti dichiarazioni della ministra Calderone dovrebbe esserci, ma solo per questi nuclei familiari.

Per tutti gli altri, invece, come visto l’importo - calcolato partendo da 500 euro per la persona sola e moltiplicandovi il relativo parametro di scala di equivalenza - verrà ridotto del 25%. Si partirà quindi da 375 euro al mese, importo da cui ovviamente verrà sottratto il reddito mensile già percepito.

Obblighi più severe

In entrambi i casi il nuovo Reddito di cittadinanza prevederà dei percorsi di reinserimento al lavoro per i componenti occupabili. Quindi sia per le famiglie con figli, disabili e over 60, come pure per le altre.

L’obiettivo è di puntare specialmente sulla formazione, laddove i governi precedenti - stando a quanto dichiarato dalla vice ministra al Lavoro Maria Teresa Bellucci - “hanno fallito”:

La formazione è una cosa sensibile e delicata, che va tarata sui bisogni specifici delle persone: non si possono fare gli stessi corsi per centinaia di migliaia di persone. Ce ne stiamo occupando, con una gestione sostenibile: stiamo facendo il possibile.

Si cercherà quindi di pensare a un’offerta formativa pensata appositamente per i percettori del Reddito di cittadinanza, persone che come gli ultimi rilevamenti ci dicono hanno spesso un basso livello di scolarizzazione e scarse competenze - ed esperienze - professionali. Quindi oltre che occupabili bisognerà renderli appetibili alle aziende, anche puntando su sgravi occupazionali (a tal proposito quello previsto dalla bozza di provvedimento è più vantaggioso rispetto a quello utilizzato oggi per i percettori di Reddito).

Altra novità riguarderà sanzioni più severe per coloro che non parteciperanno alle iniziative di formazione e orientamento: la mancata presentazione a una convocazione del centro per l’impiego, ad esempio, costerà immediatamente la decadenza della misura percepita.

E ancora, ci sarà un maggiore coinvolgimento delle agenzie private, tagliate fuori - almeno nella fase iniziale - dalla politica attiva ritagliata per il Reddito di cittadinanza.

Il tutto poi dovrebbe essere digitalizzato: come spiegato dalla ministra Calderone, infatti, prima di tutto ci sarà un patto digitale con il quale si procederà alla profilazione del beneficiario: dopodiché tutte le attività di formazione e orientamento - come previste dal Gol - avranno inizio.

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